Curiosità scientifiche

La chimica delle emozioni

Le emozioni primarie generate nella nostra mente (paura, rabbia, disgusto, disprezzo, tristezza, gioia, sorpresa), nascono da un complesso meccanismo chimico di interazione tra stimoli esterni e sensi. Questa interazione, rielaborata dal cervello, origina lo sviluppo di emozioni derivate più articolate, le emozioni secondarie che forniscono una valenza più soggettiva, sociale e culturale al nostro vissuto (invidia, vergogna, ansia, gelosia, perdono, offesa, nostalgia, allegro, rimorso, delusione, speranza, etc). La fissazione di una emozione nella memoria per valenza o per persistenza nel tempo forma ciò che noi chiamiamo esperienza emotiva.

La rielaborazione di quest’ultima permette all’emozione di evolversi in sentimento e a sua volta l’insieme dei sentimenti legati ad un contesto esperienziale sufficientemente stabile nel tempo, forma il complesso mondo della nostra affettività. Nonostante questa articolata piramide sia indissolubilmente legata alla capacità di rielaborazione delle esperienze da parte del cervello, con caratteristiche proprie diverse da persona a persona, le neuroscienze hanno dimostrato che il substrato primario di tutta la struttura è essenzialmente chimico. 

Origine chimica delle emozioni

Le reazioni neurovegetative (pallore, rossore, tremori, sudorazione, tachicardia, stato di allerta,  ecc), motorie (scappare, correre, agitazione, iperattività, irrigidimento etc) e cognitive (allerta, torpore, ingegno, concentrazione, etc) scaturite a fronte delle emozioni, sono originate da due sistemi dell’organismo:

  • il sistema nervoso centrale, il cervello quindi, che riceve lo stimolo sensoriale e lo rielabora rilasciando specifici mediatori chimici (neurotrasmettitori);
  • il sistema endocrino, che viene stimolato dagli specifici mediatori chimici a secernere ormoni specifici secondo il contesto, i quali attivano i vari organi del corpo a fornire la risposta comportamentale dell’organismo eletta dalla selezione naturale come più adatta a rispondere allo stimolo ai fini della sopravvivenza.

Alcuni esempi di mediatori chimici prodotti dal sistema nervoso centrale con funzione inibitoria o eccitante:

  • Le endorfine: oppioidi endogeni che generano una sensazione di benessere;
  • La serotonina: neurotrasmettitore che favorisce l’attivazione dei collegamenti neuronali a livello sinaptico, dai quali dipende la prestazione celebrale della corteccia (la sua carenza è legata agli stati depressivi).
  • La dopamina: neurotrasmettitore con funzione sia eccitatoria (senso di autogratificazione) che inibitoria (termine di un’attività cognitiva o motoria) a seconda del recettore coinvolto. È implicato in molte importanti funzioni, incluso il movimento, l’attenzione, l’apprendimento e gli effetti di rinforzo nell’uso di droghe (legato all’instaurarsi delle dipendenze).
  • L’istamina: neurotrasmettitore rilasciato a livello neuronale al modificarsi della soglia di attenzione verso lo stato di allerta, innescando un’attivazione contemporanea di più aree cerebrali diverse.
  • L’adrenalina: neurotrasmettitore ed ormone che induce lo stato di allerta del sistema cardio-circolatorio e del sistema nervoso centrale ottimizzando le prestazioni fisiche e cognitive dell’individuo di fronte all’emergenza.
  • La melatonina: neurotrasmettitore ed ormone che regola il ritmo circadiano ossia l’alternanza sonno-veglia.

Esempi invece di ormoni legati alle emozioni primarie sono:

  • L’ossitocina: è l’ormone dell’attaccamento, mitiga l’aggressività a favore di un comportamento relazionale di accoglienza e di cura dell’altro
  • Il cortisolo: è l’ormone dello stress, innesca reazioni basali sia di stato di allerta, in relazione ad un pericolo potenziale o reale, sia si di risparmio energetico, per massimizzare la resistenza corporea i situazioni di sforzi prolungati o carenza alimentare e idrica.
  • Il testosterone: è l’ormone dell’attività e dell’aggressività, rende reattivi e vigili e permette di attivare i comportamenti di controllo della situazione

I neurotrasmettitori e gli ormoni rilasciati nell’organismo alla generazione delle emozioni, comportano reazioni neurovegetative specifiche che coinvolgono in maniera più o meno importante gli organi interni. 

Reazioni neurovegetative innescate dalle emozionireazioni

Organi attivati e sottoposti a sforzo dalle emozioniorgani

Funzione evolutiva delle emozioni

Il rilascio nel corpo di neurotrasmettitori ed ormoni in reazione agli eventi esterni, avviene in modo predeterminato a fronte di un lungo processo di selezione naturale delle emozioni specie specifiche, scritte nel patrimonio genetico per la loro valenza adattiva ai fini della sopravvivenza della specie in natura o nell’ambiente sociale.

  • Le emozioni primarie sono generate a livello sottocorticale ed in particolare dal sistema limbico; esse innescano reazioni molto intense, dalla rapida insorgenza e rapido esaurimento, come si confà in natura durante un’emergenza.
  • Le emozioni secondarie invece sono più lente a formarsi e più durature di quelle primarie e comportano reazioni neurovegetative di minore intensità, poichè sono mediate dall’elaborazione della corteccia cerebrale ed in particolare da quella frontale. La funzione evolutiva delle emozioni secondarie riguarda la sopravvivenza dell’individuo nell’ambiente sociale che talvolta contrasta con gli impulsi e le reazioni primarie dettate dalla stessa situazione.

