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Come affrontare la Sindrome dell’Ovaio Policistico? Intervista a Stefania Cattaneo

La Sindrome dell'Ovaio PoliCistico: cos'è, qual è la sua incidenza, come individuarla, quali sono i fattori più importanti da fronteggiare

Lotus Flower nasce con un obiettivo preciso: aumentare la consapevolezza delle donne verso il proprio corpo e questa sindrome, di cui ancora poco si parla. Il mio blog lancia un messaggio semplice: rivolgiti al tuo medico quando hai il sospetto che qualcosa nel tuo corpo non funzioni o che non sia normale, vai a fondo. E la prima persona cui devi rivolgerti è il tuo medico di famiglia, che conosce te e la tua storia clinica, affinché ti indirizzi allo specialista giusto. Fallo ora, non procrastinare, pensando che passi o che sia poco importante”. Queste sono le parole di Stefania Cattaneo, biologa nutrizionista che ha fondato Lotus Flower PCOS, un’associazione che mira a sostenere le donne nel proprio viaggio con la Sindrome dell’Ovaio PoliCistico (PCOS).

La PCOS è una sindrome complessa, per alcuni aspetti ancora poco conosciuta, che colpisce moltissime donne in età fertile. Sono tanti gli aspetti da considerare per fronteggiare la PCOS. Per questo alla fondatrice si affiancano professioniste di campi diversissimi, dalla psicologia all’estetica, dalla fitness alla cucina.

Nel 2019 è uscito anche un libro firmato dalla fondatrice di Lotus Flower PCOS: “PCOS. Convivere con la Sindrome dell’Ovaio PoliCistico“. Pensato principalmente per le donne che già combattono o sospettano di avere questa sindrome, ma non solo: il libro contiene anche consigli su alcuni aspetti della salute, come l’attività fisica, l’alimentazione (ci sono anche delle ricette) e come fronteggiare lo stress. Intervistiamo Stefania Cattaneo per conoscere meglio le sue attività e la PCOS.

Com’è nato Lotus Flower e come mai porta questo nome?

Lotus Flower è un blog nato da una domanda: “come aiutare le donne che soffrono di problemi ormonali dando loro informazioni affidabili e complete ovunque loro siano?”. Idea che è nata ascoltando molte donne che soffrivano di PCOS e che afferivano all’ambulatorio di endocrinologia-ginecologica quando stavo scrivendo la mia seconda tesi di laurea sperimentale (la prima era in farmacia). Ho portato avanti un piccolo progetto di ricerca e mi sono resa conto di quanto le donne affette da questa sindrome si sentissero perse nel mare di informazioni sulla PCOS. Ho voluto creare uno spazio, tutto dedicato a questa sindrome, con una visione a 360° sulle difficoltà che una donna con questa diagnosi affronta nella sua quotidianità, per aiutarla e sostenerla.

Il mio intento è quello di fornire alle donne gli strumenti perché la loro consapevolezza di questa sindrome aumenti, così che possano gestire la confusione e la paura per il proprio futuro, si guardino con occhi diversi e si prendano cura di sé con positività, garbo ed amore. Esattamente come il fiore di loto, che nasce e cresce in acqua stagnante, un ambiente ostile alla sua natura, eppure riesce a fiorire e a diventare un fiore bellissimo, simbolo di fecondità e di femminilità.

Che cos’è la Sindrome dell’Ovaio PoliCistico?

La definizione è piuttosto articolata: la PCOS è una sindrome molto complessa, dalle caratteristiche molto diverse da donna a donna. La Sindrome dell’Ovaio Policistico è universalmente definita come una sindrome del metabolismo e che coinvolge l’equilibrio degli ormoni femminili (in generale portando ad un iperandrogenismo) che ha origini genetiche ancora da chiarire. Riguarda prevalentemente la sfera ginecologica e la femminilità della donna nell’età fertile. I sintomi sono: irregolarità mestruale, infertilità, acne, irsutismo, perdita di capelli, tendenza al sovrappeso o obesità, o aumento dell’adiposità addominale, ma anche insulino-resistenza, ansia, disturbi del sonno e depressione.

È vero che metà delle donne che ne soffre non sa di esserne colpita?

È proprio così. Esistono diversi criteri che i medici specialisti usano per diagnosticare la PCOS. Al momento all’interno della comunità scientifica ci sono pareri discordanti sui criteri da utilizzare, perché questa sindrome ha varie forme di presentazione. In qualche donna è molto evidente e quasi invalidante, per altre non ha alcun impatto: ne vengono a conoscenza in occasione di un controllo medico di routine, o quando sono alla ricerca di una gravidanza che non arriva. Però i numeri parlano chiaro. Di PCOS si parla poco eppure riguarda una grande quantità di donne. Le ultime stime sostengono che il 10-15% della popolazione femminile mondiale, in età fertile, soffra di Sindrome dell’Ovaio Policistico.

