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Emilio Del Giudice – Un uomo coerente

Emilio Del Giudice – Fisico teorico, professore e ricercatore, di radici partenopee e tedesche nasce a Napoli il primo Gennaio del 1940. Da giovane si occupa della fisica delle alte energie nel campo della materia condensata mentre verso la fine della sua carriera si dedica allo studio delle basse energie e dei fenomeni collettivi, ovvero quei fenomeni che avvengono per la compartecipazione di un gran numero di componenti che cooperano in un unico sistema come ad esempio gli organismi viventi, concentrando i suoi studi sull’acqua e sulle sue straordinarie proprietà e peculiarità.

Carriera

Professore incaricato presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Napoli, primo Ricercatore dell’I.N.F.N, ricercatore presso il Center of Theoretical Physics del MIT, ricercatore presso il Niels Bohr Institute di Copenhagen, Medaglia Prigogine 2009 e per brevi periodi anche ricercartore al CERN.

Gli studi

Nella materia condensata studia il comportamento della materia in condizioni estreme attirato subito dai fenomeni piezoelettrici e soprattutto dall”Effetto Bridgman‘, un fenomeno paranucleare osservato dal Nobel Percy Williams Bridgman.

Pioniere della teoria delle stringhe nei primi anni settanta in seguito collabora con Giuliano Preparata, altro luminare della scienza, all’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) sull’elettrodinamica quantistica coerente, insieme al quale svilupperà le ricerche di Fleischmann e Pons sulla fusione fredda, più precisamente sul caricamento di metalli con idrogeno pesante.

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Carlo Rubbia decise di commissionare una ricerca organica sulla fusione fredda ad un gruppo di ricercatori dell’ENEA di Frascati, fra i quali Emilio Del Giudice, Antonella De Ninno e Antonio Frattolillo, il famoso rapporto41.

Negli ultimi anni le sue ricerche lo avevano portato a lavorare con il premio Nobel Luc Montagnier. Insieme a Montagnier, a Alberto Tedeschi e a Giuseppe Vitiello stava indagando la capacità dell’acqua di trattenere e trasmettere informazioni nell’esperimento del “DNA digitale”: una sequenza di DNA di un batterio digitalizzata che realizza la polimerasi con un kit PCR nonostante il nuovo campione fosse asettico e contenente solo il kit PCR, acqua pura, il catalizzatore e il campo elettromagnetico.

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(da sinistra a destra: Luc Montagnier, Giuseppe Vitiello, Emilio Del Giudice, Alberto Tedeschi)

Scomparso il 31 Gennaio del 2014 (per infarto) il divulgatore non ci lascia risposte definitive ma miriadi di domande.