Anatomia Umana e Comparata: appunti e dispense - BioPills https://www.biopills.net/didattica/anatomia/ Il vostro portale scientifico Fri, 13 Nov 2020 13:45:46 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.1.1 Anatomia dell’Apparato digerente https://www.biopills.net/anatomia-apparato-digerente/ https://www.biopills.net/anatomia-apparato-digerente/#respond Mon, 06 Jul 2020 09:11:45 +0000 https://www.biopills.net/?p=35423 anatomia apparato digerenteL’apparato digerente è un insieme di organi, di derivazione embrionale non omogenea, che permettono la riduzione del cibo in componenti assimilabili come amminoacidi, lipidi, sali, acqua e glucidi. Queste, tramite il torrente ematico, raggiungono poi tutti i distretti del corpo. Struttura generale dell’apparato digerente L’apparato digerente è composto dal tubo digerente, che comincia nella cavità […]]]> anatomia apparato digerente

L’apparato digerente è un insieme di organi, di derivazione embrionale non omogenea, che permettono la riduzione del cibo in componenti assimilabili come amminoacidi, lipidi, sali, acqua e glucidi. Queste, tramite il torrente ematico, raggiungono poi tutti i distretti del corpo.

Struttura generale dell’apparato digerente

L’apparato digerente è composto dal tubo digerente, che comincia nella cavità orale e si estende fino all’area rettale, e dalle ghiandole annesse. Quando le ghiandole si trovano nella parete del tubo digerente le chiamiamo intramurali, quando sono esterne extramurali (come pancreas e fegato).

Partendo dall’esterno, il tubo digerente, è composto da:

  1. Tonaca connettivale esterna: formata da due strati di tessuto connettivo, uno lasso e uno sieroso, tipici degli organi che si trovano al di fuori del peritoneo.
  2. Tonaca muscolare: per lo più liscia ad eccezione delle porzioni dell’area orale, faringea, prima porzione dell’esofago e dell’area rettale in cui si trova lo sfintere volontario.
  3. Tonaca sottomucosa: formata da tessuto connettivo, qui troviamo vasi sanguigni, ghiandole sottomucose, plessi nervosi e tessuto linfatico
  4. Tonaca mucosa: presenta ghiandole, tessuto linfatico, terminazioni nervose e un sottile strato di muscolatura liscia. L’epitelio che si affaccia nel lume del tubo digerente ha caratteristiche diverse a seconda della porzione del canale digerente. In generale fornisce protezione meccanica, ha funzione secernente e di riassorbimento.

Leggi anche: Anatomia comparata dell’apparato digerente

Organi dell’apparato digerente esterni alla cavità addominale

Cavità orale, lingua e ghiandole salivari

La cavità orale è delimitata dalle labbra, lateralmente dalle guance, dorsalmente è in continuità con la faringe attraverso l’istmo delle fauci,  il suo pavimento è rappresentato dal diaframma orale e il tetto dal palato. Il palato si divide in palato duro (osseo) e in palato molle (muscolo scheletrico e tessuto ghiandolare).

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Anatomia cavità orale
Disegno della cavità orale in sezione

All’interno della cavità buccale troviamo la lingua, un organo muscolare rivestito epitelio stratificato squamoso che si presenta cheratinizzato in alcuni punti. Tale mucosa presenta proiezioni chiamate papille linguali (dove si localizzano le papille gustative). Dividiamo la lingua in apice, corpo e radice (dove troviamo le tonsille linguali). I movimenti della lingua che le permettono di cambiare forma (per esempio i movimenti fini della parola) sono permessi dai muscoli intrinseci. I movimenti più ampi (per esempio i movimenti per il mescolamento degli alimenti) sono permessi dai muscoli estrinseci.

Le ghiandole salivari si distinguono in intrinseche ed estrinseche. Le prime comprendono le ghiandole linguali, labiali e buccali che sono piccole e secernono piccole quantità di saliva costantemente, mantengono la bocca umida e inibiscono la crescita batterica. Le ghiandole estrinseche sono la ghiandola parotide, la sottomandibolare e la sottolinguale. Queste secernono saliva solo in seguito a stimoli come l’odore, la vista o il pensiero del cibo.

Faringe ed esofago

La faringe è un organo muscolare imbutiforme. Si divide in tre porzioni: rinofaringe, orofaringe e laringofaringe. La prima è esclusivamente respiratoria mentre, le altre due, sono condivise dall’apparato respiratorio e dell’apparato digerente. E’ costituita da uno strato profondo di muscolatura longitudinale e uno strato superficiale di muscolatura circolare (muscolo costrittore faringeo superiore, medio e inferiore).  Il muscolo costrittore costringe,appunto, il cibo verso il basso durante la deglutizione e, al di fuori del processo di deglutizione, il costrittore faringeo inferiore rimane contratto per impedire l’ingresso di aria nell’esofago.

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L’esofago è un condotto muscolare cilindrico che collega faringe e stomaco. Il primo terzo della muscolatura esofagea è scheletrica, nella seconda porzione è mista e nell’ultima è liscia.  L’esofago decorre accollato alla colonna (dietro la trachea), passa dietro l’arco aortico per poi scambiarsi con l’aorta e passarle davanti. L’esofago attraversa il diaframma tramite un’apertura detta iato esofageo. L’apertura sullo stomaco si chiama cardias, qui il cibo si arresta brevemente a causa della presenza di uno sfintere (sfintere esofageo inferiore, LES). Questo impedisce la risalita del contenuto dello stomaco nell’esofago. L’indebolimento di questo sfintere porta al reflusso cronico.

Organi dell’apparato digerente interni alla cavità addominale

Stomaco

Lo stomaco è un organo che troviamo subito sotto il diaframma. Ha forma di J, presenta quindi una piccola curvatura e una grande curvatura.

Lo suddividiamo in tre regioni:

  1. Fondo: la zona craniale.
  2. Corpo: corrisponde alla parte centrale dello stomaco, la più ampia.
  3. Regione pilorica: zona terminale che ha un andamento orizzontale o leggermente ascendente che termina con il piloro (stretto passaggio verso il duodeno, è rivestito di muscolatura liscia, lo sfintere gastroduodenale o pilorico).
anatomia stomaco
Disegno dello stomaco

Quando lo stomaco è vuoto la mucosa e la sottomucosa si piegano in grinze (le pliche) e presenta un volume interno di circa 50 mL, quando, invece, è pieno la mucosa e la sottomucosa sono piatte e presenta un volume interno di 1 L circa (può arrivare fino a 4 L).

La mucosa dello stomaco è ricoperta da un epitelio monostratificato cilindrico e presenta delle depressioni chiamate cripte gastriche. Sul fondo delle cripte gastriche si aprono alcune ghiandole tubulari che hanno secrezioni diverse in base alla regione dello stomaco. In base proprio alla regione dello stomaco in cui si trovano le chiamiamo ghiandole: Cardiali (ghiandole in prossimità del cardias), gastriche (ghiandole che troviamo nel corpo dello stomaco), piloriche (ghiandole in prossimità del piloro).