Al momento non sono stati pubblicati dati epidemiologici su quanto accada sul nostro territorio nazionale, ma possiamo considerare i dati riferiti alla Grecia e alla Spagna. Questi riferivano un’incidenza pari a circa il 6% di forme severe di PCOS che sale al 15% quando si includono le forme più lievi. Allora possiamo immaginare che in Italia circa 1 milione di donne sia affetta da questa sindrome in forma severa e un altro milione e mezzo da forme lievi. Incidenza che sembra in aumento in relazione a fattori ambientali ed obesità.

Quali sono i campanelli d’allarme che possono far sospettare la presenza di PCOS?

I campanelli d’allarme sono piuttosto significativi ma a volte troppo sfumati. Si tratta di sintomi aspecifici, spesso sottovalutati dalle donne perché considerati “normali”, “passeggeri”, “di scarsa importanza” o “tipici della giovane età”. Ce ne sono molti. I più importanti: un ciclo non regolare o un ciclo che non si presenta da mesi, acne sul volto o sulle spalle, peli in zone non tipicamente femminili (tra il seno, sulla pancia o schiena, sul mento e sulle guance), perdita di capelli sul vertice della testa, ma anche una gravidanza che non arriva, dopo molti tentativi.

Un altro aspetto importante è la presenza, nei genitori, di disturbi del metabolismo come diabete o ipotiroidismo. In questi casi l’attenzione deve essere più alta e spingere le donne ad un controllo più attento. Si associa spesso anche l’aumento di peso o la difficoltà di ottenere risultati significativi dalla dieta. Nonostante la PCOS sia stata da sempre associata al sovrappeso e all’obesità, però, le ricerche hanno valutato che circa il 20-40% delle donne affette da questa sindrome sono perfettamente normopeso o magre.

Sono tutti fattori che occorre non sottovalutare e descrivere al medico per una valutazione più approfondita.

Che conseguenze può portare la PCOS nel lungo termine?

Sottovalutare la PCOS è molto rischioso perché questa sindrome è correlata ad un aumento del rischio (raddoppiato, addirittura) di sviluppare diabete di tipo 2 prima dei quarant’anni, un aumento di tre volte del rischio di sviluppare forme tumorali all’endometrio, malattie del fegato, e soprattutto dislipidemia (aumento dei grassi nel sangue), malattie cardiovascolari e maggior rischio di infarto.

Quali sono le cause?

La risposta non è univoca ma si sta lavorando sulle possibili cause, valutando varie ipotesi. La comunità scientifica ne ha identificate alcune, fra cui mutazioni genetiche che spiegherebbero il perché in alcuni casi la PCOS sia presente in diversi componenti di una stessa famiglia, ma anche possibili cause legate all’inquinamento ambientale e all’assunzione in età precoce di interferenti endocrini, come alcune molecole derivate dalla plastica. Si parla soprattutto di stile di vita, ovvero di dieta sbilanciata verso eccessi di zuccheri semplici o proteine animali o uno stile alimentare insano, ricco di alimenti pronti al consumo, di scarsa qualità nutrizionale e ricchi di grassi saturi.

È possibile che, considerata la grande varietà con cui la PCOS si manifesta, non si trovi mai una causa unica ma che l’insieme di diversi fattori possa generare un terreno favorevole al manifestarsi dei sintomi della PCOS.

Quanto incide la dieta sulla Sindrome dell’ovaio Policistico?

Molto, moltissimo. Come nutrizionista il mio ruolo è quello di spiegare come un’alimentazione poco curata sia in termini qualitativi sia quantitativi possa essere fonte importante, e in taluni casi primaria, di alterazioni del quadro ormonale e metabolico. Sebbene ancora non sia stata trovata una vera e propria dieta per la PCOS, si è certi che attraverso il controllo del peso, che sia in eccesso o in difetto, sia essenziale per il corretto funzionamento ovarico e metabolico più in generale. Una pubblicazione del 2015 riferisce che già una perdita di peso del 5% implementi la fertilità e la regolarità mestruale. Quindi vale la pena di fare qualche correzione alla propria quotidianità: piccole modifiche portano a grandi risultati.

Come viene curata la Sindrome dell’Ovaio PoliCistico?

La terapia che il medico prescrive viene individuata in funzione dei sintomi più fastidiosi per la paziente. Al momento, infatti, non esiste una cura risolutiva unica per la PCOS nel suo insieme, ma farmaci che gestiscono sintomi specifici.

