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Correre tutti i rischi. Lettere sull’avventura della ricerca – Charles Darwin

Una raccolta epistolare che viaggia attraverso la vita del “padre dell’evoluzione”. Snella ed essenziale, è di facile lettura e quasi da ostentare. Per la particolare scelta della legatura, ogni volume avrà una propria storia, adornata di francobolli e significati personali.

Charles Darwin (1809-1882) è uno degli studiosi che più ha contribuito a plasmare la scienza moderna e il rapporto che essa ha con il senso comune e la cultura di massa. La sua fama deriva direttamente dai sui studi naturalistici e, soprattutto, da quelli riguardanti la biologia. Non a caso, uno dei contributi più grandi (o addirittura il contributo più grande) di Darwin alle scienze naturali è la teoria dell’evoluzione per selezione naturale (o teoria darwiniana dell’evoluzione), un caposaldo della biologia moderna che ha resistito elegantemente alla dura prova del tempo (e dei fatti).

Accanto ai numerosi saggi scientifici che il naturalista inglese scrisse durante la sua carriera (tra cui si ricorderanno L’origine delle specie del 1859 e L’origine dell’uomo e la selezione sessuale del 1871), la produzione darwiniana è costellata da oltre 15 000 lettere, spedite ai più svariati mittenti (dalla moglie Emma Wedgwood al celeberrimo Karl Marx) e contenenti le gioie, i timori e le perplessità di un gentleman inglese di metà Ottocento.

Alcune di queste lettere sono state riunite in una piccola raccolta epistolare edita da L’Orma e curata da Massimiliano Borelli, dottore di ricerca in italianistica all’Università di Siena. La raccolta si intitola Correre tutti i rischi. Lettere sull’avventura della ricerca e ripercorre alcune delle tappe più significative nella vita del padre dell’evoluzione.

Contenuto

Correre tutti i rischi. Lettere sull’avventura della ricerca è una raccolta epistolare che si articola in tre sezioni.

La prima sezione, Per mare intorno al mondo, accompagna il lettore sul brigantino HMS Beagle (per chi, come me, se lo chiede ormai da anni, HMS sta per His/Her Majesty’s Ship, ad indicare un’imbarcazione di proprietà della Corona britannica) nel suo “viaggio di ricognizione lungo l’estremità meridionale del Sud America”, viaggio che poi toccherà anche l’Australia e l’Africa, divenendo una vera e propria avventura “intorno al mondo”. Principale compagno di bordo è ovviamente il nostro Chas (diminutivo con cui Darwin si firma in molte lettere ad amici e parenti), un uomo nostalgico della madrepatria e degli agi della borghesia inglese ma anche desideroso di conoscere, di esplorare e di “correre tutti i rischi”, nonostante il terribile mal di mare di cui soffre.

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La seconda sezione, L’evoluzione della teoria, è l’anima centrale della raccolta e svela il lungo e tortuoso percorso (sia scientifico, sia umano) che porterà Darwin a pubblicare nel 1859 il suo capolavoro, L’origine delle specie. La scrittura dell’opera ha occupato la carriera del naturalista inglese per più di vent’anni, a causa delle “enormi difficoltà” che gli si profilavano di volta in volta. Le prime lettere di questa sezione fanno comprendere l’estrema meticolosità e prudenza di Darwin nello scrivere L’origine delle specie. Sebbene fermamente certo delle sue teorie, infatti, il naturalista ritiene che ogni sua affermazione debba essere corredata da “una grande varietà di dati” ed è tra l’altro convinto che i suoi contemporanei non siano pronti ad accogliere il suo “abominevole volume”. Insomma, Darwin si rende conto che la sua idea che “le specie non siano […] immutabili” è un’idea pericolosa per il tempo in cui vive (“è come confessare un omicidio” scrive Darwin stesso).

Le lettere successive presentano poi i frenetici (e ancor più tormentati) anni precedenti la pubblicazione del “Grande Libro”. Lo stimolo a dare l’opera alle stampe arriva infatti nel 1857, quando Darwin riceve una lettera di Alfred Wallace, un naturalista operante in Borneo: egli ha avuto “intuizioni molto simili” a quelle di Darwin e, in una qualche maniera, è giunto “a conclusioni analoghe”. Wallace, inoltre, ha il dono della sintesi (totalmente sconosciuto a Darwin) ed è riuscito a esporre la teoria in circa venti pagine: Darwin è stato battuto sul tempo, nonostante “l’impegno di una vita”. Alla fine, nel 1858, gli studi di Darwin e di Wallace vengono presentati alla Linnean Society e la paternità della teoria viene riconosciuta a entrambi gli studiosi (sebbene poi la fama di Darwin sarà destinata a oscurare quella di Wallace). Il 24 novembre dell’anno successivo, L’origine delle specie esce finalmente in libreria.

