Lavoro

Biologo Marino di Resort Turistico

Vi abbiamo già parlato dei professionisti della biologia marina, raccontandovi chi è e cosa fa un Ecologo Marino. Spulciando le offerte di lavoro sui siti dedicati, si scopre però che il Biologo Marino viene spesso ricercato anche nell’ambito dei servizi al turismo internazionale. Per raccontarvi anche di questa figura e distinguerla da altre professioni parzialmente sovrapponibili, coniamo allora la dicitura Biologo Marino di Resort Turistico.

Nel mondo inglese è detto Resident Marine Biologist, e si occupa principalmente di divulgazione a contatto con gli ospiti dei villaggi turistici nelle località marine tropicali. Al contempo, monitora e protegge l’ambiente marino, assicurandosi che il resort non abbia un impatto negativo.

Per apprezzare le particolarità di questo lavoro, intervistiamo per voi Giulia Pellizzato, per anni Biologa Marina di Resort Turistico alle Maldive.

Puoi seguire Giulia anche sul suo sito e sulla sua pagina Instagram “My Salty Adventures”.

In che contesto opera il Biologo Marino di Resort Turistico

Sono molte le zone costiere del sud del mondo, tipicamente prossime alle fasce tropicali, che i turisti scelgono per le proprie ferie. Ad accoglierli ci sono i resort, villaggi vacanze che spesso fanno parte di grandi catene internazionali. In queste strutture, i turisti troveranno le migliori comodità, assieme a pacchetti di attività ricreative, di esplorazione e di relax.

Fortunatamente, c’è sempre maggiore attenzione all’impatto delle attività umane sull’ambiente, e questo vale anche nella clientela internazionale dei villaggi vacanze. Sono loro stessi, infatti, a premiare le strutture più attente all’ambiente, scegliendo quelle che assumono Biologi Marini di Resort. Non accompagnatori di escursioni, non istruttori di snorkeling e nemmeno animatori, ma esperti del mare, capaci di istruire i turisti a cos’è davvero, sensibilizzandoli alla sua tutela.

Biologo Marino escursione turistica

Credits: MaRHE Center

Per dare un’idea dell’importanza del suo lavoro, Giulia racconta che non è scontata alcuna conoscenza, nemmeno basilare, degli ecosistemi marini. Molte persone osservano il mare solamente dalla terraferma e lo percepiscono come una distesa d’acqua vuota. Ignorano che contiene numerose forme di vita, salvo forse il pesce che mettono sulle proprie tavole.

Le strutture ricettive hanno quindi tutto l’interesse a valorizzare il turismo internazionale intercettando le richieste della clientela in direzione di una maggiore sostenibilità. Una situazione quasi ideale in cui mettere in atto politiche di Corporate Social Responsibility, insomma, paga tutte le parti in causa.

Le buone disponibilità dei gruppi alberghieri internazionali garantiscono ai Biologi Marini di Resort Turistico dei budget solidi. Sarà loro cura ripartirli tra le attività di divulgazione e sensibilizzazione, di monitoraggio della salute del mare e le azioni di conservazione ambientale e mitigazione dell’impatto del resort.

Come lavora un Biologo Marino di Resort Turistico

Il lavoro del Biologo Marino di Resort Turistico ha una duplice natura. Da un lato deve divulgare e sensibilizzare clienti e colleghi sulla tutela dell’ambiente marino. Dall’altro si occupa attivamente di monitorare la salute del mare e di agire per migliorarla.

In entrambi i casi, il cuore delle sue attività all’interno del resort è un Centro di Biologia Marina. La complessità di questa struttura può variare molto, e dipende dalla disponibilità economica, dall’attenzione della proprietà del resort verso i Biologi Marini e dalla loro iniziativa e competenza.