La pillola estroprogestinica è la carta primariamente usata per “mettere a riposo le ovaie” e ristabilire una ciclicità ormonale indotta dal farmaco, quando questo è estremamente irregolare. Se è presente una consistente insulino-resistenza ed un’iniziale alterazione della glicemia viene utilizzato un farmaco ipoglicemizzante orale chiamato metformina per controllare il quadro glicemico. In altri casi, si utilizzano anche degli antiandrogeni quando l’iperandrogenismo è una componente evidente e fastidiosa.

Ogni farmaco ha le sue azioni positive ma anche degli effetti collaterali. Tutti gli studi internazionali, però, hanno valutato che occorre curare il modo di mangiare e stare attive fisicamente. Una dieta controllata nella quantità e nella quantità di carboidrati, con il giusto apporto di proteine e grassi e ricca in fibre, è in grado di migliorare la qualità ovulatoria, gli aspetti metabolici della sindrome e tenere sotto controllo anche i sintomi dermatologici più evidenti. Quando lo stile di vita è curato, la terapia farmacologica potrà avere un dosaggio più controllato, ridurre gli effetti collaterali e svolgere appieno i propri effetti terapeutici.

Quindi, nell’attesa che si trovi una cura vera e propria, è bene fare attenzione allo stile di vita. Attraverso una dieta sana ed equilibrata, per controllare l’equilibrio glicemico e dell’insulina, e un’attività fisica costante, che consente di gestire i sintomi attuali e previene efficacemente future complicanze.

Quante donne avete aiutato?

Molte finora e molte spero di poterne aiutare, insieme al mio team. Le “amiche di LotusFlower”, come amo chiamarle quando parlo con loro attraverso i canali social, trovano nel mio sito informazioni che, in alcuni casi, non avevano ricevuto dai loro medici curanti. Alcune di loro iniziano un vero e proprio cambiamento di punti di vista verso loro stesse. Si prendono cura di sé, decidono di farsi seguire con maggiore attenzione, non sottovalutano più. Mi piace sapere che alcune donne mettono in pratica le informazioni fornite con più consapevolezza e più positività.

È uno scambio bellissimo; i percorsi li iniziamo insieme, io e le mie pazienti. Coadiuvate a volte dal supporto emotivo, impariamo a gestire lo stress con le lezioni di yoga; a prenderci cura della pelle con una beauty routine quotidiana; e con la valorizzazione di se stesse, fra gli acquisti giusti sia per la dispensa sia per il guardaroba. Alcune ora stringono il loro bambino fra le braccia, altre hanno perso qualche chilo e hanno migliorato il loro quadro metabolico; altre ancora hanno ripreso a sentirsi donne perché il ciclo è ricomparso, la pelle è migliorata, il capelli sono più luminosi. E, in generale, stanno e si sentono meglio.

A chi è indirizzato il vostro libro?

È rivolto a tutte le donne che hanno sentito parlare di questa sindrome, anche solo di sfuggita in occasione di una visita medica, senza darvi peso. Alle donne che hanno la sensazione che nel loro corpo qualcosa non stia funzionando correttamente ma non sanno bene perché. A quelle donne che hanno manifestato qualche disturbo legato alla femminilità, a cui però nessuno ha mai dato un nome: perché trovino qualche spunto per capire ed approfondire. Ma soprattutto ho scritto questo libro, insieme a tutte le mie collaboratrici, per le donne che hanno ricevuto questa diagnosi che non sanno come comportarsi con il loro corpo e la loro quotidianità.

Quali sono i punti di forza del vostro libro?

Questo libro spiega, con una visione più ampia possibile, cos’è la PCOS; non solo dal punto di vista biologico, ma soprattutto dal punto di vista concreto, così da poter mettere in pratica piccoli cambiamenti nel proprio quotidiano. Per capire che cos’è la femminilità per ognuna di noi; per trovarsi preparata alle visite mediche sapendo che cosa dire e che cosa chiedere; ma soprattutto per rendere una propria quotidianità semplice, gestibile e piacevole. In ogni pagina del libro, con il mio team di esperte, ho voluto essere al fianco delle donne, per fornire loro informazioni precise ma soprattutto per invitarle donne a non sottovalutare i propri sintomi e sensazioni. Un invito a sottoporsi all’attenzione del medico, verso la migliore convivenza con questa sindrome.

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Titolo: PCOS. Convivere con la Sindrome dell’Ovaio PoliCistico.

Autore del libro: Stefania Cattaneo.

Genere: Salute.

Anno di pubblicazione: 2019.

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