Ebola: Nuovi ed inquietanti particolari preannunciano il suo ritorno

L’Ebola è un orrendo virus dilagato nell’Africa Occidentale. Ne abbiamo sentito parlare a lungo in televisione e l’argomento ha riempito pagine e pagine di giornali. Adesso l’attenzione dei media è diminuita perché pare che la medicina stia contrastando bene l’evolversi della malattia, chiamata EVD, che sta per Ebola Virus Disease.

Da una ricerca pubblicata sul The New England Journal of Medicine emerge però un nuovo e inquietante particolare: anche nell’ipotesi che l’epidemia venga fermata,  il virus potrebbe giocarsi l’ultima carta micidiale proprio durante i festeggiamenti per la vittoria.

Nello studio, pubblicato il 14 ottobre, lo sperma di 93 uomini sopravvissuti all’Ebola in Sierra Leone è stato esaminato al tempo zero, cioè alla data di inizio della malattia, e la metà di loro (esattamente 46) presentava tracce virali nel seme. Il virus si è mantenuto nello sperma di tutti e 9 i pazienti analizzati dopo due o tre mesi, mentre sono stati 26 (65%) i positivi al test tra i 40 uomini il cui sperma è stato prelevato dopo quattro o sei mesi. Il dato allarmante si riferisce però a quel 26% (11 su 43) di uomini che hanno mantenuto l’agente virale nel se

me anche dai sette ai nove mesi dopo l’inizio della malattia. Ad onor di cronaca, l’unico paziente osservato dopo dieci mesi non ha fornito risultati.

Ulteriori preoccupazioni nascono da una ricerca risalente a maggio di quest’anno che parrebbe confermare il primo caso di trasmissione sessuale dell’EVD, avvenuta in Liberia. Al momento non è affatto dimostrata la capacità infettiva del virus residente nello sperma, inoltre i casi di trasmissione sessuale finora documentati sono rarissimi. Ma la guerra è guerra, non bisogna abbassare la guardia e non si lasciano prigionieri, soprattutto se il nemico si chiama Ebola.

  • Articolo redatto da Flavio Alunni
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