Dionaea muscipula: una delle piante più stupefacenti al mondo

La dionea (Dionaea muscipula) è una pianta carnivora, ed è la prova che la natura sa affascinare. Denominata la venere acchiappamosche, rappresenta per antonomasia tutte le specie di piante con comportamento carnivoro. Se già nell’800 Darwin ne rimase colpito tanto da definirla “una delle piante più stupefacenti al mondo”, non c’è da stupirsi se anche nei nostri giorni la dionea riscuota una notevole popolarità.

Scheda botanica

Appartenente alla famiglia delle Droseraceae, la D. muscipula è endemica delle pianure costiere del North e del South Carolina (USA), ma si è diffusa anche nel New Jersey, nella California e in una piccola zona della Florida. Sebbene si tratti dell’unica specie di questo genere, la dionea presenta una grande varietà di colori, dimensioni delle trappole e forme dei denti. Le varietà naturali e ibridate più famose hanno anche nomi piuttosto chic: “Beartrap”, la “Dentata” e la favolosa “Red Dragon”, con denti simili ad aghi e foglie completamente rosse.

La trappola a tagliola

La trappola della dionea è definita “attiva” poiché gli insetti giungono in prossimità della foglia espansa attirati dal nettare alla base dei denti e dal colore delle foglie modificate. Se gli insetti toccano almeno due peli sensoriali nell’arco di circa 20 secondi (in totale ogni foglia ne possiede sei suddivisi equamente su ciascuna lamina), la trappola si chiude impedendo la fuga della preda. Gli enzimi digestivi vengono rilasciati e ha inizio l’assorbimento delle sostanze nutrienti. Il meccanismo di chiusura delle due metà della lamina fogliare è attivato dalla perdita di acqua da parte delle cellule motrici situate sulla nervatura centrale. La riacquisizione di turgidità consente la riapertura della foglia. Il sistema di stimolazione impedisce una chiusura casuale della trappola. In generale le trappole delle piante carnivore hanno subito numerose variazioni e la loro forma è molto diversificata, poiché queste piante si sono evolute per sopravvivere in ambienti particolarmente poveri di nutrienti.

Dionaea muscipula: specie a rischio

Questa meraviglia della natura tuttavia attualmente si trova in pericolo, infatti è inserita nella CITES e nell’USA Endangered Species Act. In particolare la dionea, insieme ad altre piante carnivore, è inserita nell’Appendice II della CITES, cioè il loro commercio è limitato ai semi e agli esemplari che vengono coltivati in vivaio. In passato ha sofferto l’eccessiva raccolta degli esemplari selvatici che in realtà continua tuttora per rifornire il mercato domestico e dei vivai. Adesso però l’espansione dell’attività agricola e dell’edilizia stanno severamente compromettendo l’esistenza del suo habitat naturale. Oltre a quelle appena citate, alcune pratiche forestali aggressive e la soppressione degli incendi naturali che mantengono la savana contribuiscono alla distruzione dell’ambiente ottimale alla crescita della dionea.

Coltivare Dionaea muscipula

Adatta anche ai floricoltori principianti o agli appassionati che non possono dedicare troppe attenzioni alle loro piante, la dionea non necessita di un’eccessiva quantità di acqua, anzi! Se innaffiata eccessivamente o con acqua domestica, muore. È preferibile acqua piovana o distillata. Dionea cresce bene in un mix composto da torba e sabbia priva di calce, a temperatura 21-38°C. Molti non sanno che dionea possiede un periodo di dormienza che spesso viene erroneamente scambiato per morte. I semi possono essere posti in una miscela di sabbia torba leggermente bagnata con un vaporizzatore, che va mantenuto umido e ben esposto alla luce. La dionea fiorita è molto decorativa, anche se spesso si tende a tagliare gli steli di circa 30 cm per stimolare la germinazione di alte tagliole. Attualmente le dionee vengono propagate a migliaia allo scopo di perpetuare le varie cultivar, come la “Fine Tooth”, la “Giant” e la “Royal Red”, e di ridurre la raccolta di esemplari selvatici.

I metaboliti secondari della dionea e il cancro

Dionaea muscipula potrebbe fornirci preziosi composti chemiopreventivi e terapeutici, secondo una review del 2013. Anche se le potenzialità dei metaboliti secondari di piante alimentari comuni (carote, pomodori, cavoli, aglio, etc.) hanno già fornito vari composti utili alla cura del cancro, quelli contenuti in dionea devono essere ulteriormente investigati e approfonditi, ma potrebbero rivelare proprietà terapeutiche interessanti. Nella medicina tradizionale in tutto il mondo, diverse popolazioni si affidavano a piante carnivore di diversi generi per curare malattie e malesseri. I composti isolati tuttora da dionea sono più di 15 e sono in prevalenza flavonoidi e composti fenolici. Questi sono presenti anche in altre piante, ma c’è una molecola esclusiva di Dionaea muscipula, chiamata “diomuscipulone”. Essa ancora non è stata testata per verificarne le proprietà biologiche. Dunque sebbene la ricerca sul cancro sia ancora lunga e impegnativa, la Natura sembra dare qualche spunto per indirizzarci verso sostanze e molecole fornite dalla pianta stessa.

Bibliografia

  1. (2005) Mondo vegetale (Vol 2) in Grande enciclopedia per ragazzi, Mondadori Printing, Verona, pp 222-225, 228.
  2. Pasqua G., Abbate G., e Forni C., (2011) Botanica generale e Diversità vegetale, Piccin, Padova, pp 198-199, 468.
  3. Gaascht F., Dicato M., Diederich M. (2013) Venus flytrap (Dionaea muscipula Solander ex Ellis) contains powerful compounds that prevent and cure cancer, Frontiers in oncology, doi: 10.3389/fonc.2013.00202
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