Dietro questa denominazione, infatti, possono celarsi semplici uffici dotati di scrivania, computer e microscopio, come anche strutture articolate e multifunzionali. Nei Centri più complessi, infatti, trovano spazio ambienti differenti, dedicati a progetti di conservazione e di divulgazione scientifica. Per esempio, spesso c’è un centro visite rivolto ai turisti, concepito come un museo interattivo ricco di pannelli e installazioni. Altri centri hanno a disposizione laboratori con acquari destinati alla crescita dei coralli in ambiente controllato, al di fuori del mare.

Il Biologo Marino di Resort fa divulgazione sull’ambiente marino

Divulgare e sensibilizzare i clienti è la priorità di qualsiasi Biologo Marino di Resort Turistico, il compito primario per cui viene assunto. In termini generali, creano programmi educativi e pacchetti di attività, generalmente già incluse nel prezzo del soggiorno, per accompagnare i clienti a:

  • conoscere l’ambiente marino
  • sapere come possiamo impattarlo con l’attività turistica
  • capire quali comportamenti evitare per proteggere e preservare habitat caratteristici, come la barriera corallina nelle zone tropicali o le praterie di Posidonia oceanica nel Mediterraneo
  • imparare attraverso attività interattive come si monitora la salute dell’ambiente costiero

Questo percorso ha successo se, visitando un altro litorale, i clienti sapranno valutarne lo stato di salute e se imparano a ridurre il proprio impatto. Veicolare contenuti affinchè i clienti imparino qualcosa e si avvicinino all’oceano richiede però creatività, impegno ed esperienza. Giulia ci racconta il suo modus operandi che prevedeva l’ideazione di attività differenti per adulti e bambini.

Le attività rivolte ai bambini, infatti, richiedono la maggiore creatività. Giulia ha ideato negli anni un percorso di attività ludiche e didattiche, ciascuna su uno specifico aspetto del mare – mante, tartarughe, coralli… – che ricordano le attività di un campo estivo.

Biologo Marino Workshop di Biologia Marina

Credits: My Salty Adventures

Agli adulti proponeva invece dei workshop che cominciavano in ufficio con una presentazione sul tema della giornata e continuavano con un’esperienza sul campo, per visualizzare immediatamente quanto appreso.

Questo significa trasferirsi in acqua e osservare il reef, per esempio notando le differenze tra un corallo in salute e uno malato. Poi, usando tecniche di monitoraggio standard, sarà possibile raccogliere dati sulla numerosità dei coralli in cattiva salute. I dati raccolti possono essere condivisi con altri Biologi Marini per trarre conclusioni più generali sulla salute delle barriere coralline. In questo i workshop sono molto simili ad attività di Citizen Science.

Il Biologo Marino di Resort studia l’impatto ambientale del turismo…

Una curiosità sulla professione del Biologo Marino di Resort Turistico è che, formalmente, non è pagato dalla proprietà della struttura ricettiva per svolgere attività di monitoraggio ambientale. Lo fa ugualmente, con il supporto dei clienti durante i workshop oppure in solitaria. Giulia giustamente sottolinea che preservare l’ambiente, raccogliere dati e condividerli è un po’ il modo d’essere, la forma mentis del Biologo Marino.

Questa attività serve soprattutto a valutare l’influenza delle strutture turistiche sul mare, ma intercetta anche ripercussioni ambientali di scala più ampia. Per esempio, alle Maldive la barriera corallina è spesso a ridosso dei resort, cosa che la rende estremamente vulnerabile agli inquinanti che rilasciano. Al contempo, i coralli sono minacciati dal riscaldamento globale e dai conseguenti episodi di sbiancamento. Per questo la rete di Biologi Marini che opera nei resort collabora con il Ministero dell’Ambiente locale nella raccolta dei dati relativi agli eventi di coral bleaching. Per farlo, Giulia faceva frequenti immersioni per valutare lo stato di salute dei coralli e registrava parametri come pH, salinità e temperatura dell’acqua.

