Baobab: i giganteschi alberi simbolo dell’Africa

Il baobab è una pianta nativa africana spettacolare: imponente nelle dimensioni oltre che importante ed utile per le numerose risorse che fornisce agli uomini delle popolazioni locali e agli animali. Un simbolo ricco di tradizioni e proprietà in una terra affascinante.

L’origine del nome

Il nome scientifico è Adansonia digitata, ma il suo nome comune deriva dall’arabo buhobab, “che ha molti semi”, un’espressione utilizzata secoli fa al Cairo dai commercianti che vendevano i frutti di questo albero. Esso è conosciuto anche con molti altri nomi locali tra i quali dead-rat tree (per l’aspetto dei suoi frutti), monkey-bread tree (per la consistenza dei suoi frutti) e upside-down tree (per i suoi rami spogli che sembrano radici) e kremetartboom dalla lingua afrikaans, cioè l’albero della crema di tartaro, poiché la polvere biancastra contenuta nei suoi frutti venne erroneamente scambiata per crema di tartaro. I sopracitati sono gli appellativi comuni più conosciuti, ma se ne aggiungono altri come per esempio quelli in lingua hindi.

Localizzazione, dimensioni ed età

I baobab si originarono milioni di anni fa in Africa orientale e successivamente i suoi semi si dispersero in altre parti del mondo generando nuove specie. In Madagascar esistono sei specie esclusive che non si trovano al di fuori di questo territorio. In Australia si trova la A. gregorii. Il baobab è presente naturalmente nella maggior parte dei paesi del Sahara. Solitamente crescono come individui solitari, ma talvolta anche in piccoli gruppi nell’ecosistema della savana dalla provincia di Limpopo nel Sud Africa fino all’Africa occidentale e nel deserto dell’Eritrea nell’Africa settentrionale.

In ogni caso, il terreno adatto al loro sviluppo è arido o semi-arido e con sabbia poco profonda. Il baobab è una specie estremamente longeva, si dice che alcuni individui abbiano più di 1000 anni, e generalmente arrivano a raggiungere un’altezza di 20-30 metri con un diametro dai 2 ai 10 metri nell’età adulta.

Scheda botanica

Radici

La prima radice prodotta dalla piantina di un giovane baobab è un fittone dal quale successivamente si svilupperanno le altre radici laterali. Nell’insieme il sistema radicale non è molto sviluppato in profondità, ma è fittamente esteso affinché possa assorbire tutta l’acqua piovana disponibile. Le radici sono spesso esposte sulla superficie del suolo, se questo è sottoposto a processi di erosione, o eventualmente su una roccia.

Tronco e corteccia

Circa il 70% di massa totale del tronco è costituita da acqua, infatti l’aspetto è quello di una struttura gonfia e spugnosa, sebbene sia piuttosto duro al tatto. Il quantitativo elevato di acqua garantisce all’albero non solo la sopravvivenza durante la stagione secca, bensì anche la verticalità. Infatti, alla morte del baobab, il tronco collassa al suolo formando un cumulo di fibre di legno disidratate. Gli alberi maturi sono spesso cavi, e quando sono ancora giovani, se il tronco si danneggia, sono in grado di produrre uno o due steli che cresceranno come tronchi principali. Le cavità dei baobab sono tipicamente così ampie che in passato venivano utilizzate dagli uomini come uffici postali o addirittura prigioni!

Il legno poroso e leggero è adatto per la costruzione di canoe, cestini e salvagente da rete da pesca. La corteccia di baobab è grigia, tendente alla colorazione marrone o alle sfumature del rame. Essa ha una straordinaria capacità di rigenerazione e, al di sotto, si trovano fibre nutritive per uomini ed elefanti. Il sottile strato verde sottostante alla corteccia grigia sembra incrementi l’attività fotosintetizzante dell’albero. Le fibre della corteccia sono adatte a realizzare corde resistenti, spaghi e tessuti.

Foglie

Una foglia matura è composta da un minimo di 4 fino a un massimo di 9 foglioline, le quali possono portare l’intera foglia a un diametro di 20 cm. Gli stomi della pagina inferiore sono più larghi se confrontati con quelli di altre specie e ciò comporta una maggiore perdita d’acqua. Per limitare questo, le foglie cadono durante la stagione secca e gli alberi rimangono rigogliosi solo cinque mesi l’anno, per esempio in Sud Africa da novembre a marzo. Le tribù locali si nutrono delle foglie cotte come spinaci. Il vantaggio è che possono essere conservate secche per molti mesi prima di essere mangiate. Hanno un alto contenuto di aminoacidi, vitamine e minerali e sono un ottimo mangime per animali.

