Integratori alimentari: la normativa e l’uso razionale

Negli ultimi decenni lo stile di vita delle persone è radicalmente cambiato. Viviamo in una società piuttosto dinamica dove la frenesia e lo stress fanno da padroni. Questo si ripercuote inevitabilmente sulle abitudini di tutti noi, alimentazione inclusa. Molti, per assecondare questi stili di vita seguono una dieta a base di cibi comodi e veloci da preparare avendo molto spesso la sensazione di non assumere tutti i nutrienti necessari. Questo è uno dei principali motivi che spingono le persone ad acquistare integratori alimentari.

All’interno dell’Unione Europea con la dicitura “integratore alimentare” si intende una categoria di prodotti specifici e normati. Una prima definizione è contenuta nella direttiva 2002/46/CE del 10 giugno 2002 che in Italia è stata attuata con il decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169.

Cosa sono gli integratori alimentari?

Per “Integratore alimentare” intendiamo i prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare ma non in via esclusiva aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate.

Il decreto legislativo è stato poi integrato con il decreto ministeriale del 9 luglio 2012 sulla “Disciplina dell’impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali” che è stato recentemente abrogato con il decreto ministeriale del 10 agosto 2018.

Sebbene dalla definizione del decreto legislativo non si capisca direttamente, la direttiva europea da cui esso scaturisce indica con “sostanza nutritive” esclusivamente vitamine e minerali. Quindi l’intera direttiva europea armonizza la legislazione solo relativamente a queste 2 macrocategorie di integratori. Per le restanti categorie, come ad esempio amminoacidi, acidi grassi, fibre, probiotici e botanicals, la regolazione spetta agli stati membri.

Questo è una potenziale fonte di ambiguità se consideriamo che il decreto ministeriale del 2012, citato precedentemente, introduce il principio di mutuo riconoscimento per gli integratori alimentari secondo cui è consentita la commercializzazione di integratori non conformi alla legge italiana a patto che siano conformi alla legge vigente nello stato membro in cui sono stati prodotti e che garantiscano livelli di tutela equivalenti. Il principio di mutuo riconoscimento è trasversale a molti prodotti ed è stato introdotto per migliorare e promuovere il commercio, la cooperazione e la fiducia tra stati membri dell’Unione Europea.

Gli integratori alimentari sono alimenti?

Sempre dal punto di vista legale, gli integratori sono alimenti a tutti gli effetti. In quanto tali non possono vantare proprietà terapeutiche né capacità di prevenzione o cura delle malattie umane né fare riferimento a simili proprietà. Inoltre, non sono e non devono essere comunicati come strumenti in grado di sostituire una dieta varia e bilanciata o indurre il consumatore a credere che una dieta varia e bilanciata non sia in grado di fornire tutti i nutrienti di cui il corpo umano ha bisogno nelle adeguate quantità.

Utilizzare correttamente gli integratori alimentati

Il ministero della sanità ha pubblicato una linea guida riguardo il corretto e razionale utilizzo degli integratori alimentari. La linea guida si articola in 3 diverse sezioni corrispondenti a 3 diversi stadi fisiologici che l’essere umano si può trovare ad affrontare:

  1. età pediatrica
  2. gravidanza e allattamento
  3. adulto e anziano.

Per quanto riguarda l’età pediatrica, il ministero evidenzia come un ideale apporto di ferro e zinco sia associato positivamente alla crescita e allo sviluppo psicointellettivo. I fabbisogni indicati nella fascia di età 6-12 mesi è di 6-8 mg/giorno per il ferro e di 5 mg/giorno per lo zinco. Un altro nutriente chiave è la vitamina D. La sua integrazione è consigliata per tutti i lattanti (18-24 mesi) con dosi di 20-30 µg/giorno, soprattutto per individui poco esposti alla radiazione solare ed ai nati prematuri (per i quali si consigliano anche dosi maggiori).