In tutte le ghiandole troviamo tutti i tipi di cellule secernenti descritti di seguito (con l’eccezione delle cellule principali che si trovano solo nelle ghiandole gastriche) ma in proporzioni diverse:

  • Nelle ghiandole cardiali e piloriche prevalgono le cellule che secernono il muco protettivo e le cellule enterocromaffini (che secernono ormoni).
  • Nelle ghiandole gastriche prevalgono le cellule parietali (che secernono acido cloridrico, il fattore estrinseco, necessario per l’assorbimento di vitamina B12, e la grelina, un ormone che segnala quando lo stomaco è vuoto) e le cellule principali (che secernono la lipasi gastrica, per digerire i grassi, e il pepsinogeno, precursore della pepsina, per digerire le proteine).
  • In tutto lo stomaco troviamo le cellule rigenerative (staminali) che forniscono continuamente nuove cellule dal momento che le cellule gastriche vivono dai 3 ai 6 giorni a causa dell’elevato stress a cui sono sottoposte (nonostante il rivestimento di muco alcalino e la presenza di giunzioni strette che impediscono il passaggio dei succhi gastrici tra le cellule).

Intestino tenue

L’intestino tenue è la porzione più lunga dell’apparato digerente, è lungo dai 3 ai 5 metri e ha un diametro di 2-4 centimetri (proprio al diametro si riferisce il termine tenue, piccolo).

E’ divisibile in tre regioni:

  • Duodeno: il cui nome viene dalla sua lunghezza di 12 pollici (circa 30 cm). Questa prima porzione dell’intestino nasce a livello della valvola pilorica e abbraccia la testa del pancreas per terminare a sinistra con una curva a gomito detta flessura duodenodigiunale. In prossimità della testa pancreatica troviamo la papilla duodenale maggiore dove si aprono il dotto pancreatico e biliare, regolati dallo sfintere di Oddi.
  • Digiuno e Ileo: se tra duodeno e digiuno la flessura duodenodigiunale rappresenta un limite macroscopicamente visibile, non troviamo una struttura analoga tra digiuno e ileo. Il digiuno è lungo circa 1-2 metri mentre l’ileo 2-3 metri. Il digiuno prende il nome dal fatto che all’esame autoptico appare vuoto. L’ileo termina con la valvola ileocecale nel cieco dell’intestino crasso.
anatomia intestino
Disegno dell’intestino tenue, crasso e retto in cui è possibile apprezzare la dimensione degli organi all’interno del corpo.

La superficie interna dell’intestino tenue presenta delle sporgenze, le pieghe circolari, qui, a livello microscopico, troviamo i villi, estroflessioni digitiformi che presentano ulteriori estroflessioni, i microvilliI villi sono formati da enterociti (che hanno il compito di assorbire i metaboliti) e cellule caliciformi (che secernono muco). Al di sotto della mucosa intestinale troviamo un letto di capillari che va a confluire nell’arteria mesenterica superiore.

A livello dei villi troviamo un arteriola, una venula e un vaso linfatico che assume i chilomicroni (goccioline lipidiche rivestite di fosfolipidi e proteine) che non riescono a passare nel sangue per via delle dimensioni. Questi, quindi, giungono tra la giugulare e la succlavia, vanno poi al cuore e nelle arterie, da qui al circolo venoso fino al fegato dove vengono stoccati sotto forma di lipoproteine.

Nella mucosa intestinale troviamo le seguenti ghiandole:

  1. Le cripte intestinali (cripte di Lieberkühn): si trovano lungo tutto l’intestino tenue, alla base dei villi si aprono queste ghiandole tubulari che secernono alcuni enzimi già prodotti dal pancreas per per prolungare la digestione.
  2. Le ghiandole duodenali (ghiandole di Brunner): si trovano nella sottomucosa duodenale, sono ghiandole tubulo-alveolari a secrezione mucosa che producono un secreto alcalino volto a neutralizzare l’acidità del contenuto proveniente dallo stomaco.

Nella sottomucosa dell’ileo, invece, troviamo le placche di Peyer: noduli linfatici raggruppati e facilmente visibili ad occhio nudo.

Intestino crasso

L’intestino crasso è lungo circa 1,5 metri ed ha un diametro di 6-7 centimetri. E’ diviso in tre parti:

  • Cieco: è una sacca che troviamo sotto la valvola ileocecale nella parte destra e in basso dell’addome. All’estremità inferiore è presente l’appendice, un tubo vermiforme fonte di cellule immunitarie.
  • Colon: comincia in prossimità della valvola ileocecale con la porzione ascendente, con la flessura colica destra (epatica) curva di 90° e con la porzione del colon trasverso raggiunge la seconda curva di 90°, la flessura colica sinistra (splenica) e qui diventa discendente. L’ultima porzione del colon, chiamata sigmoidea, porta il tubo intestinale medialmente e in basso.
  • Retto: è ricoperto da una spessa parete muscolare liscia. È dotato di tre pieghe rettali che gli permettono di trattenere le feci lasciando passare i gas. L’ultima porzione del retto, chiamata canale anale è dotata di uno sfintere interno e uno sfintere esterno. Il primo controllato da muscolatura liscia che si rilassa automaticamente quando il retto è disteso dalle feci. Lo sfintere esterno è controllato da muscolatura scheletrica che permette di rimandare la defecazione al momento opportuno. Nel canale, la mucosa, forma delle creste longitudinali chiamate colonne anali, tra le quali si formano delle depressioni, seni anali. Le vene emorroidali si trovano proprio in quest’ultima porzione del canale rettale, queste, sono facilmente soggette a rilassamento provocando le emorroidi. Non è tanto il profilo vascolare in sé a rilassarsi ma la mucosa che lo contiene.

Ghiandole extramurali

Fegato

Il fegato è la ghiandola più grande del corpo, pesa circa 1,5 kg. Si trova sulla destra subito sotto al diaframma a cui è ancorato tramite il legamento falciforme. Questo è una lamina di peritoneo che divide il lobo destro (quadrato) dal sinistro (caudato). Esternamente è rivestito da una capsula sierosa (assente nell’area nuda a contatto col diaframma) e da una fibrosa.

lobulo epatico
Disegno schematico di un lobulo epatico

Nel parenchima del fegato troviamo i lobuli epatici. Il lobulo epatico è una struttura esagonale, costituita da epatociti posti a raggiera, in cui si aprono le sinusoidi (canali colmi di sangue). Le sinusoidi contengono i macrofagi epatici, che rimuovono batteri dal sangue. Ai vertici del lobulo epatico possiamo osservare la triade portale fatta da un’arteriola, una venula e un vaso biliare. L’arteriola porta sangue ossigenato al fegato e proviene dal tripode celiaco. La venula proviene dalla vena porta e, tramite questa, giungono al fegato tutti i metaboliti assorbiti a livello intestinale.

La vena centro lobulare si trova al centro del lobulo ed è circondata da cordoni di epatociti (cellule cubiche). Il vaso biliare secerne la bile, un liquido verde che contiene minerali, colesterolo, pigmenti e acidi biliari. Tra i pigmenti c’è la bilirubina (derivata dalla decomposizione dell’emoglobina) che a livello intestinale viene metabolizzata in urobilinogeno, responsabile del colore marrone delle feci. Gli epatociti secernono albumina, fattori della coagulazione, glucosio e altri prodotti.

L’unico ruolo digestivo del fegato è la secrezione della bile attraverso gli organi associati. La bile è un prodotto essenziale per l’assorbimento dei grassi: non esercita una funzione enzimatica ma una funzione fisica di emulsione dei grassi frammentandoli in piccole micelle lipidiche, chilomicroni. La bile è prodotta dagli epatociti e contiene bilirubina, biliverdina e sali. Viene immagazzinata nella cistifellea, organo sacciforme dotato di muscolatura liscia per l’espulsione della bile.

