Cosa è la Discalculia e quali sono gli strumenti per limitarla?

La Discalculia è una difficoltà specifica nell’apprendimento del calcolo che si manifesta in bambini di intelligenza normale, che non hanno subito danni neurologici. Tra i DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) è l’ultimo ad essere stato riconosciuto e studiato probabilmente perché la matematica è una materia considerata universalmente “difficile”. A differenza di molte altre discipline, infatti,  la matematica costringe l’alunno a riconoscere e a fronteggiarsi in modo quasi immediato con il proprio errore.

Di cosa parliamo?

La Discalculia evolutiva è un disturbo compositivo che riguarda più settori di competenze in relazione al tipo di difficoltà mostrate dal bambino, ed ostacola quindi quelle operazioni che, normalmente, dopo un certo periodo di esercizio tutti i bambini svolgono automaticamente. Di seguito le principali:

  • il riconoscimento e la denominazione dei simboli numerici;
  • la scrittura dei numeri;
  • l’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente;
  • la numerazione in ordine crescente e decrescente;
  • la risoluzione di problemi.

In circa il 60% dei casi, la discalculia può presentarsi in comorbilità con differenti patologie:

altri disturbi specifici di apprendimento, deficit dell’attenzione/iperattività, scarsa coordinazione oculo-manuale. Infine, un disturbo spesso associato al deficit di calcolo è la dislessia (Disturbo della lettura), perché si manifesta come difficoltà a riconoscere il segno grafico, anche numerico, e quindi emerge la relativa complessità a collegare il numero alla quantità interessata.

Secondo quanto riportato nelle Raccomandazioni per la pratica clinica di dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia (Consensus Conference,2007), la diagnosi per il deficit del calcolo si suddivide in due fasi:

  1.  clinica
  2. funzionale.

Nel primo stadio si somministrano prove standardizzate d’intelligenza numerica, esecutive e di calcolo, e test per la valutazione del livello intellettivo. Il clinico, inoltre, deve esaminare lo sviluppo visivo-uditivo e analizzare lo stato di salute operato dal medico curante del bambino. In seguito è necessario escludere altre patologie sensoriali, neurologiche, cognitive e  gravi psicopatologie.

La diagnosi funzionale viene elaborata dal neuropsichiatra o psicologo in funzione del quadro clinico del soggetto. Approfondire il profilo del disturbo è fondamentale per la sua qualificazione funzionale.

Come aiutare questi bambini?

Nella legge 170/2010, precisamente al comma 2 dell’articolo 5, si legge che le istituzioni scolastiche hanno l’obbligo di garantire  l’introduzione di strumenti compensativi, misure dispensative, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche.

Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria e sollevano l’alunno con DSA da un’attività resa difficoltosa dal disturbo. Gli strumenti compensativi utili a un bambino discalculico sono:

  • la calcolatrice
  • la tavola pitagorica
  • tavola riassuntiva delle formule aritmetiche
  • linea dei numeri all’indietro
  • tabella con formule geometriche.

L’adozione delle misure dispensative è finalizzata a evitare situazioni di affaticamento e di disagio in compiti direttamente coinvolti dal disturbo. Rispetto alla discalculia, le misure dispensative prevedono l’attuazione di tempi lunghi per le verifiche scritte o una riduzione quantitativa, e non qualitativa, degli esercizi.

Per il calcolo mnemonico delle tabelline, così come per la memorizzazione di formule, è prevista la dispensa e la possibilità di utilizzare tabelle, mediatori didattici e formulari.

Gli strumenti compensativi e le misure dispensative adottate devono essere soggetti a periodiche valutazioni rispetto alla loro efficacia didattica e possono essere eventualmente modificate. 

Conclusioni

Il disturbo esposto è comunque ancora poco conosciuto data la penuria di strumenti valutativi e diagnostici, ed è quindi doveroso approfondire la conoscenza, per limitare il deficit; in tal senso, genitori e istituzioni hanno un ruolo fondamentale di prevenzione.

Infatti, qualora, la discalculia venga trascurata in fase evolutiva, inciderebbe negativamente sulla crescita educativa, influenzando la personalità di questi soggetti.


Bibliografia

  • Comitato Promotore Consensus Conference (2007). Disturbi evolutivi specifici di apprendimento.
  •  Raccomandazioni per la pratica clinica dei disturbi evolutivi specifici dell’apprendimento: dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia. Trento, Edizioni Erickson.
  • Cornoldi C. (2007). Difficoltà e disturbi nell’apprendimento.

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