Per quanto riguarda la gravidanza e l’allattamento la linea guida sconsiglia di auto-prescriversi integratori a base vegetale o con principi attivi derivati da vegetali a meno che non siano consigliati o approvati dietro un consulto medico.

Un’integrazione quasi sempre consigliata è invece quella dell’acido folico, la cui carenza è associata a difetti del tubo neurale. Il fabbisogno giornaliero rispetto ad una donna in normali condizioni di salute è doppio (400 µg/giorno). L’integrazione è consigliata a partire da 3-4 settimane prima del concepimento e si consiglia di proseguirla anche durante l’allattamento considerando un fabbisogno leggermente più basso (350 µg/giorno). Normalmente alla prima visita ginecologica post-concepimento viene consigliato anche un supplemento di ferro pari a 10-15 mg/giorno in quanto una carenza può avere serie conseguenze sul feto e in fase di parto. L’integrazione di ferro è sospendibile in allattamento in quanto non vi sono differenze di fabbisogno rispetto ai normali stadi fisiologici di un individuo adulto (non a caso il latte è praticamente privo di ferro).

In merito all’individuo adulto e sano, il ministero evidenzia come molto spesso l’assunzione di integratori sia un fenomeno ingiustificatamente generalizzato ed abitudinario. È consigliato un approccio prudenziale agli integratori per evitare la diffusione di disattenzioni verso le buone abitudini alimentari. Soprattutto alla luce del fatto che l’effetto che un nutriente assunto sotto forma di pietanza ha sul corpo umano non è paragonabile a quello che ha lo stesso nutriente sotto forma di integratore. Premesso ciò, esistono casi in cui gli integratori possano effettivamente essere necessari. I casi più comuni sono relativi a soggetti che seguono regimi alimentari alternativi come quello vegetariano o vegano per i quali è consigliato essere seguiti dai nutrizionisti.

Per le persone anziane in salute, gli integratori possono effettivamente essere uno strumento utile. Tipicamente, le persone anziane hanno un ridotto appetito, minori capacità digestive e di assorbimento il che porta ad una deviazione involontaria da una dieta corretta.

La carenza da vitamina D è una di quelle più riscontrate per via della loro ridotta esposizione al sole e la sua ridotta sintesi endogena. Si consiglia, pertanto, un’integrazione di 10 µg/giorno. Un’altra carenza diffusa è quella di calcio, soprattutto nelle donne in post-menopausa, una carenza che può condurre a patologie dell’apparato scheletrico. La forma preferenziale di assunzione è il latte per la cui integrazione è vivamente consigliato il parere medico. Infatti, un eccessivo apporto di calcio interferirebbe con l’assorbimento di ferro e zinco.

L’integrazione di fibra in una dieta varia ed equilibrata non dovrebbe essere necessaria, discorso estendibile ad ogni nutriente di cui l’uomo ha bisogno. Tuttavia, in Italia si stima un consumo medio di fibra di 21-25 g/giorno. Il fabbisogno da soddisfare idealmente è 30 g/giorno motivo per cui esistono anche gli integratori di fibra. Una controindicazione legata all’assunzione di fibra sotto forma di integratore e non di pietanza è la riduzione dell’assorbimento di vitamine e minerali. Ecco perché se ne consiglia l’assunzione sotto forma di alimenti quali vegetali, frutta secca, cereali integrali e loro sottoprodotti come ad esempio la crusca.

Bibliografia

  1. Dir. 2002/46/CE del parlamento europeo e del consiglio del 10 giugno 2002 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli integratori alimentari
  2. D.Lgs 21 maggio 2004, n. 169, in materia di “Attuazione della direttiva 2002/46/CE relativa agli integratori alimentari”
  3. D.M. 9 luglio 2012 in materia di “Disciplina dell’impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali”
  4. D.M. 10 agosto 2018 in materia di “Disciplina dell’impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali”
  5. Linea guida ministeriale in materia di “Raccomandazioni sul corretto utilizzo degli integratori alimentari”
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