Bioetica: tra progresso e morale

La bioetica viene generalmente definita come la scienza che, mediante un approccio interdisciplinare, studia gli aspetti morali legati ai fenomeni riguardanti la vita, in particolare in campo medico e nella ricerca scientifico-tecnologica. Negli ultimi anni la bioetica è sempre più al centro del dibattito pubblico anche a seguito dello sviluppo sempre più rapido di tecnologie che influenzano le scienze umane. I casi più recenti risalgono proprio agli ultimi mesi. Il 25 novembre 2018, infatti, lo scienziato cinese He Jiankui ha annunciato la nascita, avvenuta all’inizio del mese, di due bambine: la loro particolarità? Essere geneticamente modificate. È il primo risultato di un esperimento condotto dal ricercatore e dal suo team della Southern University of Science and Technology di Shenzhen basato sull’utilizzo di CRISPR/Cas9 con lo scopo di rendere i soggetti immuni a particolari malattie. Più precisamente è stato inattivato il gene Ccr5, che codifica per una proteina considerata la “porta d’ingresso” per l’Hiv, rendendo di fatto gli embrioni resistenti al virus.

Zhong Zhong, uno dei macachi clonati Credit: Qiang Sun and Mu-ming Poo, CAS

Esattamente due mesi dopo, sempre dalla Cina sono arrivate le prime notizie sulle cinque scimmie nate a seguito di clonazione. Per la prima volta è stata usata la stessa tecnica utilizzata per la pecora Dolly ma stavolta su primati. Il genoma prima della clonazione é stato modificato con la stessa tecnica delle due gemelline, stavolta per studiare le reazioni degli organismi alle variazioni dei ritmi circadiani. Le scimmiette sono state rese insonni a seguito dell’attivazione del gene Bmal1.

I due esperimenti hanno sollevato numerose polemiche, e sono stati fatti addirittura paragoni con l’eugenetica della Germania nazista per la creazione della famigerata “razza ariana”. Ma tra gli anni ’40 e il 2019 ne è passato di tempo, quindi cosa è veramente l’etica oggi, e come viene applicata alla biologia e alla medicina?

Cenni storici

Fritz Jahr

Le prime testimonianze e definizioni risalgono al 1847 con il codice dell’etica medica dell’American Medical Association, ma il termine bioetica fu coniato solamente nel 1927 da Fritz Jahr, che parlò di “imperativo bioetico” (riprendendo il concetto di Kant) legato allo sfruttamento di flora e fauna da parte dell’uomo.

Il significato attuale, invece, è stato descritto, per la prima volta dall’oncologo Van Rassenlauer Potter nel 1971, che definì la bioetica come “la scienza che consente all’uomo di sopravvivere utilizzando i suoi valori morali di fronte all’evolversi dell’ecosistema”. Questa definizione è stata rivista poi dall’Encyclopedia of Bioethics che nel 1995 la definisce come “lo studio sistematico delle dimensioni morali – comprendenti la visione morale, le decisioni, la condotta, le politiche delle scienze, della vita e della cura dalla salute, attraverso una varietà di metodologie etiche in un contesto interdisciplinare.”

Applicazioni

Da un punto di vista pratico, la bioetica si occupa soprattutto di aspetti legati al campo medico e della ricerca scientifica, raggruppabili in tre categorie:

  • Inizio vita: Aborto, diagnosi prenatale, controllo delle nascite e fecondazione assistita
  • Fine vita: Eutanasia, dichiarazione anticipata di trattamento (conosciuta anche come “testamento biologico” e definizione di morte
  • Biotecnologie: OGM, ingegneria genetica e trapianti

I problemi della bioetica sono affrontati seguendo quattro principi morali formulati da Tom Beauchamp e James Childress e inseriti nel loro manuale “Principi di etica biomedica”. Questi vengono pesati e utilizzati a seconda delle circostanze:

  • Principio di Autonomia: diritto del paziente di accettare o rifiutare il trattamento;
  • Principio di Beneficenza: il personale sanitario deve agire tutelando l’interesse del paziente
  • Principio di Non Maleficenza o primum non nocere: il personale sanitario non deve causare danno al paziente;
  • Principio di Giustizia: distribuire in maniera equa le risorse riservate ai trattamenti in caso di disponibilità limitata

La legislazione a livello internazionale è affidata all’ International Bioethics Committee, una sezione del programma sulla scienza e la tecnologia dell’UNESCO, nata nel 1993 e composta da 36 esperti. Il programma di lavoro di questa commissione per il periodo 2017-2019 prevede un focus su due temi in particolare:

  • La responsabilità nei confronti della salute (art. 5 della Dichiarazione Universale sulla bioetica e i diritti umani del 2005) e il rispetto del principio di Autonomia
  • Le nuove configurazioni parentali/familiari di fronte alle nuove tecnologie, con una riflessione sulle interazioni tra sviluppo tecnologico e sociale che stanno portando a nuove forme di genitorialità.

La situazione italiana

In Italia, i principi della bioetica vengono seguiti fin dai primi anni ’80, con due correnti di pensiero. La prima, più tradizionale, con richiami religiosi, mette al centro la sacralità della vita mentre la seconda, di stampo laico, basa tutto sulla qualità della vita e su come il soggetto possa decidere in totale autonomia.

Nonostante i diversi temi bioetici siano oggetto di accesi dibattiti di pubblico interesse, non esiste in Italia una vera e propria legislazione a riguardo. Infatti, il Parlamento italiano ha prodotto solo due leggi: una sui trapianti d’organo, che risale al 1999; l’altra sul testamento biologico, approvata nel 2017 ed entrata in vigore il 30 gennaio 2018. Inoltre è attualmente al vaglio una proposta di legge per la legalizzazione dell’eutanasia.

Nel nostro paese sta prendendo piede anche un nuovo concetto, quello di bioetica globale, che estende i principi della bioetica tradizionale anche a forme di vita non umane.
Il tema centrale rimane la difesa della vita in tutte le sue fasi di sviluppo e crescita, e questa non viene più relegata solo all’ambito bio-medico ma anche a quello ecologico-ambientale. Infatti con questa concezione si va a considerare come punto cardine la sopravvivenza dell’intera biosfera, includendo quindi tutti gli esseri viventi all’interno di un grande sistema.

Conclusioni

La bioetica considera un approccio ai temi legati alla vita con un atteggiamento di responsabilità invitando l’essere umano ad agire nel rispetto della vita stessa e della sua integrità.

Riferimenti

  • First monkeys cloned with technique that made Dolly the sheep – nature
  • Russo G. (a cura di), Storia della bioetica. Le origini, il significato, le istituzioni, Roma, Armando Editore, 1995
  • Beauchamp T., Childress J., Principles of Biomedical Ethics, New York, Oxford University Press, 1994, 4° ed.

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