Biologo Marino Immersione

Credits: My Salty Adventures

Nel villaggio turistico il Biologo Marino è spesso l’unico con competenze ambientali reali, il solo capace di intervenire per tutelare l’ecosistema. Le sue attività scientifiche, quindi, non sono sempre comprese dagli altri dipendenti, proprietà inclusa. Paradossalmente, questo significa grande autonomia operativa senza alcuna supervisione.

… e cerca di mitigarlo

Il Biologo Marino deve, però, farsi capire chiaramente da colleghi e superiori quando serve ridurre l’impronta ecologica del resort. Sta a lui, infatti, monitorare l’attività del resort affinché non abbia un impatto negativo sul reef e documentare adeguatamente le situazioni che richiedono di agire. Sempre lui darà indicazioni concrete su come modificare le attività del resort.

Un esempio può essere l’eventualità in cui il personale del reparto Housekeeping sversi in mare i prodotti utilizzati per la pulizia delle camere, mettendo a serio rischio la salute del reef. Anche i dipendenti del resort, come i clienti, spesso non hanno nemmeno un’alfabetizzazione ecologica di base e quindi non hanno idea delle conseguenze delle proprie azioni sulla vita marina. Starà, quindi, al Biologo Marino di Resort argomentare con le giuste persone per convincerle della necessità di cambiare pratiche, istruire il personale sulla presenza di delicati ecosistemi marini e formarlo su come evitare di danneggiarli.

Un’altra eventualità ricorrente è l’avvistamento notturno di una tartaruga marina sulla spiaggia. Senza il Biologo Marino a dare indicazioni, non è detto che il personale della sicurezza del resort sappia che l’esemplare è probabilmente una femmina che vuole deporre le uova, né come proteggere il sito di nidificazione.

Nella sua veste di unico esperto di impatto ambientale e sostenibilità nel villaggio vacanze, infine, è al Biologo Marino che i gestori si rivolgono per disciplinare molti aspetti che in altri contesti sono riservati ai Sustainability Manager. Per ottenere delle certificazioni eco-friendly richieste dalla clientela, infatti, spesso i resort si impegnano a usare meno plastica, a fare la raccolta differenziata e a smaltire meglio i rifiuti. Giulia evoca un’occasione in cui, occupandosi di questi aspetti, ha scoperto che lo scarico fognario del resort dove lavorava andava direttamente sul reef, e ha dovuto lottare per cambiare lo stato di cose.

Chi può fare il Biologo Marino di Resort

Per diventare Biologo Marino di Resort serve innanzitutto una solida formazione scientifica: sono generalmente richieste lauree in Biologia Marina, Scienze del Mare o Scienze Naturali, soprattutto se si intende lavorare all’estero, dove la laurea è necessaria anche per ottenere il visto. È inoltre fondamentale possedere una licenza diving almeno di livello Rescue, che garantisca autonomia e sicurezza durante le immersioni.

Oltre alla preparazione accademica e a una buona conoscenza della lingua inglese, contano molto le caratteristiche personali. Questo lavoro richiede infatti passione per il mare, capacità di comunicare con il pubblico e un forte spirito di indipendenza: il Biologo Marino è quasi sempre l’unico esperto presente nel resort e deve quindi ideare attività, proporre monitoraggi e richiedere in autonomia strumenti e materiali. Chi non ama il contatto con le persone o fatica a prendere iniziative difficilmente si troverà a proprio agio in questo contesto.

Un altro requisito imprescindibile è l’etica professionale. Può capitare che la direzione o gli ospiti richiedano pratiche dannose per l’ambiente marino, come dare da mangiare agli squali o ad altri pesci. In questi casi il Biologo deve saper dire di no, spiegando le conseguenze ecologiche e opponendosi a decisioni che metterebbero a rischio la salute degli ecosistemi e la sicurezza delle persone. È quello che ha fatto Giulia quando la direzione del resort dove lavorava intendeva proporre agli ospiti di nutrire gli squali. Riuscì a dissuaderla rifiutandosi con fermezza di organizzare l’attività e tenendo il punto con coraggio, integrità e validissime argomentazioni.

