L’embrione umano si sviluppa a partire da tre foglietti embrionali, l’ectoderma, il mesoderma e l‘endoderma. Il mesoderma, lo strato intermedio dei tre foglietti embrionali, dà origine a vari tessuti tra cui il connettivo. Quest’ultimo comprende gli elementi figurati del sangue, le aponeurosi, i tessuti fibrosi, la cartilagine, l’osso, tutti formati da cellule specifiche immerse in una matrice con proprietà visco-elastica variabile. Un interesse particolare riguarda la fascia connettiva, tessuto fibro-elastico che insieme al tessuto osseo, forma l’impalcatura del corpo e si organizza secondo il modello biotensegrile (alternanza di elementi in tensione e compressione su base geometrica triangolare ). La fascia si estende senza soluzione di continuità dal suo punto d’inserzione ossea – lo scheletro – fino alle membrane cellulari degli organi cui forma l’impalcatura.
A tale livello, le fibre connettive sono collegate a particolari proteine di membrana dette integrine, che a loro volta si connettono al nucleo cellulare tramite microtubuli e filamenti (endoscheletro ).

L’ectoderma, il foglietto più esterno tra i tre foglietti embrionali, nell’uomo compare durante la terza settimana nel corso dell’embriogenesi. Dopo la formazione dell’endoderma e del mesoderma intraembrionale. L’epiblasto assume la denominazione di ectoderma, costituendo quindi l’ultimo dei tre foglietti del disco trilaminare embrionale.






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