La dieta del gruppo sanguigno: l’ennesima bufala

L'origine della teoria e l'opinione scientifica

Il fautore delle della dieta del gruppo sanguigno fu Peter D’Adamo che descrisse la sua teoria nel libro ‘‘Eat Right For Your Type’’ ovvero “Mangia bene in base al tuo gruppo sanguigno” nel 1996. Di questo libro furono vendute più di 7 milioni di copie in 60 lingue diverse e finì addirittura per essere citato nella lista dei migliori libri nel New York Times.

La classificazione del sangue secondo il gruppo sanguigno si basa sul fatto che da un gruppo all’altro cambia la struttura dell’antigene, formato da carboidrati presenti sulla superficie dei globuli rossi. D’Adamo sosteneva che l’aderenza ad una dieta specifica per ciascun gruppo sanguigno potesse migliorare la nostra salute riducendo l’incidenza delle malattie croniche e cardiovascolari.

I gruppi sanguigni e le teorie di D’Adamo

Il gruppo sanguigno è geneticamente determinato ed è ereditato alla nascita. Esso presenta contributi da entrambi i genitori ed è classificato tramite la presenza o l’assenza di composti chimici (antigeni) sulla superficie dei globuli rossi. A seconda del tipo di sostanza presente (nel sistema di classificazione ABO), si dice che il sangue di una persona è di gruppo A, B, 0 o AB.

Il gruppo 0

Il gruppo 0 non presenta antigeni ma si caratterizza per la presenza degli anticorpi anti-A e anti-B nel sangue. Basandoci sulle teorie del gruppo sanguigno, il gruppo 0 è considerato quello più antico rispetto agli altri e dunque assomiglia di più a quello dei nostri antenati. La dieta del gruppo 0 doveva contenere un alto valore di proteine di origine animale per simulare quella che poteva essere la dieta di un uomo ancora prevalentemente cacciatore.

Il gruppo A

Il gruppo A presenta l’antigene A sulla superficie dei globuli rossi e gli anticorpi anti-B nel sangue. Diversamente, agli individui di gruppo A era consigliata una dieta prevalentemente vegetariana dato che l’evoluzione del loro gruppo sanguigno, secondo la sua teoria, sarebbe avvenuta quando gli esseri umani hanno sviluppato le prime società basate sull’agricoltura.

Il gruppo B

Il gruppo B ha l’antigene B sui globuli rossi e gli anticorpi anti-A nel sangue. Seguendo questo ragionamento, gli individui di gruppo B potrebbero trarre beneficio dal consumo di latticini perché l’evoluzione in questo caso coinciderebbe con l’allevamento.

Il gruppo AB

Il gruppo AB è caratterizzato dagli antigeni A e B sui globuli rossi, ma non ha anticorpi nel sangue. Tutti coloro del gruppo AB dovrebbero scegliere, infine, una dieta mista tra quella del gruppo A e quella del gruppo B.

Cosa sappiamo sulla dieta del gruppo sanguigno

Non sono molti gli studi scientifici che hanno esaminato questo argomento. Se cerchiamo nella letteratura scientifica ed escludiamo gli studi di D’Adamo stesso, la nostra ricerca si limiterà soltanto a due risultati.

Uno di questi, è stato condotto dall’Università di medicina di Toronto nel 2014 e ha analizzato un’eventuale associazione della dieta del gruppo sanguigno con alcuni marcatori biologici relativi allo stato di salute cardiovascolare. I ricercatori hanno fornito ai pazienti, suddivisi per gruppo sanguigno, la dieta secondo le teorie di D’Adamo.

I risultati dello studio

Il risultato dello studio ci dice che:

  • l’aderenza alla dieta di tipo A (stile vegetariano) è associata ad una riduzione di alcuni parametri tra cui il BMI (indice di massa corporea), la circonferenza vita, la pressione sanguigna, il livello ematico di colesterolo, trigliceridi e insulina
  • l’aderenza alla dieta di tipo AB (simile alla dieta B ma come fonte proteica sopratutto uova e pesce) è associata ad una riduzione degli stessi parametri del gruppo A tranne che per il BMI e la misura della circonferenza vita
  • gli individui della dieta del gruppo 0 (iperproteica) hanno ottenuto soltanto una riduzione dei trigliceridi

A questo punto, i ricercatori hanno associato le quattro tipologie di dieta al gruppo sanguigno corrispondente e non è stato riscontrato nessun aumento del beneficio. Ciò significa che gli effetti positivi della dieta sui parametri presi in esame sono totalmente indipendenti dal genotipo AB0 degli individui.

Lo studio, dunque, rifiuta la validità della dieta del gruppo sanguigno.

La dieta per ridurre il colesterolo e la dieta del gruppo sanguigno

Il secondo studio di Burley e colleghi ha analizzato l’effetto di una dieta a basso contenuto di grassi sull’LDL dividendo i partecipanti allo studio secondo il loro gruppo sanguigno. In totale, i soggetti che hanno aderito erano 254 (127 di studio e 127 di controllo).

Nel gruppo di intervento è stata proposta una dieta con una riduzione del 25% dei grassi e con una supplementazione di 25 g di fibra mentre il gruppo di controllo non ha seguito una dieta specifica. Per controllare il valore LDL, sono stati eseguite le analisi del sangue a 6, 12 e 18 mesi.

Lo studio ha scoperto che esiste un aumento del rischio di alcune patologie in base ad uno specifico gruppo sanguigno e la stessa tesi è sostenuta da altri studi che potete trovare in fondo all’articolo. Nonostante ciò, gli autori sostengono che non ci siano benefici nel seguire una dieta in relazione al gruppo.

Conclusioni

Bisogna dunque diffidare da chi ci propone diete specifiche per il nostro gruppo sanguigno, magari fornendoci una lista di alimenti che favoriscono la nostra salute e una lista di alimenti assolutamente da evitare. Non esistono, infatti, ricerche scientifiche che supportino questa idea. Sicuramente la nostra genetica influisce sul rischio di contrarre una specifica malattia. Tuttavia, ad ora non esistono prove che determinati cibi portino beneficio ad un gruppo sanguino e danno ad un altro.

Referenze

  • Yamamoto F, Cid E, Yamamoto M, Blancher A. ABO research in the modern era of genomics. Transfus Med Rev  2012;26:103–18
  • Masson LF, McNeill G, Avenell A. Genetic variation and the lipid response to dietary intervention: a systematic review. Am J Clin Nutr  2003;77:1098–111

Collegamenti esterni

Articoli correlati