Fiori

I fiori sono grandi, bianchi e rilasciano un odore intenso. Per il loro aspetto vengono spesso confusi per i frutti. I fiori sbocciano prima e durante la stagione piovosa, dunque da novembre a gennaio, ma sbocciano di notte e rimangono aperti solo per 18 ore, dopo di che i petali cadono. Nelle aree secche un baobab può impiegare anche 200 anni prima di produrre qualche fiore. Mentre questo tempo si riduce a 23 anni se l’albero viene innaffiato regolarmente ogni giorno.

Frutti

I frutti hanno forma allungata e possono arrivare a pesare anche 2 kg con 400 semi circa. Hanno un guscio duro ricoperto da alcuni peli molto corti che gli conferiscono una consistenza vellutata. Al suo interno si trova una polvere biancastra in cui i semi sono legati ad alcune fibre di colore rosso. Per le proprietà nutritive della sua polvere è denominato “Africa’s superfruit”. Essa è commestibile e apporta alla dieta umana buone quantità di calcio, magnesio e vitamina C, oltre a potassio, ferro e fibre.  La polpa del frutto è ricchissima di vitamine, in particolare di vitamina C, e minerali, ed è anch’esso un alimento comune in molte tribù locali. La maturazione del frutto è raggiunta dopo 4-5 mesi, al termine del quale esso si stacca e, cadendo al suolo, il guscio si rompe.

Semi

I semi sono grandi circa 1 cm, di colore scuro, a forma di rene. Il centro del seme è morbido e dal sapore che ricorda le noci. I semi sono componenti di diversi piatti tipici tradizionali. Inoltre, da essi si estrae un olio particolarmente utile nell’industria cosmetica.  Questi oli contengono elevate quantità di Omega 6 e numerosi acidi grassi. Grazie al rapido ed efficace assorbimento sulla pelle, si producono svariate creme idratanti, lozioni e unguenti. Ma del seme non si butta via nulla! Infatti, il guscio viene usato come alimento per gli animali, e dopo cottura, anche per gli uomini.

Riproduzione

I maggiori responsabili dell’impollinazione dei fiori di baobab sono i pipistrelli e gli sfingidi (una famiglia di lepidotteri), ma non mancano uccelli e altri insetti. Come succede comunemente, il polline si attacca al corpo di questi animali, quando questi succhiano il nettare dei fiori. Questi sono adatti all’impollinazione da parte di tali animali, poiché sono larghi, robusti, posizionati alla fine dei rami e si aprono durante le ore notturne. Interessante il fatto che solo alcuni fiori si aprono di notte in modo da spingere gli impollinatori a cercare altri alberi e favorire così l’impollinazione incrociata. Una volta avvenuta l’impollinazione, segue la fecondazione e dunque la crescita di una piccola piantina di baobab (fase di germinazione). I giovani baobab comunque differiscono molto nell’aspetto rispetto agli individui adulti: la corteccia è liscia e i rami sono filiformi.

Il presente e il futuro del baobab

I baobab contengono delle sostanze che provengono dal frutto, dal legno, dalla corteccia, e dalle foglie, considerate curative. Queste parti del baobab sono usate come panacea, cioè utili per trattare ogni malessere in generale e specialmente alcune malattie di cui si è documentata l’efficacia curativa attraverso l’utilizzo di questo albero, come per esempio, malaria, tubercolosi, febbre, infezioni da microbi, diarrea, anemia, dissenteria e mal di denti. Questo albero rappresenta una ricchezza non solo per gli uomini, bensì anche per gli animali. Alcuni esempi sono: i pipistrelli e gli insetti si nutrono del nettare di baobab, molti uccelli costruiscono i loro nidi sui suoi rami altissimi, gli elefanti ne raschiano la corteccia e si nutrono di essa e i babbuini si cibano dei suoi frutti.

La causa più probabile della riduzione di baobab viventi è la distruzione delle piantine da parte degli animali domestici che se ne cibano. Un’altra causa di tale decremento è la trasformazione degli ambienti in cui naturalmente i baobab crescono. Inoltre, anche la crescita eccessiva di corteccia, che si forma per riparare le ferite, provoca la morte dell’albero perché esso perde molta acqua e si espone alle malattie. In questa condizione il baobab assume una colorazione nero-carbone. Tuttavia, tale condizione può risanarsi qualora le piogge diventino abbondanti e la crescita di corteccia rallenti.

Il Sud Africa è uno dei pochi paesi africani che possiede leggi per la tutela dei baobab. The Forest Act ne vieta l’abbattimento e il progetto the Champion Tree nasce per protegge singoli alberi importanti a livello storico o ambientale nel paese, come il Sagole e il Sunland.

Fonti

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