Le emozioni secondarie infatti sono sottoposte al filtro del giudizio cognitivo formatosi in base al bagaglio delle esperienze della storia personale, alla cultura della società cui si fa parte, all’istruzione e quindi agli schemi ed alle concezioni generali dell’esistenza che costituiscono la visione del mondo dell’individuo.

Meccanismi compensativi delle emozioni

Altro significato adattivo delle emozioni è quello di ottenere mediante il comportamento, il riequilibrio dell’organismo dallo scompenso fisico e dell’individuo dalla destabilizzazione dello status sociale, compromessi entrambi da un evento esterno. Il riequilibrio viene ristabilito attraverso lo sfogo delle reazioni neurovegetative (pianto, risa, urla, versi, agitazione o iperattività, fuga, ecc) sfogo che rappresenta anche l’espressione comunicativa estrinseca dello stato emozionale dell’individuo.

Ad esempio:

  • la rabbia è la risposta aggressiva dell’individuo e del suo organismo per raccogliere il massimo delle prestazioni fisiche necessarie a ribellarsi ad una situazione, ma anche per conquistare o per far rispettare la propria posizione sociale.
  • la paura è lo stato di allerta che predispone l’anticipazione del pericolo, evitando una imprudente esposizione ad esso ed inducendo ad attrezzarsi debitamente ad affrontarlo.
  • la tristezza è la risposta inibitoria dell’organismo alla mancanza di qualcosa, permette di bloccare gli impulsi sviluppati da un’esperienza che non si presenterà più a breve, per evitare reazioni e comportamenti impropri.
  • il disgusto è la reazione anticipatoria dell’organismo per prevenire l’esposizione ad un esperienza potenzialmente dannosa o che che potrebbe o ha già inferto dolore fisico o emotivo.
  • la gioia è l’espressione estrinseca di uno stato di euforia al fine di riequilibrare l’accelerazione del ritmo cardiocircolatorio da esso derivata.

Rispetto al complesso mondo delle emozioni è importante che l’individuo trovi le strategie per ristabilire il riequilibrio dello scompenso fisico neurovegetativo causato dalla reazione allo stimolo esterno. Se infatti le emozioni primarie sono di breve durata e quindi risultano meno invasive per il fisico poiché sottopongano gli organi ad intensi sforzi per periodi molto limitati e circoscritti nel tempo, le emozioni secondarie invece hanno una vita molto più prolungata e quindi possono alla lunga influire negativamente sul corpo.

A questo fine è molto utile svolgere attività fisiche che comportano rilassamento o sfogo dell’organismo, nonché assumere cibi e comportamenti che non vadano ad affaticare ulteriormente gli organi già sottoposti a sforzo dallo stato emotivo.

Alcuni esempi di attività e comportamenti compensativi degli stati emozionali specie se frustranti, sono i seguenti:

  • ritmi di vita regolari
  • ritmi sonno-veglia regolari ed adeguati in durata
  • sport aerobici
  • attività fisiche anaerobiche
  • tecniche di rilassamento
  • tecniche di respirazione
  • stretching
  • ascolto della musica
  • attività creative
  • interazioni sociali soddisfacenti
  • divertimento e risa
  • rapporti affettivi soddisfacenti

Liceo scientifico, laurea in filosofia indirizzo psicologico, background didattico umanistico, proveniente dal Technical Writing, attualmente articolista online BioPills e WebCopywriter per Mind The Value dopo essere lungamente stata analista informatico in ambito Telco, Energy e Distribuzione. Amo scrivere e adoro il cinema, particolarmente quello d'autore, sulla Shoah, quello psicologico e le saghe per bambini. Ultimamente sono approdata alla scrittura creativa, al componimento di racconti e di un primo libro. Sono mamma di tre ragazzine di cui l'ultima affetta da Sindrome Charge. Hobbies: Yoga Ratna, scrittura creativa, cinema, trekking, scoutismo, volontariato caritas, musica e danza classica, ricerca su Sindrome Charge, pediatria e riabilitazione in età evolutiva

🎓 Impara a divulgare la scienza!

È online il nostro corso "Divulgare la scienza: istruzioni per l'uso". Impara come parlare di scienza in modo chiaro, efficace e, soprattutto, senza far scappare il pubblico. Associati per accedere al corso e a tutti i nostri servizi riservati per i soci BioPills APS.

7 risposte a “La chimica delle emozioni”

  1. Avatar Felix
    Felix

    Articolo interessante molto interessante e ben scritto

    1. Avatar Elena De Donato
      Elena De Donato

      Grazie Fabrizio, è stato un lungo lavoro l’argomento è complesso e le conoscenze frammentate ma ne sono venuta a capo 😉

  2. Avatar paola

    Bell’articolo Elena, complimenti! xxxx

    1. Avatar Elena De Donato
      Elena De Donato

      Many many thanks Paola 🙂 !!

  3. Avatar Davide Bassu
    Davide Bassu

    Gent.ma dott.ssa De Donato,
    grazie per l’articolo che ha scritto, mi è stato molto utile per un’attività che ho svolto con il mio clan sul corpo come principale strumento di relazione.
    Grazie e Buona Strada
    Davide Bassu

  4. Avatar Chiara
    Chiara

    Salve dott.ssa, vorrei approfondire l’argomento mi potrebbe consigliare qualche lettura a riguardo?
    Grazie in anticipo!

  5. Avatar Elena De Donato
    Elena De Donato

    Salve Chiara, consiglio sicuramente la lettura della teoria Polivagale di Porge e il testo “Il corpo accusa il colpo” di Bessel Van Der Kolk

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.