L’unica azione di “modifica” della bile che può fare la cistifellea è allontanare l’acqua per concentrarla maggiormente. Il dotto che emerge dalla cistifellea è il dotto cistico, tramite il quale la bile entra ed esce dalla cistifellea. Il dotto cistico si unisce al dotto epatico comune a formare il dotto coledoco, che giunge fino al duodeno.

Il pancreas

Il pancreas è una ghiandola esocrina tubulo-acinosa al 98% e una ghiandola endocrina al 2%. E’ lungo circa 15 centimetri e presente una porzione slargata chiamata testa, che entra in rapporto con il duodeno, e una porzione che va assottigliandosi divisa in corpo e coda.

anatomia pancreas
Disegno del pancreas in associazione al duodeno e al dotto biliare

Sulla superficie esterna presenta una capsula di tessuto connettivo. All’interno troviamo dotti ramificati che partono dalle cellule acinose e sfociano nel dotto pancreatico. Questo decorre longitudinalmente nel pancreas e si unisce, nell’ultima porzione, al dotto biliare. Esiste poi un dotto accessorio che si apre indipendentemente dal duodeno. In questo modo scavalca lo sfintere epato-pancreatico.

Il pancreas esocrino secerne il succo pancreatico. Questo è composto da acqua, bicarbonato di sodio, enzimi e zimogeni. La porzione endocrina, rappresentata dalle isole di Langerhans rilascia nel torrente sanguigno insulina, glucagone, somatostatina e peptide pancreatico. Questi regolano il metabolismo.

Fonte: Anatomia umana di Kenneth S. Saladin, edizioni Piccin

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Anatomia dell’apparato respiratorio https://www.biopills.net/anatomia-apparato-respiratorio/ https://www.biopills.net/anatomia-apparato-respiratorio/#respond Sun, 29 Mar 2020 09:54:25 +0000 https://www.biopills.net/?p=34829 apparato respiratorioL’apparato respiratorio è un insieme di organi, di derivazione embrionale non omogenea, che permettono lo scambio di gas tra aria e sangue, la fonazione (produzione di voce) e l’espulsione di varie sostanze. Dividiamo l’apparato respiratorio in due parti: vie aeree superiori e vie aeree inferiori. Vie superiori dell’apparato respiratorio Le vie aeree superiori sono composte dalle cavità […]]]> apparato respiratorio

L’apparato respiratorio è un insieme di organi, di derivazione embrionale non omogenea, che permettono lo scambio di gas tra aria e sangue, la fonazione (produzione di voce) e l’espulsione di varie sostanze. Dividiamo l’apparato respiratorio in due parti: vie aeree superiorivie aeree inferiori.

Vie superiori dell’apparato respiratorio

Le vie aeree superiori sono composte dalle cavità nasali (seni paranasali annessi) e dalla faringe, questa la dividiamo in tre parti: rinofaringe (in continuità con le cavità nasali), orofaringe e laringo-faringe (o ipofaringe).

Naso

Come sappiamo, l’aria entra dal naso. La prima porzione del naso (il vestibolo del naso) presenta le vibrisse: corti peli sensibili che quando stimolati, con movimenti minimi, provocano lo starnuto al fine di espellere il corpo indesiderato. Hanno quindi la funzione di impedire meccanicamente l’ingresso di particelle nelle vie aeree.

La zona successiva al vestibolo del naso è la cavità nasale propriamente detta che comunica con la rinofaringe attraverso le coane. La cavità nasale è divisa sagittalmente dal setto nasale, esso è costituito in parte da cartilagine e in parte da osso come del resto tutta la struttura del naso.

L’aria che entra dal naso viene riscaldata grazie alla vascolarizzazione, umidificata e depurata grazie al muco che trattiene il pulviscolo e viene spinto verso la faringe dal movimento ondulatorio delle ciglia presenti. L’epitelio cilindrico ciliato pseudostratificato che costituisce la mucosa respiratoria, insieme alle cellule caliciformi mucipare, ha proprio la funzione di tenere pulite le vie aeree superiori.

La mucosa respiratoria ricopre la superficie interna delle vie aeree ad eccezione della zona del vestibolo del naso e della zona olfattiva. Quest’ultima è rivestita dalla mucosa olfattiva, un epitelio sensitivo specializzato.

Immagine in sezione di cavità nasale, buccale e faringe
Veduta laterale delle vie aeree superiori

Faringe

La faringe che, come già accennato, si divide in rinofaringe, orofaringe e laringo-faringe, è un organo muscolare a forma di imbuto che svolge un ruolo fondamentale nella deglutizione, fonazione e respirazione. La rinofaringe e l’orofaringe sono componenti sia delle vie respiratorie che digerenti. La laringo-faringe è quella porzione che va dall’epiglottide (superiormente) all’esofago (inferiormente) e si apre (anteriormente), attraverso l’adito laringeo, nella laringe. La faringe è rivestita da mucosa respiratoria e vi troviamo degli accumuli di tessuto linfoide che prendono il nome di tonsille.

Vie inferiori dell’apparato respiratorio

Laringe

La laringe è un organo cavo ancorato all’osso ioide, è una struttura composta da elementi cartilaginei connessi da legamenti e articolazioni. La laringe è rivestita dalla mucosa propria delle vie respiratorie. Sono presenti poi due rilievi che si spingono verso l’interno: le pieghe vocali e le pieghe vestibolari, queste creano un restringimento che non permette a un corpo estraneo di continuare nel percorso dell’apparato respiratorio. La muta tonale maschile (il cambio della voce) è dovuta all’aumento di testosterone, questo causa una rapida crescita delle pieghe vocali riducendo l’altezza del tono della voce.

Alla laringe si associano diversi muscoli striati che modulano il timbro delle corde vocali e muovono la laringe durante la deglutizione. Durante la deglutizione la cartilagine dell’epiglottide copre l’accesso alla laringe permettendo il passaggio di cibo dalla faringe all’esofago.

Trachea e bronchi

Alla laringe segue la trachea, un “tubo” lungo circa 11 cm, la sua morfologia è una successione di anelli cartilaginei legati tra loro da un elemento di tipo fibroso. La trachea si biforca nei due bronchi principali a livello della vertebra T4. Posteriormente prende rapporto con l’esofago, anteriormente con la tiroide nell’area cervicale e con l’arco aortico e le sue ramificazioni nell’area toracica, infine con la vena cava superiore e le vene azygos a destra. Gli anelli cartilaginei sono incompleti posteriormente, qui la trachea è chiusa da una membrana fibro-muscolare che, grazie alla sua elasticità, consente l’estensione ventrale dell’esofago durante la deglutizione.

Schema con laringe, trachea e bronchi
Immagine delle vie respiratorie inferiori

Sul versante interno di cartilagine e parete membranosa troviamo un epitelio cilindrico ciliato e ghiandole tracheali a secrezione siero-mucosa.

I bronchi principali si dividono in bronchi lobari in corrispondenza dell’ilo del polmone, da qui si dividono ripetutamente a formare l’albero bronchiale.

I bronchi principali hanno aspetto strutturale identico alla trachea, la struttura bronchiale si modifica con l’aumentare delle diramazioni: scompare l’anello cartilagineo e si amplia quello muscolare che è capace di modulare il suo diametro come un vaso circolatorio. L’epitelio da ciliato diventa cubico e infine piatto. Perde la secrezione mucosa (che intaserebbe il sistema) e rimane una secrezione sierosa. Alla fine del bronchiolo troviamo gli alveoli, l’unità morfo-funzionale del polmone. A questo livello, con l’epitelio piatto mono stratificato, vediamo lo scambio di gas.

