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Botanica sistematica: cos’è e cosa studia?

La sistematica vegetale è una branca della botanica che si occupa di studiare la diversità degli organismi viventi vegetali. In passato era vista come una scienza descrittiva degli organismi viventi mentre ora è definita come l’organizzazione degli organismi in rapporti gerarchici/evolutivi. Le relazioni evolutive sono dunque il soggetto della sistematica moderna.

Il concetto di “morfospecie”

L’unità tassonomica fondamentale è la specie: in biologia vegetale, in particolare, la “Morfospecie” è un elemento di valore nella descrizione della pianta. La morfospecie è la definizione di specie in base alle sue caratteristiche morfologiche: è l’insieme di individui morfologicamente simili fra loro più di quanto non siano simili ad altri individui, sulla base di caratteri stabili e trasmissibili alla discendenza. Il concetto di specie morfologica è talvolta basto sul riconoscimento di minime differenze tra taxa ed il rischio di errore è elevato. È quindi idoneo solo se le caratteristiche distintive sono molto chiare e nette. Si è inoltre introdotto il concetto di sottospecie: categoria inferiore alla specie che deve essere geneticamente fissata a scapito dell’ambiente in cui la pianta cresce.

Altre definizioni di specie

In biologia ci sono inoltre altri concetti di specie che si basano su proprietà distinte:

  • Specie biologica: la specie è costituita da “popolazioni di individui in grado di incrociarsi fra di loro effettivamente o potenzialmente per produrre una discendenza a sua volta fertile, riproduttivamente isolate da altre popolazioni simili“. Questa definizione tuttavia non è molto applicabile al mondo vegetale dato che qui le barriere sessuali sono labili. Circa il 70% delle specie vegetali sono infatti ibride. In alcuni casi le piante si autofecondano per diffondere la specie e dunque è difficile dimostrare l’interfertilità. Le piante possono anche riprodursi per diverse vie asessuate;
  • Specie evolutiva: per gli evoluzionisti la specie è una sequenza di popolazioni che discendono da un progenitore comune e che si evolvono separatamente da altre popolazioni simili in un certo luogo e per un certo periodo di tempo.

Le specie non esistono nella realtà, sono delle forzature dettate dalla forma mentis dell’uomo. Il concetto di morfospecie è dunque quello più funzionale per studiare le piante sul campo. La maggior parte delle specie oggi classificate nelle flore nazionali e mondiali sono basate sulle caratteristiche morfologiche degli individui che le compongono.

Fonte: Botanica generale e diversità vegetale, di Cinzia Forni, Gabriella Pasqua e Giovanna Abbate

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