Cosa succede al nostro corpo quando smettiamo di fumare?

Fumare una sigaretta o un sigaro è un gesto più che mai radicato nella nostra quotidianità, secondo l’ISTAT, infatti, circa il 20% della popolazione al di sopra dei 14 anni è fumatore e il 22% ha fumato in passato. Se prima, però, non si teneva conto dei danni che il fumo può causare al nostro corpo, fortunatamente negli ultimi decenni si è intrapresa una campagna di sensibilizzazione sui danni delle bionde. È ormai obbligatorio, ai sensi della direttiva europea 2014/40/UE, trovare stampigliati sugli stessi pacchetti di sigarette delle immagini forti e delle frasi sui rischi che corre il fumatore.

Chi compra sigarette è ormai abituato a vederne d’ogni tipo, come fossero delle figurine da collezionare su di un album… questa è l’immagine dell’arteriosclerosi, quello il cancro ai polmoni, quella dice che i denti ti diventano gialli…  che fumare faccia male al nostro organismo, sia nel breve che nel lungo periodo, è sicuramente qualcosa che i fumatori sanno bene. 

Va bene, ho deciso… questa è l’ultima! E ora?

  • 20 minuti dopo: le vie aeree superiori (trachea e bronchi) sono ricoperte di cilia, estroflessioni che con il loro movimento pulsatorio espellono il muco, e con lui i batteri, e le polveri sottili in esso intrappolate,..). Dopo 20 minuti le cilia danneggiate dal fumo tornano a funzionare correttamente.
  • 8 ore dopo: i livelli di monossido di carbonio (CO) nel nostro corpo diminuiscono fino a tornare ad un livello normale. Elevati livelli di CO nel sangue sono molto dannosi perché l’ossigeno presente sull’emoglobina, proteina dei globuli rossi responsabile del trasporto dei gas respiratori, viene parzialmente sostituito dal monossido. Normalizzando i livelli di monossido di carbonio nel sangue, i tessuti tornano a ricevere un corretto apporto di ossigeno.
  • 24 ore dopo: passato un giorno dall’ultima sigaretta diminuisce drasticamente il rischio di infarto del miocardio. L’aumento di ossigeno nel sangue e una minore vasocostrizione di vene e arterie, dovuta alla ridotta quantità di nicotina, permetterà una maggiore irrorazione del cuore stesso.
  • 48 ore dopo: le nostre papille gustative sulla lingua e i chemocettori nel naso non sono più “oppressi” dal fumo inalato. Riacquistano, quindi, una maggiore capacità di distinguere odori e sapori.
  • 72 ore dopo: la maggiore capacità respiratoria raggiunge un valore apprezzabile con conseguente migliore ossigenazione.
  • 1 settimana dopo: dopo una settimana iniziamo ad avvertire i primi miglioramenti nello stile di vita. I livelli di nicotina in corpo continuano a scendere e la necessità di fumare diminuisce di molto.
  • 2 settimane dopo: la funzionalità dei polmoni è migliorata del 30% e si inizia ad apprezzare una maggiore prestanza fisica durante lo sport.
  • 1 mese dopo: molti problemi legati al fumo (sinusite, respiro corto,..) sono ridotti notevolmente. Siamo sulla buona strada!
  • 3 mesi dopo: le donne aumentano la loro fertilità e riducono il rischio di nascita prematura del bambino.
  • 1 anno dopo: la tosse grassa dovuta al danno causato dal fumo sui bronchi è praticamente scomparsa.
  • 3 anni dopo: il rischio di arteriosclerosi è diminuito.
  • 10 anni dopo: è diminuito il rischio di contrarre numerosi tumori (polmoni, bocca, esofago, reni e pancreas).

Due esempi nel dettaglio

Abbiamo visto a grandi linee ciò che accade al corpo negli anni, ma andiamo a vedere nel dettaglio due casi in cui, secondo studi scientifici, smettendo di fumare si ottengono effetti positivi.