Negli alveoli troviamo il sulfattante, una sostanza di natura proteica e fosfolipidica, che riduce la tensione superficiale e impedisce il collasso degli alveoli. Prima del sesto mese di gravidanza non viene prodotto il sulfattante e di conseguenza risulta impossibile all’organismo respirare in caso di nascita prematura.

Polmoni

In conclusione, il polmone è un organo pari in cui si trovano le diramazioni dai bronchi lobari fino agli alveoli e inoltre vasi, nervi e linfonodi. I polmoni vengono divisi in lobi, il polmone destro presenta tre lobi mentre il sinistro due. I polmoni sono ricoperti dalla pleura che dividiamo in pleura viscerale, più interna che aderisce ai polmoni, e pleura parietale, più esterna che aderisce alla cavità toracica. Tra questi due foglietti di tipo sieroso troviamo la cavità pleurica che contiene il liquido pleurico, questo durante la respirazione favorisce lo scorrimento dei due foglietti.

schema in cui è visibile la posizione del polmone
Struttura e posizione del polmone

Fonte: Anatomia umana di Kenneth S. Saladin, edizioni Piccin

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Apparato cardiocircolatorio: vasi sanguigni e circolazione https://www.biopills.net/apparato-cardiocircolatorio/ https://www.biopills.net/apparato-cardiocircolatorio/#respond Thu, 05 Mar 2020 14:10:38 +0000 https://www.biopills.net/?p=33142 Apparato cardiocircolatorioL’apparato cardiocircolatorio è una struttura che mette in comunicazione i vari distretti corporei ed è deputata al trasporto di sostanze di vario genere. Veicola i prodotti del sistema endocrino, permette lo scambio di gas, essenziale alla vita delle cellule, e si occupa del trasporto di glucosio, per citarne alcuni. Struttura Vasi, divisibili in arterie e […]]]> Apparato cardiocircolatorio

L’apparato cardiocircolatorio è una struttura che mette in comunicazione i vari distretti corporei ed è deputata al trasporto di sostanze di vario genere. Veicola i prodotti del sistema endocrino, permette lo scambio di gas, essenziale alla vita delle cellule, e si occupa del trasporto di glucosio, per citarne alcuni.

Struttura

  • Vasi, divisibili in arterie e vene non in base a quale sangue trasportano (ossigenato o meno) ma in base alla direzione, come vedremo qui di seguito
  • Cuore, che funge da pompa e garantisce il movimento del sangue. Esso può gestire soltanto la quantità di sangue che gli arriva, non esistendo depositi di sangue, se gliene arriva poco è costretto a pomparne poco.

Circolazione

Dividiamo la circolazione in circolazione sistemica (o grande circolazione) e circolazione polmonare (o piccola circolazione) che convergono, naturalmente, al cuore.

La piccola circolazione raggiunge i polmoni e i suoi alveoli garantendo l’acquisizione dell’ossigeno e quindi l’ossigenazione del sangue. La piccola circolazione non nutre il polmone di ossigeno ma nutre il sangue, l’ossigenazione del polmone è deputata alle arterie bronchiali. La grande circolazione fornisce il sangue a tutto il corpo e tutti gli organi dell’organismo, compresi i polmoni e la parete del cuore.

La parte destra del cuore riceve il sangue povero di ossigeno che ha circolato per tutto il corpo e lo pompa nell’arteria polmonare, immettendolo nel circolo polmonare. Da qui il sangue va ai polmoni, si arricchisce di ossigeno, e tramite le vene polmonari arriva nella parte sinistra del cuore. La parte sinistra fornisce sangue al circolo sistemico, pompa il sangue attraverso l’aorta, la quale, tramite le sue diramazioni, lo porta in tutto l’organismo. A questo punto torna al cuore con la vena cava superiore (drena la parte superiore del corpo)e la vena cava inferiore (drena la parte inferiore del corpo).

Vasi sanguigni

  • Arterie: vasi che portano sangue DAL cuore (sia nella piccola circolazione che nella grande)
  • Vene: vasi che portano sangue AL cuore (sia nella piccola che nella grande)

Tutti i vasi necessitano di nutrimento, ossigenazione e rimozione dei rifiuti, i vasi più grossi non possono contare solo sul flusso di sangue interno e hanno una serie di vasi più piccoli che si occupano della metà esterna del vaso, questa rete si chiama vasa vasorum.

Si parla di arborizzazione del profilo vascolare e si intende il passaggio da vasi grandi a vasi piccoli man mano che ci si dirige verso la periferia. Non solo diventano più piccoli ma si diramano maggiormente. Il settore ultimo più piccolo è il settore capillare che vede la presenza di una sola parete, la parete intima (non ha una parete muscolare) che è responsabile dell’efflusso del plasma verso l’esterno con tutti i metaboliti. In questi distretti la parete si fa un po’ più lassa permettendo una certa permeabilità. Nel settore arterioso capillare c’è efflusso di plasma, nel settore venoso capillare c’è influsso di liquido esterno.

Struttura dei vasi sanguigni

I vasi sanguigni sono costituiti da tre strati, partendo dal più interno abbiamo:

  1. La tonaca intima che è fatta da un endotelio elastico e piatto e un sottoendotelio di tessuto connettivo lasso. Le cellule dell’endotelio sono attive, entrano in rapporto dinamico con la circolazione, sono responsabili del controllo reologico del sangue (scorrimento, sono in grado di percepire la velocità del flusso). Sono responsabili di innescare gli eventi di coagulazione e di spostare i leucociti all’esterno del sangue per sorvegliare varie zone tissutali o zone particolari di infezione.
  2. La parete media, zona un po’ più ampia. Se guardiamo un vaso extra organo o all’interno di un organo notiamo delle differenze: quelli extra organo hanno una struttura di lamelle elastiche e fibrocellule muscolari lisce (poche e difficili da osservare in sezione). Nei vasi interni all’organo la tonaca media ha molte fibrocellule muscolari lisce (per aumentare o ridurre il flusso all’interno dell’organo, vasodilatazione e vasocostrizione).Nelle vene il lume è maggiore e la parete è più sottile rispetto ai vasi arteriosi.
  3. L’avventizia: ben presente solo nei vasi extra organo. Composta da tessuto connettivale fibroso che genera un manicotto più rigido della tonaca media elastica. Stabilisce legami crociato con il tessuto circostante al fine di ancorare il vaso.

    Schema degli strati di un arteria con lume, tonaca intima, media e avventizia
    Schema degli strati di un arteria

Vene

Le vene devono gestire una pressione particolarmente bassa (essendo la fase di ritorno al cuore). Uno dei sistemi venosi che più soffre questa posizione sono le vene degli arti inferiori. Le vene si associano il più possibile ai muscoli sfruttandoli come pompa di ritorno (comprimendo la vena creano pressione). Per evitare che la contrazione muscolare oltre che a premere il sangue verso l’alto lo premano anche verso il basso ci sono delle valvole a coda di rondine che garantiscono l’unidirezionalità del sangue favorendone la prosecuzione verso l’alto.