L’ultima sezione della raccolta, L’uomo dell’origine, presenta un Darwin ormai famoso ed affermato (sia tra i sostenitori che tra gli oppositori della sua teoria) nel panorama scientifico e culturale ottocentesco. Sebbene non perda mai il suo garbo (nemmeno con i più strenui detrattori), il naturalista ha ora “assoluta fiducia nell’attendibilità” della sua teoria e non perde occasione di compiacersi anche un po’ del suo lavoro: “magna est veritas e, grazie a Dio, praevalebit” (la verità è potente e prevarrà)! Le ultime lettere della raccolta ripercorrono brevemente la stesura del volume di Darwin dedicato all’evoluzione umana e alla selezione sessuale, che verrà pubblicato il 24 febbraio 1871 con il titolo L’origine dell’uomo e la selezione sessuale.

Commento

Ho trovato questa raccolta epistolare come una vera e propria immersione nel processo di ricerca e scoperta scientifica. Così come suggerisce il sottotitolo (Lettere sull’avventura della ricerca), infatti, l’opera ripercorre alcune delle tappe salienti della vita di Darwin per far trapelare la stretta associazione tra il percorso umano del naturalista e il suo percorso scientifico ed accademico. I dubbi e le perplessità riguardo alla portata delle sue teorie non stentano a prendere piede, talvolta mettendo addirittura in crisi il lavoro di scrittura de L’origine.

Penso che conoscere le vicende personali e umane dei grandi personaggi permetta di valutare sotto una luce differente il loro operato e il caso di Darwin ne è un esempio quasi emblematico. La grande prolissità delle sue opere lascia trasparire un estremo desiderio di fare della buona scienza, una scienza basata su fatti e considerazioni oggettive e quindi anche prona alla confutazione. Questa estrema meticolosità e prudenza nella scrittura, però, testimonia anche la spiccata sensibilità che Darwin ha per il clima socio-culturale dell’Inghilterra vittoriana in cui opera: egli è del tutto consapevole che la sua teoria “costituirà un notevole progresso nella scienza” ma è anche altrettanto cosciente della portata che essa avrà (soprattutto) al di fuori dell’ambiente scientifico. La teoria darwiniana, infatti, scardina la centralità dell’uomo nella natura e declassa la nostra specie al livello di qualsiasi altro organismo vivente.

Ho particolarmente apprezzato il modo in cui le lettere vengono contestualizzate nelle varie fasi della vita di Darwin, attraverso brevi intermezzi a mo’ di voce narrante. Questo espediente, infatti, permette sia al lettore esperto in materia che al lettore di passaggio di apprezzare appieno il contenuto delle lettere: l’esperto potrà subito focalizzarsi in un preciso punto della vita darwiniana e approfondire ulteriormente le proprie conoscenze su Darwin; il curioso, dal canto suo, avrà l’impressione di assistere ad un racconto per sommi capi della vita del naturalista e decidere così se approfondire ulteriormente le varie tematiche.

Questa raccolta non si propone affatto di essere esaustiva nei confronti dell’enorme produzione epistolare di Darwin, né tanto meno nei confronti delle sue teorie in ambito naturalistico (che anzi non vengono quasi per nulla analizzate). L’opera, a mio avviso, è da vedere piuttosto come una selezione di lettere utile a delineare in appena sessanta pagine la persona che si nasconde dietro al padre dell’evoluzione che tutti conosciamo.

Infine, non può non essere menzionata la particolare legatura del libro. Attraverso apposite pieghe, infatti, il volume può essere completamente chiuso all’interno della sovraccoperta, per poi essere affrancato e spedito tramite posta ordinaria, proprio come una epistola che si rispetti. Questo  libro da spedire può insomma essere inviato come regalo a sorpresa per qualcuno appassionato di Darwin o, perché no, come regalo per sé stessi: l’attesa della consegna e il sapore un po’ vintage della scrittura a mano e del francobollo renderà il tutto ancora più magico (esperienza provata personalmente!).

Conclusioni

La teoria darwiniana dell’evoluzione, come scrive Massimiliano Borelli nell’introduzione di questa raccolta epistolare, rappresenta un “cambio di paradigma” radicale nel panorama scientifico e culturale dell’Ottocento. Correre tutti i rischi. Lettere sull’avventura della ricerca si propone non a caso di ritrarre l’uomo che c’è dietro alla teoria, per evidenziarne i timori e le perplessità, ma anche la passione e la tenacia che hanno guidato la sua carriera. Nonostante le dure opposizioni dei suoi contemporanei e le infinite remore, Darwin ha “sinceramente a cuore l’ampliamento della conoscenza” e crede fermamente “che nel lungo periodo tale missione possa davvero contribuire alla felicità del genere umano”.

Insomma, Correre tutti i rischi. Lettere sull’avventura della ricerca è una raccolta epistolare snella ed essenziale, di facile lettura e quasi da ostentare: ogni volume avrà una propria storia, adornata di francobolli e significati personali, che porterà Darwin nelle librerie di ciascuno di noi.

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Titolo: Correre tutti i rischi. Lettere sull’avventura della ricerca.

Autore: Charles Darwin; a cura di Massimiliano Borelli.

Genere: Raccolta epistolare.

Casa editriceL’Orma

Anno di pubblicazione: 2019

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