Il fumo e l’età biologica del nostro corpo

Era già noto in letteratura che fumare aumenta l’età biologica e quindi riduce l’aspettativa di vita, ma smettendo di fumare si può aumentare la prospettiva di vita? Ha provato a dare risposta a questa domanda un gruppo di studio dell’università della Georgia e di Iowa. i ricercatori hanno studiato un gruppo di 22 individui di cui una parte aveva smesso di fumare all’inizio dello studio, mentre una parte aveva continuato.

L’età biologa è determinata analizzando lo stato di metilazione del DNA, ovvero il legame di un particolare gruppo funzionale, chiamato metile, sulla doppia elica. Si è scoperto che il fumo di sigaretta modifica il numero di metili leganti il DNA con conseguente invecchiamento del genoma. Secondo lo studio eseguito [1], le persone che smettevano di fumare, nel tempo avrebbero riacquisito un maggiore stato di metilazione riottenendo, così, un’età biologica più conforme all’età anagrafica. Diversamente invece dai fumatori la cui età biologica risultava essere più avanzata di quella anagrafica.

Il fumo e le malattie degenerative

Il secondo studio [2] coinvolge più in generale l’organismo. Il fumo, infatti, altera i livelli di α-klotho, un enzima coinvolto nell’invecchiamento e in numerose patologie degenerative. L’α-klotho è normalmente presente a livelli elevati nel plasma e assume un ruolo antiaging. Il fumo di sigarette ne riduce la concentrazione aumentando così il rischio di danni coronarici, problemi cardiovascolari, infarto del miocardio acuto (AMI) e molti altri.

Anche in questo caso ricercatori hanno studiato un gruppo di 28 persone in parte fumatori e in parte che avevano iniziato il percorso di interruzione del fumo. I pazienti sono stati seguiti per 12 settimane eseguendo periodicamente dei prelievi del sangue e isolandone il plasma, quindi analizzando la concentrazione della proteina in esame.

Dai risultati dello studio è stato chiaro che coloro che smettevano di fumare riacquisivano, nel lungo periodo, valori normali di α-klotho riducendo così il rischio di insorgenza di numerose patologie degenerative e cardiovascolari. Noi ti abbiamo dato una motivazione…ora tocca a te!

Gli effetti negativi che il fumo ha sul nostro corpo son ben noti e non è difficile informarsi a riguardo: basta fare una veloce ricerca su internet e troveremo subito numerosi articoli. È più difficile, invece, capire se e quali danni siano reversibili in quanto sono ancora oggetto di studio. In questo articolo ti abbiamo fornito alcuni esempi di cosa accade al nostro corpo dal momento in cui si fuma l’ultima sigaretta. Certo, smettere non è facile ma fortunatamente vi sono numerose possibilità che vi aiuteranno nel percorso: e-cigarettes, gomme o cerotti alla nicotina, supporto psicologico e molti altri.

Bibliografia

  • [1] Lei, Man Kit & Beach, Steven & V. Dogan, Meeshanthini & A. Philibert, Robert. (2017). A pilot investigation of the impact of smoking cessation on biological age. American Journal on Addictions. 26. 129-135. 10.1111/ajad.12502.
  • [2] Kamizono, Yoko & Shiga, Yuhei & Suematsu, Yasunori & Imaizumi, Satoshi & Tsukahara, Hitomi & Noda, Keita & Kuwano, Takashi & Fujimi, Kanta & Saku, Keijiro & Miura, Shin-ichiro. (2018). Impact of cigarette smoking cessation on plasma α-klotho levels. Medicine. 97. e11947. 10.1097/MD.0000000000011947.
  • Fletcher, J. (2018, November 19). “What happens after you quit smoking?.” Medical News Today. Retrieved from https://www.medicalnewstoday.com/articles/317956.php.
  • I principi di Biochimica, Lehininger,  D. L. Nelson, M. M. Cox
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