Voci correlate

Fonti: Anatomia umana di Kenneth S. Saladin, edizioni Piccin

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Panoramica delle vene https://www.biopills.net/panoramica-delle-vene/ https://www.biopills.net/panoramica-delle-vene/#respond Thu, 27 Feb 2020 13:32:31 +0000 https://www.biopills.net/?p=34110 veneLe vene sono i vasi che portano il sangue dalla periferia al cuore.  In molte aree è possibile dividere il settore venoso in superficiale e profondo. I due presentano una disposizione completamente diversa. Il circolo superficiale sfocia poi in quello profondo. Panoramica delle vene di cranio e arti superiori Nel collo troviamo il sistema giugulare, […]]]> vene

Le vene sono i vasi che portano il sangue dalla periferia al cuore.  In molte aree è possibile dividere il settore venoso in superficiale e profondo. I due presentano una disposizione completamente diversa. Il circolo superficiale sfocia poi in quello profondo.

Panoramica delle vene di cranio e arti superiori

Nel collo troviamo il sistema giugulare, esso presenta vene giugulari interna ed esterna sulla destra e sulla sinistra del cranio. La prima si trova vicino alla carotide e origina da due seni intracranici (il sigmoideo e il petroso inferiore). Nella giugulare interna si immettono molte vene tributarie provenienti sia dall’interno che dall’esterno del cranio. Nell’insieme drenano l’encefalo, l’occhio, l’orbita, la mascella, la lingua, la faringe, il viso e parte della tiroide. La giugulare esterna è una vena superficiale a cui giungono vene che drenano il padiglione auricolare e il collo. La giugulare interna e le sue tributarie non presentano valvole (il sangue fluisce naturalmente verso il basso con la forza di gravità), la giugulare esterna di solito presenta una valvola a livello della sua terminazione.

schema delle vene
schema delle vene

Esse confluiscono con la vena succlavia (che come l’arteria succlavia passa al di sopra della prima costa) a formare la vena brachio-cefalica. Le due vene brachiocefaliche confluiscono nella vena cava superiore che si apre nella cavità cardiaca.

Il sistema venoso profondo dell’arto superiore è costituito da vene che accompagnano le arterie fino alla zona ascellare (due vene per ciascuna arteria). Il sistema superficiale si trova sopra i muscoli e non è accoppiato ad arterie. La vena basilica (che decorre lungo il lato mediale del braccio), la vena cefalica (che decorre lateralmente nel braccio) e la cubitale mediana (collega le due precedenti a livello della piega del gomito) sono le vene più grosse dalle quali solitamente viene prelevato il sangue. Le vene del braccio confluiscono nella vena ascellare che diventa poi succlavia.

Panoramica delle vene di tronco e arti inferiori

Anche negli arti inferiori troviamo una circolazione superficiale e una profonda: i vasi della circolazione profonda confluiscono nella vena femorale comune, mentre quelli superficiali nella vena grande safena che, a sua volta, sfocia nella femorale. La continuazione della femorale comune è chiamata iliaca esterna, questa entra nella piccola pelvi e si unisce alla iliaca interna (drena la zona pubica, i glutei e parte del retto) per formale l’iliaca comune.

Le iliache comuni di destra e di sinistra confluiscono a formare la vena cava inferiore. Essa ha un decorso affiancato all’aorta, attraversa il diaframma e giunge poi al cuore. Nella cava inferiore confluiscono le vene epatiche e renali. Le vene per il drenaggio della milza e del pancreas e stomaco, invece, non confluiscono sulla vena cava inferiore, ma costituiscono il sistema venoso della vena porta. Dalla massa intestinale parte la vena mesenterica superiore che incontra verso la fine del suo decorso la vena che drena la milza, la lienale ,o splenica (affiancata all’arteria lienale,una delle tre divisioni del tripode celiaco).

Questa, insieme alla mesenterica superiore, genera la vena porta che si va ad arborizzare a livello del fegato (il sangue proveniente dall’intestino è ricco di metaboliti, questi vengono depositati nel fegato e, in un secondo momento, trasportati al tessuto adiposo). Sulla lienale confluisce la vena mesenterica inferiore che drena le zone più basse del colon e gli organi pelvici (vescica e apparato genitale).

schema delle vene che confluiscono nel sistema portale
schema delle vene che confluiscono nel sistema portale

A livello del fegato la vena porta dà luogo alla circolazione portale epatica (indica una vena che si capillarizza e poi origina un’altra vena, questa situazione è un’anomalia rispetto a ciò che si trova di solito: la capillarizzazione tra vena arteria). Le vene in uscita dal fegato sono le vene epatiche.

Fonte: Anatomia umana di Kenneth S. Saladin, edizioni Piccin

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Panoramica delle arterie https://www.biopills.net/panoramica-delle-arterie/ https://www.biopills.net/panoramica-delle-arterie/#respond Thu, 13 Feb 2020 15:20:07 +0000 https://www.biopills.net/?p=32207 arterieLe arterie portano sangue dal cuore verso gli altri distretti. Nella piccola circolazione (circolazione polmonare) portano sangue non ossigenato dal cuore ai polmoni, nella grande circolazione (circolazione sistemica) portano sangue ossigenato dal cuore a tutto il corpo. La piccola circolazione L’arteria polmonare origina dal ventricolo di destra, si biforca in arteria polmonare di destra e […]]]> arterie

Le arterie portano sangue dal cuore verso gli altri distretti. Nella piccola circolazione (circolazione polmonare) portano sangue non ossigenato dal cuore ai polmoni, nella grande circolazione (circolazione sistemica) portano sangue ossigenato dal cuore a tutto il corpo.

La piccola circolazione

L’arteria polmonare origina dal ventricolo di destra, si biforca in arteria polmonare di destra e di sinistra, ognuna di queste penetra nell’ilo del polmone. Dopo aver circolato all’interno del polmone nei i capillari alveolari, ritorna al cuore attraverso quattro vene polmonari, due per lato, che si aprono in maniera indipendente nel cuore.

Panoramica delle arterie coronarie

Dall’aorta (che ha origine nel ventricolo sinistro) si formano delle diramazioni, la prima è rappresentata dalle arterie coronarie. Queste sono le responsabili dell’ossigenazione del miocardio durante la diastole (fase di rilassamento del cuore dopo la contrazione, sistole). L’arteria coronaria di sinistra si biforca quasi immediatamente nella branca circonflessa e nella branca interventricolare. L’arteria coronaria di destra si biforca nella branca circonflessa e branca marginale. Questi vasi sono soggetti ad ulteriori ramificazioni. L’infarto del miocardio è causato da un’ostruzione del flusso sanguigno nelle coronarie, questo causa ischemia e necrosi nella porzione di miocardio interessata.

Panoramica dei vasi di cranio e arti superiori

L’aorta è il vaso più grande e più elastico del corpo, uscendo dal cuore ha un decorso di circa 3 cm (aorta ascendente), scavalca la biforcazione delle arterie polmonari per poi scendere verso il basso (aorta discendente). Questa curva che compie l’aorta viene chiamata arco aortico convesso e da questa porzione originano rami destinati alla testa, al collo e agli arti superiori.

Schema delle arterie
Schema delle arterie

Il primo ramo dell’arco aortico è il tronco brachio-cefalico che si estende verso destra per dividersi in arteria succlavia destra e carotide comune destra. Il secondo ramo è la carotide comune sinistra e il terzo è la succlavia sinistra. Le carotidi risalgono il collo e ognuna si divide in interna ed esterna. La porzione esterna irrora, come suggerisce il nome, la porzione esterna al cranio comprese le zone facciali profonde, l’orecchio medio, la cavità boccale e nasale. La carotide interna penetra nella cavità cranica attraverso il canale carotico nell’osso temporale.

