É confermato: il contagio da “Coronavirus cinese” può avvenire anche tra esseri umani

La polmonite che sta colpendo la Cina si può trasmettere anche da uomo a uomo

Il nuovo coronavirus “cinese” (2019-nCoV) può trasmettersi direttamente anche tra esseri umani. Questo è quanto confermato dai media della nazione asiatica, mentre si è riunita una commissione del WHO (World Health Organization) per capire se si possa parlare di emergenza sanitaria mondiale. Si è arrivati a questa conclusione a seguito di due nuovi casi nella provincia del Guangdong. Nessuno dei due era stato nella regione di Wuhan dove è stato segnalato il focolaio, ma vi sono stati recentemente dei familiari contagiati con il nuovo Coronavirus. Attualmente, su un totale di oltre 500 contagi confermati, si contano già 17 morti a causa del Coronavirus di Wuhan, città cinese epicentro del focolaio.

Il coronavirus

Il Coronavirus è un genere di virus a RNA che fa parte della più grande famiglia dei Coronaviridae. Questi virus hanno un diametro di circa 80-160 nm ed il loro nome deriva dalla loro forma.  Se osservati al microscopio elettronico, infatti, sembrano dotati di una specie di corona sulla propria superficie. Questa caratteristica è dovuta alla presenza dei cosiddetti spike, ovvero glicoproteine che attraversano il pericapside. Una volta che il Coronavirus si lega alla cellula bersaglio riesce ad attraversarne la membrana cellulare, arrivando così nel citoplasma. A questo punto libera il suo RNA che si lega ai ribosomi, così da essere tradotto così da produrre RNA-polimerasi RNA-dipendente capace di creare nuovo RNA nonché le sette proteine che questo stesso RNA codifica.

Tendenzialmente un Coronavirus causa malattie difficilmente distinguibili da un semplice raffreddore da Rhinovirus. I sintomi tipici sono quindi rinorrea, febbricola, starnuti ed ostruzione  delle cavità nasali. Questo virus può però portare anche a patologie più gravi come la polmonite e la SARS, che nel 2003 ha provocato la morte di 775 persone in tutto il mondo. 2019-nCoV è simile al virus scatenante la SARS (SARS-CoV) per almeno il 70% della sua sequenza genica. Fortunatamente per ora la patologia da lui causata non sembra avere la stessa gravità e mortalità del SARS-CoV.

La recente epidemia

Il nuovo focolaio ha avuto origine nella città cinese di Wuhan a fine dicembre 2019. È stato il 31 dicembre infatti che le autorità cinesi hanno informato il WHO di una serie di casi simili alla polmonite comparsi in città. La fonte del nuovo virus sembra da individuare, con buona probabilità, nel mercato del pesce e di altri animali del capoluogo cinese. La fonte primaria sarebbe quindi di origine animale. Solo due giorni dopo la conferma della nuova epidemia, l’11 gennaio, le autorità cinesi hanno registrato il primo decesso ad opera del virus.

Nel frattempo il virus ha espanso il suo areale, andando a creare nuovi casi in Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong, Macao e Stati Uniti ed uccidendo, al 22 gennaio 2020, un totale di 17 persone. Tutti i decessi sono stati finora registrati sul territorio cinese. I sintomi tipici sono, dal più al meno probabile, febbre, affaticamento, tosse secca, mancanza di respiro e difficoltà respiratorie, fino ad arrivare alla morte. A questa sintomatologia si affiancano solitamente segni in entrambi i polmoni, visibili tramite radiografia, nonché leucopenia e linfopenia.

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