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Fauna sinantropica: le specie adattate alla presenza dell’uomo

Sebbene l’immagine dell’uomo sia spesso, e non a torto, associata alla scomparsa delle specie, esiste un gruppo di animali che si è adattato a vivere in ambienti altamente antropizzati, e che anzi trae giovamento dalla presenza dell’uomo: si tratta di quella che viene definita fauna sinantropica, un termine di derivazione greca che significa “assieme all’uomo”. La fauna sinantropica è costituita soprattutto da quelle specie che siamo abituati ad osservare nelle nostre città, la cui presenza è talmente comune da passare inosservata; merli, passeri, colombi, roditori, lucertole: l’elenco è senza dubbio lungo, ma tutte queste specie sono accomunate dalle scarse esigenze ecologiche e dall’adattabilità, caratteristiche che permettono loro di vivere e prosperare anche in ambienti molto poco naturali.

Alcune di queste specie addirittura sopravvivono meglio in ambienti antropizzati di quanto lo facciano in natura, e sono essenzialmente legate alla presenza dell’uomo: ne è un esempio il comune ratto delle chiaviche (Rattus norvegicus), diffuso in tutto il mondo in ogni ambiente urbano.

La più facile sopravvivenza di certe specie negli ambienti urbani rispetto a quelli naturali è dovuta a diversi fattori, tra cui la grande disponibilità di cibo e rifugi e l’assenza di competizione: gli scarti della vita dell’uomo, e le sue infrastrutture, sono infatti risorse enormi per i pochi in grado di sfruttarle, e consentono il mantenimento di elevate densità di individui delle specie sinantropiche.

La fauna urbana non è comunque solo limitata alle specie che siamo soliti osservare in città, ma può riservare alcune sorprese, comprese alcune specie di interesse conservazionistico; senza arrivare agli alligatori che una popolare leggenda vuole popolino le fogne di New York, negli ultimi anni si è assistito all’insediamento nelle aree urbane di specie più insolite, favorite anche dalla tendenza alla formazione e al mantenimento di zone più naturali all’interno delle città, come parchi e viali alberati.

Tra le nuova fauna sinantropica recentemente comparsa nelle nostre città si può citare il falco pellegrino (Falco peregrinus), che ormai nidifica con costanza in città come Genova, Bologna, Roma e Milano; questa specie è un ottimo esempio di animale sinantropico: utilizza infatti gli edifici come siti di nidificazione, sostituendo le pareti rocciose utilizzate in natura, e si giova della massiccia presenza di piccioni, che caccia con spettacolari picchiate.

Da anni sono state installate webcam che monitorano i nidi di questa specie nelle città: nel video qui riportato, ad esempio, vi sono le immagini del nido di una coppia nidificante in una cassetta-nido sul tetto dell’università “La Sapienza” di Roma.

Video

Oltre al falco pellegrino sono molti i rapaci che hanno sviluppato la capacità di vivere negli ambienti urbani: tra gli altri il gheppio (Falco tinniculus) e il grillaio (Falco naumanni), presente con una numerosa e famosa colonia nel centro storico di Matera.

Recentemente anche animali di notevoli dimensioni hanno fatto la loro comparsa in alcune città italiane; è il caso dei i cinghiali (Sus scrofa), avvistati sempre più spesso nelle aree urbane, o dei caprioli (Capreolus capreouls, in fotografia appena fuori Parma); in questi casi la presenza di questi animali può essere spiegata dall’aumento della densità delle popolazioni nelle aree urbane, che spinge alcuni individui ad insediarsi in aree meno idonee ma con minore competizione, come le aree verdi delle nostre città.

Queste specie si giovano soprattutto della presenza, all’interno delle aree urbane, di corridoi ecologici, zone a più elevata naturalità immerse in una matrice antropica, come le aree verdi urbane o il corso dei fiumi; i corridoi ecologici garantiscono alcune risorse chiave che permettono la vita di queste specie anche in zone urbane o comunque fortemente antropizzate, e consentono il collegamento tra le popolazioni frammentate dalla presenza di zone abitate.

La presenza di una sempre maggior componente faunistica negli ambienti antropizzati, se da un lato dimostra la complessità degli ecosistemi urbani e delle relazioni che intercorrono tra le varie componenti che li compongono, dall’altro spinge a riflettere sui problemi che la presenza di questi animali genera: oltre ai sempre presenti problemi sanitari legati ad alcune specie (ratti e piccioni in primis), si aggiungono recentemente anche quelli legati agli incidenti stradali causati dalla fauna anche nelle città, e altri problemi più curiosi ma non meno importanti, come il recente caos generato a Roma dall’eccessiva presenza di guano dovuto agli storni.

Fauna sinantropica, link utili:  http://www.aslcn1.it

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