Le succlavie irrorano la parte inferiore del collo, parte del torace, parte dell’encefalo e gli arti superiori. Il primo ramo è rappresentato dall’arteria vertebrale che va a irrorare la parte posteriore dell’encefalo, meningi, muscoli profondi del collo e apporta sangue al poligono di Willis. Il poligono di Willis (o circolo di Willis) è un anastomosi complessa che modera la pressione dovuta alle pulsazioni e assicura un apporto di ossigeno continuo al cervello.

La succlavia continua naturalmente sull’arteria ascellare (in zona ascellare), si prolunga verso l’omero e da qui si parla di arteria brachiale. La brachiale si dirama in concomitanza di radio e ulna ottenendo arteria ulnare e arteria radiale, queste, in prossimità del polso, si ricongiungeranno in arco palmare profondo e in arco palmare superficiale affinché possano vascolarizzare tutta la mano.

Panoramica delle ramificazioni dell’aorta discendente

Sul settore discendente dell’aorta, sono presenti una serie di arterie delle quali è facile capire la posizione dal nome:

  1. esofagee
  2. bronchiali che sono dirette verso i bronchi e sono responsabili della loro “nutrizione”
  3. freniche superiori, una coppia di arterie che vascolarizzano la facciata superiore de muscolo diaframma
  4.  intercostali che vascolarizzano i profili ossei e muscolari della gabbia toracica
  5. freniche inferiori che vascolarizzano la porzione inferiore del diaframma
  6. tronco celiaco o tripode celiaco ha una lunghezza di un centimetro e mezzo circa, questo è l’unico vaso che si triforca, arteria epatica, arteria gastrica sinistra, arteria lienale (o splenica)
  7. mesenterica superiore vascolarizza l’intestino tenue e buona parte dell’intestino crasso
  8.  coppia di arterie surrenali e renali (alcune volte le arterie surrenali non originano direttamente dall’aorta ma dalle arterie renali)
  9. al di sotto sono presenti le arterie ovariche nelle donne e quelle testicolari nell’uomo
  10. mesenterica inferiore che è l’ultimo grande vaso che si origina dall’aorta (vascolarizza l’ultima porzione dell’intestino crasso e contribuirà alla vascolarizzazione delle zone viscerali pelviche)
  11. sacrale è un piccolo vaso responsabile della vascolarizzazione delle ossa e dei muscoli della zona sacrale.
  12. lombari che completano la vascolarizzazione dell’addome e della zona laterale.

Queste ramificazioni si localizzano, appunto, nell’aorta discendente, tratto che dividiamo macroscopicamente in toracico e addominale.

Vasi degli arti inferiori

L’aorta si dirama in corrispondenza della quarta/quinta vertebra lombare in due arterie iliache comuni, queste si biforcano ulteriormente in arteria iliaca interna ed esterna. Quella interna rimane nella zona pelvica dove c’è l’apparato genitale la vescica e l’uretra. Quella esterna continua lungo l’arteria femorale comune che si dividerà in arteria femorale profonda e arteria femorale superficiale, la superficiale è la normale prosecuzione dell’arteria femorale comune, questa continuerà l’arteria poplitea, che darà origine alla diramazione dell’arteria tibiale anteriore e posteriore i quali terminano con il piede nella zona laterale, dorsale e plantare.

Fonte: Anatomia umana di Kenneth S. Saladin, edizioni Piccin

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Sistema linfatico: struttura e funzioni https://www.biopills.net/sistema-linfatico/ https://www.biopills.net/sistema-linfatico/#respond Sun, 15 Dec 2019 10:48:37 +0000 https://www.biopills.net/?p=30686 sistema linfaticoIl sistema linfatico è un sistema che vede una componente fluida, la linfa, lungo strutture, vasi a fondo cieco. Da un punto di vista organizzativo sono vasi molto simili alle vene, caratterizzati da endotelio, parete muscolare e avventizia. Non esiste un “cuore linfatico” che funge da motore della linfa. Caratteristiche del sistema linfatico La linfa […]]]> sistema linfatico

Il sistema linfatico è un sistema che vede una componente fluida, la linfa, lungo strutture, vasi a fondo cieco. Da un punto di vista organizzativo sono vasi molto simili alle vene, caratterizzati da endotelio, parete muscolare e avventizia. Non esiste un “cuore linfatico” che funge da motore della linfa.

Caratteristiche del sistema linfatico

La linfa è di colore opaco lattescente, presenta elementi cellulari come linfociti e macrofagi. Non vi si trovano globuli rossi, sono presenti solo in caso di una rottura vascolare.

Il sistema linfatico si distribuisce in due grandi settori: uno comprende gli arti inferiori e tutta la zona di sinistra compresa la parte del torace collo e testa, l’ altro settore è la parte di destra che si ferma al torace alto di destra. I vasi di sinistra si collegano al dotto toracico che assomiglia ad una vena e si trova in rapporto con l’aorta, decorre verso l’alto e si va ad aprire nell’angolo congiungente della vena giugulare e succlavia. L’altro settore si appoggia a diversi dotti linfatici destri che si aprono tra la vena giugulare e succlavia destra.

I vasi linfatici presentano delle valvole a coda di rondine come quelle dei vasi venosi, nei vasi linfatici però sono molto più numerose. La circolazione linfatica per molto tempo si è creduta appoggiata solo da meccanismi passivi come la propulsione data dalla muscolatura scheletrica. In realtà l’elemento propulsore della linfa è dato dalla muscolatura dei vasi stessi.

Funzioni del sistema linfatico

I capillari linfatici sono caratterizzati da un inizio a fondo cieco. Hanno  il compito di drenare le componenti fluide che non sono state drenate dal sistema sanguigno ed hanno un’alta permeabilità. Non c’è nessun rapporto diretto tra il capillare linfatico e quello sanguigno. La presenza di questo sistema è fondamentale perché soltanto il 70% delle componenti fluide rientra nel sistema venoso, di conseguenza, senza il capillare linfatico, avremmo un accumulo di liquido interstiziale. Quando questo accade si parla di edema.

I vasi linfatici devono, quindi, raccogliere quel 30% di massa fluida. Inoltre il drenaggio che opera il sistema linfatico a livello capillare evita che detriti cellulari macroscopici che non possono reinserirsi capillari sanguigni (per via della loro impermeabilità) rimangano bloccati. Permettono, cioè, l’ingresso delle cellule leucocitarie, i monociti (unità circolanti) che una volta fuoriusciti dalla circolazione sanguigna per il monitoraggio diventa macrofago e al termine del suo compito non può rientrare nella circolazione sanguigna. Tutti i sistemi leucocitari che si trovano nei sistemi interstiziali non possono riprendere la via sanguigna immediatamente ma devono prendere il sistema linfatico per poi da questo reimmettersi nel circolo sanguigno.

I linfonodi

Lungo il decorso dei vasi linfatici troviamo delle masse parenchimatose chiamate linfonodi che sono in stretta connessione con l’albero linfatico. I vasi linfatici fanno percolare la linfa nei linfonodi. Dentro questi troviamo macrofagi, linfociti T e linfociti B, il linfonodo rappresenta una stazione di difesa batterica e virale.

