Dormire senza sonno: Addio al ritmo circadiano

Quante volte ci si ritrova a mangiare alle 13 solo perché è ora di pranzo. Quante volte si va a letto perché son già le 23 ed è ora di dormire? Potrà anche sembrare banale, in fondo si vive in società e questi sono i ritmi ai quali adeguarsi per potersi meglio integrare. Ma il corpo umano ha i suoi bisogni e per quanto questi si siano modificati nel corso dei secoli, il ritmo circadiano rimane il principale regolatore dell’organismo umano. Dalla locuzione latina circa diem, intorno al giorno, il ritmo regolatore dei complessi organismi presenti in natura appassiona gli studiosi sin dalla prima metà del 1700.

Jean-Jacques d’Otrous de Marian fu il primo a notare l’abitudinarietà del lavoro delle cellule degli organismi autotrofi, osservando come nonostante si producano variazioni nell’ambiente esterno, il ciclo di sonno-veglia dell’essere tende a rimanere costante. Il ritmo circadiano infatti può essere dipinto come un orologio interno, che in base all’alternarsi della luce, del calore e di altri fattori di cui ancora non si è completamente sicuri, tenta di regolare le funzioni del corpo, di modo tale che questo possa esprimere la sua massima capacità con il minimo dispendio d’energia. Ma l’uomo oggi ha dimenticato di avere un simile bioritmo e sempre più imprudentemente sembra addirittura andargli contro.

La società, il lavoro, hanno completamente rimodellato le esigenze basilari, sicché oggi si è più macchine che uomini. Chi si riposa è accusato di perdere tempo che potrebbe impiegare altrimenti. Potrà sembrare superflua l’esistenza di questo ciclo diurno-notturno, ma secondo le ultime ricerche, vivere tenendo in considerazione questo orologio biologico vitale, apporta grandi benefici. Minor stanchezza perché aumenta la qualità del sonno, quindi meno stress diurno. Migliorano le qualità mnemoniche allontanando la possibilità di avere malattie quali Parkinson o Alzheimer. Diminuisce la massa grassa del corpo: il poco dormire fa infatti prediligere i cibi spazzatura a causa del cervello che richiede spropositate dosi di zuccheri per continuare le proprie funzioni vitali; si eviterebbero così anche gli spuntini notturni, vero vizio di chi della fase REM ha disturbi.

Ogni uomo ha le sue esigenze primarie naturali, non soddisfarle porta al degrado del corpo, quindi della mente e così, per quanto tutto questo è strumentale alla vita in società, la vita sociale diventa impossibile.

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