Cosa aspettarsi

Il Biologo Marino di Resort è un mestiere “di frontiera”, uno spazio da colonizzare in un contesto che lo comprende poco, lasciandolo con ampi margini d’azione. Le sue mansioni giornaliere, il suo ruolo scientifico e persino la struttura dei centri di biologia marina prendono forma su impulso e iniziativa del singolo professionista, dalle sue competenze e dal suo afflato etico.

Una giornata tipo ruota attorno agli orari di ufficio del centro di biologia marina, ma lavorare in un resort significa essere sempre a disposizione. Per esempio, possono essere previsti cocktail con gli ospiti o presentazioni serali, e c’è sempre la possibilità di dover intervenire quando, di notte, vengono avvistate tartarughe in deposizione sulle spiagge del resort.

Inoltre, come è facile immaginare, è un lavoro totalizzante e difficilmente conciliabile con la vita privata. Il Biologo Marino sigla contratti annuali con la proprietà del resort e in quel periodo vive nel villaggio vacanze, spesso su un’isola poco collegata. A disposizione ha solamente una stanza, agli inizi probabilmente in condivisione. Avrà inoltre poca privacy, perché il resort è una comunità molto piccola in cui si finisce per frequentare sempre le stesse persone. Il personale del resort tende a ritrovarsi in una piccola area staff, separata dagli ambienti frequentati dagli ospiti e, in particolare nei resort di lusso, ci sono spesso dei rigidi codici di comportamento e standard di vestiario da rispettare per entrare in contatto coi clienti.

Giulia assicura che, nonostante tutto, un’esperienza del genere vale assolutamente la pena per chi trova senso e compimento in quello che fa.

La carriera del Biologo Marino di Resort

Finché dura, inoltre, c’è spazio per una crescita professionale. I neolaureati alle prime armi, infatti, verranno assunti con un livello da Supervisor e responsabilità limitate a qualche attività con gli ospiti e qualche monitoraggio. Con il crescere di esperienza e anzianità di servizio, però, è possibile avanzare nel ruolo di Manager del centro di biologia marina, svolgendo programmi più complessi con la responsabilità di gestire il proprio budget dedicato. Un Manager deve avere una visione d’insieme di ciò che succede nel resort, coordinarsi con gli altri reparti e aiutare a definire dei pacchetti di attività da proporre ai tour operator. L’ultimo livello è il Senior Manager, che nei centri di biologia marina più grandi coordina altri Biologi Marini livello Supervisor e sigla collaborazioni di ampio respiro con le ONG.

Nonostante queste prospettive, è raro trovare Biologi Marini di Resort sopra i 37 anni. Questo lavoro è usualmente visto come una parentesi di vita che non può estendersi indefinitamente. La maggior parte dei Biologi Marini si muove verso altri settori già verso i 32-33 anni, ricca di questa esperienza e delle preziose competenze maturate. Proprio come ha fatto Giulia, che ora è consulente dei resort per aiutarli a sviluppare i centri di biologia marina e divulgatrice sull’ambiente marino.

Biologo e divugatore scientifico versatile, in BioPills faccio parte della redazione del magazine, ideo attività per le scuole e aiuto a sviluppare e formare la community dei collaboratori. Fuori da questa gabbia di matti, la mia esperienza da freelance spazia dalla comunicazione istituzionale alla scrittura medica, dalla moderazione di eventi alla creazione di contenuti per il web, fino alla didattica nelle scuole. Tengo corsi di comunicazione e di orientamento alla carriera nelle bioscienze, ho lavorato con università, aziende e progetti indipendenti. Ho sempre avuto un obiettivo chiaro: rendere la scienza accessibile, coinvolgente e utile per chi la ascolta. La scienza si può raccontare in tanti modi, e io voglio farlo al meglio. Ps. Vi ho già detto che ho il pallino dei lavori da Biologo?

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