Ci sono tantissimi linfonodi lungo tutta l’arborizzazione vascolare, sono distinti in profondi e superficiali. Molti linfonodi profondi sono associati a grandi vasi, come l’aorta, mentre quelli superficiali sono poi quelli palpabili, per esempio nella zona ascellare e inguinale. La superficialità dei linfonodi genera situazioni algiche, quando si infiammano, proprio per la loro vicinanza alle ossa, per esempio della mandibola, nel caso dei linfonodi della gola.

Il vaso linfatico a livello dell’intestino è un vaso di assistenza all’assorbimento di micelle lipidiche (chilomicroni) che sono inglobati da una retina proteica che è troppo grande per farla passare attraverso i capillari sanguigni. Per la presenza di queste sostanze si presenta lattescente nelle fasi prandiali e postprandiali.

Leggi anche: Organi linfoidi primari e secondari

Fonti: Anatomia umana di Kenneth S. Saladin, edizioni Piccin

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Circolazione fetale https://www.biopills.net/circolazione-fetale/ https://www.biopills.net/circolazione-fetale/#respond Mon, 18 Nov 2019 08:55:05 +0000 https://www.biopills.net/?p=31258 circolazione fetaleLa circolazione fetale è composta da vasi relativamente ampi che nel complesso permettono al flusso sanguigno di bypassare fegato e polmoni. Questo avviene perché sono i polmoni ed il fegato della madre ad occuparsi rispettivamente dello scambio dei gas e della detossificazione del sangue. Il sangue fetale va e viene dal feto alla placenta tramite […]]]> circolazione fetale

La circolazione fetale è composta da vasi relativamente ampi che nel complesso permettono al flusso sanguigno di bypassare fegato e polmoni. Questo avviene perché sono i polmoni ed il fegato della madre ad occuparsi rispettivamente dello scambio dei gas e della detossificazione del sangue. Il sangue fetale va e viene dal feto alla placenta tramite due arterie ombelicali e, solo nella vita fetale precoce, due vene ombelicali, in seguito soltanto una.

Il sangue ricevuto dalla placenta, tramite la vena ombelicale sinistra persistente, prima passa per il fegato e, mischiandosi con il sangue venoso proveniente dalla vena cava inferiore, giunge all’atrio destro del cuore. Dall’atrio destro passa all’atrio sinistro, da qui al ventricolo sinistro e poi tramite l’aorta al resto del corpo (tuttavia solo una piccola quantità raggiunge l’aorta discendente). Il sangue nel feto può passare dall’atrio destro al sinistro a causa della presenza di un foro ovale detto di Botallo.

circolazione fetale
circolazione fetale

Il sangue che torna dalla testa e dagli arti superiori, tramite la vena cava superiore, si immette nell’atrio destro per passare al ventricolo destro e da questo essere immesso nel tronco polmonare. Dal tronco polmonare una piccola quantità di sangue va effettivamente nei polmoni, una quantità maggiore si immette invece nell’aorta tramite il condotto arterioso dove si mescola con quella piccola quantità di sangue, di cui parlavamo sopra, proveniente dal ventricolo sinistro. Il sangue misto, diretto verso il basso, viene in parte distribuito agli arti inferiori e agli organi addominali e in parte trasportato, tramite le arterie ombelicali, alla placenta.

Dalla circolazione fetale alla nascita

Alla nascita con l’esordio della ventilazione avviene l’inversione del flusso sanguigno. Aumenta il sangue che raggiunge i polmoni dal tronco polmonare, questo tornerà poi all’atrio sinistro con le vene polmonari. Aumenta quindi la pressione nell’atrio sinistro ad eguagliare la pressione del destro, per questo motivo il foro ovale si chiude (per fusione di septum primum e septum secundum che dividono l’atrio destro dal sinistro).

La chiusura del foro avviene immediatamente ma la fusione avviene in un tempo variabile più lungo che può superare le quattro settimane. Il condotto arterioso si oblitera, come per il foro ovale, in due tempi, fino al completamento verso la terza settimana dopo la nascita.

Fonte: Anatomia del Gray, le basi anatomiche per la pratica clinica – Susan Standring

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Sistema di conduzione del cuore https://www.biopills.net/sistema-di-conduzione-del-cuore/ https://www.biopills.net/sistema-di-conduzione-del-cuore/#respond Fri, 25 Oct 2019 12:39:11 +0000 https://www.biopills.net/?p=31253 Sistema di conduzione del cuoreIl sistema di conduzione del cuore è composto da cardiociti specializzati che hanno perso la loro capacità contrattile e impartiscono un ritmo proprio al cuore (in questo la muscolatura cardiaca differisce dalle altre muscolature striate). Tale ritmo può essere poi modulato dal sistema nervoso: la stimolazione simpatica aumenta il battito cardiaco, al contrario, la stimolazione […]]]> Sistema di conduzione del cuore

Il sistema di conduzione del cuore è composto da cardiociti specializzati che hanno perso la loro capacità contrattile e impartiscono un ritmo proprio al cuore (in questo la muscolatura cardiaca differisce dalle altre muscolature striate). Tale ritmo può essere poi modulato dal sistema nervoso: la stimolazione simpatica aumenta il battito cardiaco, al contrario, la stimolazione parasimpatica lo rallenta e può anche fermarlo per pochi secondi.

Il ritmo cardiaco è determinato dal pacemaker che inizia ogni battito, questo si trova nell’atrio destro e prende il nome di nodo seno atriale (SA). Da qui il segnale si diffonde agli atri e giunge al nodo atrioventricolare (AV), posizionato presso l’omonima valvola destra, che rallenta la conduzione elettrica per far contrarre atri e ventricoli consequenzialmente.

Disegno del sistema di conduzione del cuore con nodo SA, nodo AV, fasci di His e fibre di Purkenje
Disegno del sistema di conduzione del cuore

Esso è collegato ai fasci di His (o fascio atrioventricolare) che diffondono il messaggio della contrazione ad entrambi i ventricoli fino alla punta del cuore.

Le fibre di Purkinje sono la parte terminale del sistema di conduzione del cuore, sono una continuazione dei fasci di His che si volgono verso l’alto nel miocardio ventricolare. Questi fasci sono costituiti da cellule che presentano una conducibilità maggiore dei normali miocardiociti.

Il nodo senoatriale, quindi, comanda su tutti gli altri, l’impulso viene propagato miocita per miocita arriva fino al nodo AV.

Fonte: Anatomia umana di Kenneth S. Saladin, edizioni Piccin

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Anatomia del cuore https://www.biopills.net/anatomia-del-cuore/ https://www.biopills.net/anatomia-del-cuore/#respond Sun, 13 Oct 2019 13:11:48 +0000 https://www.biopills.net/?p=30262 anatomia del cuoreIl cuore è il fulcro della circolazione e il punto di potenza. Non esistono altre strutture che pompano il sangue. È uno dei primi organi che si attiva a livello embrionale, anche se il resto dell’apparato circolatorio non è completamente pronto. Il cuore assomiglia ad un pugno per dimensioni e morfologia. Il cuore si trova nel […]]]> anatomia del cuore

Il cuore è il fulcro della circolazione e il punto di potenza. Non esistono altre strutture che pompano il sangue. È uno dei primi organi che si attiva a livello embrionale, anche se il resto dell’apparato circolatorio non è completamente pronto. Il cuore assomiglia ad un pugno per dimensioni e morfologia. Il cuore si trova nel mediastino (spazio disegnato tra le due masse polmonari, tipicamente piramidali, che aderiscono alla gabbia toracica).

Lo spazio mediastinico viene suddiviso in diverse zone:

  • Superiore
  • Medio: zona che accoglie il cuore e i suoi involucri
  • Anteriore
  • Posteriore

Il cuore si trova al centro, ha una posizione retro-sternale, il suo asse longitudinale è inclinato verso sinistra, qui, la punta del cuore batte contro la gabbia toracica perciò è facilmente palpabile e udibile.

Struttura esterna del cuore

Al fine di proteggere il cuore da attriti con superfici circostanti è protetto in un alloggiamento particolare.

Pericardio, costituito da due foglietti:

  • Parietale (fibroso): tessuto connettivo denso collegato al diaframma, allo sterno e alla biforcazione tracheale.
  • Viscerale (sieroso, epicardio) ha una struttura particolare che ricorda il mesotelio, ha cellule piatte monostratificate che realizzano una doppia copertura attorno al cuore.

Questi due foglietti sono liberi di scivolare uno sull’altro, tra di loro c’è la cavità pericardica, che in realtà è uno spazio piccolissimo, con un velo di liquido, il liquido pericardico, che permette lo scivolamento ed è prodotto dal pericardio sieroso.

Parete cardiaca

La parete cardiaca è formata da tre parti:

  1. Epicardio: pericardio viscerale già visto sopra. Sotto l’epicardio decorrono i vasi sanguigni coronarici maggiori.
  2. Miocardio (muscolatura striata cardiaca): costituisce la maggior parte della massa del cuore, i miociti (o cardiociti) sono disposti in modo spiralato attorno al cuore per avere una contrazione più efficace, questa disposizione si definisce vortice del miocardio.
  3. Endocardio: è in continuità con l’endotelio dei vasi sanguigni, riveste la superficie interna del cuore e le valvole.

La muscolatura cardiaca è diversa sia dalla  muscolatura liscia che dalla striata volontaria. I filamenti contrattili sono compattati e ordinati e danno l’effetto striato. Le cellule striate cardiache sono biforcate o triforcate, in questo modo gli elementi cellulari vengono in contatto tramite congiunzioni nexus ( si scambiano piccoli Sali, ioni, potassio). Quando in una cellula avviene il movimento ionico tipico della contrazione, allora quella vicina sente la contrazione e si contrae anche lei.

La muscolatura striata scheletrica ha bottoni sinaptici separati per ogni elemento mentre nel cuore ne basta uno per un gruppo di elementi per far partire la contrazione generale. Il cuore è una struttura molto pesante se si considera anche il sangue che circola al suo interno, esso è sostenuto sia dalla sua rete di vasi che da legamenti fibrosi che lo tengono in sede.

Cavità e valvole del cuore

circolazione del cuoreNel cuore troviamo quattro cavità, due superiori, atri, e due inferiori, ventricoli. Gli atri destro sinistro hanno pareti sottili e non particolarmente potenti. Gli atri ricevono il sangue dalle grandi vene e lo pompano ai ventricoli subito al di sotto. I ventricoli presentano pareti più spesse e, in particolare, le pareti del ventricolo sinistro sono le più spesse, questo perchè il ventricolo sinistro pompa il sangue a tutto l’organismo ed ha bisogno di una potenza maggiore rispetto al ventricolo destro che pompa il sangue ai polmoni. All’interno degli atri troviamo i muscoli pettinati così chiamati per la presenza di creste sulla superficie interna dell’atrio. Anche le cellule ventricolari presentano delle creste, chiamate trabecole carnee, si ritiene che queste impediscano alle pareti di aderire tra loro durante la contrazione muscolare e che permettano quindi la pronta espansione all’arrivo del sangue dagli atri.

Ci sono quattro valvole:

  • due valvole atrioventricolari (AV): si trovano tra atrio e ventricolo e permettono il flusso di sangue dall’atrio al ventricolo sottostante e non viceversa. La valvola di destra (tra atrio e ventricolo destro) è detta tricuspide perchè è formata da tre cuspidi (lembi), quella di sinistra (tra atrio e ventricolo sinistro) è detta bicuspide perchè formata da due cuspidi. Le valvole atrioventricolari sono connesse a corde tendinee legate a muscoli papillari, questi servono ad evitare un’eccessiva protrusione delle valvole negli atri durante l’attività cardiaca.
  • due valvole semilunari: la valvola aortica permette il passaggio del sangue dal ventricolo sinistro all’aorta, mentre la valvola polmonare permette il passaggio del sangue dal ventricolo destro all’arteria polmonare.

Non c’è connessione tra atrio destro e sinistro ne tra ventricolo destro e sinistro. Il sangue che proviene dalla circolazione polmonare arriva nell’atrio sinistro, passa nel ventricolo sinistro e si immette nella circolazione sistemica, questa termina con la vena cava nell’atrio destro, il sangue passa poi nel ventricolo destro e si immette nuovamente nella circolazione polmonare.

Fonte: Anatomia umana di Kenneth S. Saladin, edizioni Piccin

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Sistema muscolare: visione d’insieme https://www.biopills.net/sistema-muscolare/ https://www.biopills.net/sistema-muscolare/#respond Tue, 08 Oct 2019 07:31:05 +0000 https://www.biopills.net/?p=30030 sistema muscolare umanoIl sistema muscolare costituisce, insieme al sistema scheletrico, l’apparato locomotore. Dividiamo la muscolatura in muscolatura scheletrica e muscolatura viscerale. La muscolatura scheletrica è tutta striata e volontaria, la muscolatura viscerale è involontaria e non è solo liscia (il muscolo cardiaco è striato ma non è un muscolo volontario). I muscoli scheletrici si occupano di: Movimento […]]]> sistema muscolare umano

Il sistema muscolare costituisce, insieme al sistema scheletrico, l’apparato locomotore. Dividiamo la muscolatura in muscolatura scheletrica e muscolatura viscerale. La muscolatura scheletrica è tutta striata e volontaria, la muscolatura viscerale è involontaria e non è solo liscia (il muscolo cardiaco è striato ma non è un muscolo volontario).

I muscoli scheletrici si occupano di:

  • Movimento dello scheletro
  • Mantengono la postura e la posizione del corpo
  • Offrono supporto alle strutture molli (hanno una funzione di protezione da traumi esterni)
  • Regolano l’ingresso e l’uscita di materiali (aperture o orifizi)
  • Contribuiscono al mantenimento della temperatura corporea (attraverso gli abbondanti mitocondri che si trovano nei muscoli)

    Striatura del muscolo scheletrico al microscopio
    Striature del muscolo scheletrico

Il muscolo è composto da due aree: il ventre muscolare che è in continuità con il tessuto connettivo fibroso, il tendine. Il tendine è più di un intermediario, avvolge all’interno e all’esterno il muscolo e realizza la fusione con la matrice ossea, questo fa sì che il tendine crei una coesione efficace tra muscolo e osso. il tendine possiede una parte variabile di tessuto connettivo elastico (comunque molto piccola).

Il tessuto connettivale che è presente intorno alle singole fibre muscolari prende il nome di endomisio. Le singole fibre sono tenute insieme dal perimisio creando un secondo raggruppamento, il terzo raggruppamento è tenuto insieme dall’epimisio dando forma al muscolo.

Sistema muscolare

Muscoli:

Fonte: Anatomia umana di Kenneth S. Saladin, edizioni Piccin

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