Diabete gestazionale: impariamo a conoscerlo

Si definisce diabete gestazionale (GDM) la “ridotta tolleranza al glucosio di severità variabile con inizio o primo riconoscimento durante la gravidanza”.

Con una prevalenza di circa il 10% sul totale delle gravidanze, rappresenta in larga misura forme di diabete di tipo 2 non diagnosticato. Numerosi studi hanno identificato tra i fattori di rischio responsabili dell’insorgenza del diabete gestazionale: l’obesità con un indice di massa corporea (BMI) pregravidico ≥ 25 kg/m2, la presenza di fenomeni di macrosomia fetale pregressa, l’età materna avanzata, la presenza di familiarità diabetica con parenti di primo grado affetti da diabete di tipo 2 e situazioni di diabete gestazionale precedentemente diagnosticato.

Come si manifesta e cosa comporta?

L’insulino-resistenza, che si manifesta nella seconda fase della gestazione, determina una condizione diabetogena che compare in concomitanza di fattori predisponenti di natura genetica e/o ambientale. In questa particolare condizione, i substrati materni non sono in grado di esercitare un effetto diretto sul feto determinando, così, il fenomeno della macrosomia. Questa si presenta nel momento in cui l’insulina materna risulta insufficiente per sopperire un aumentato quantitativo di glucosio che attraverso la placenta raggiunge il feto producendo un maggior rilascio di insulina da parte del pancreas fetale e conseguentemente all’aumento della massa fetale stessa.

Screening e monitoraggio

Lo screening del GDM si basa sulla determinazione e la valutazione dei fattori di rischio specifici e conseguentemente sull’esecuzione del test da carico orale di glucosio (OGTT).
L’epoca raccomandata risiede tra la 24ª e la 28ª settimana di gestazione, al mattino ed a digiuno, con l’esclusione dei soggetti considerati “ad elevato rischio”, per i quali il test va eseguito tra la 16ª e la 18ª settimana.

Il test consiste in un carico orale di glucosio anidro pari a 75 g diluito in 100 ml di acqua, con successiva determinazione della glicemia a tempo 0, quindi a digiuno, a distanza della 1ª e della 2ª ora.  La diagnosi di GDM si pone con un solo parametro uguale o superiore ai valori soglia, rispettivamente di:

  •  92 mg/dl a digiuno
  •  180 mg/dl alla 1ªh
  •  153 mg/dl alla 2ªh
Criteri diagnostici: American Diabetes Association (ADA)
Criteri diagnostici: American Diabetes Association (ADA)

Le donne con diagnosticato GDM dovranno ripetere poi il test a 3 mesi di distanza dal parto al fine di verificare il ripristino dei valori glicemici.

Nella maggior parte dei casi il diabete gestazionale viene controllato con un’adeguata alimentazione in grado di mantenere la normoglicemia, prevenire la chetosi, evitare l’eccessivo aumento di peso e contribuire al benessere fetale.

Approccio nutrizionale

Nella pratica clinica si tratta di fornire una dieta di circa 1800-2000 Kcal, variabile a seconda del peso della donna, costituita dal 45% di carboidrati, dal 20% di proteine e dal 35% di grassi, con la riduzione degli zuccheri semplici responsabili dell’aumento dei livelli di glicemia postprandiale.

L’apporto calorico giornaliero deve essere calcolato in relazione al peso pregravidico della donna sulla base di un normale incremento ponderale e la ripartizione dei macronutrienti suddivisa uniformemente tra i pasti principali ed intermedi, con un incremento di circa 496 Kcal nel III trimestre, prestando particolare attenzione all’indice glicemico di ciascun alimento.

Conclusioni

Importante sarà, pertanto, eseguire uno screening tempestivo ricorrendo ad un’osservazione medica stretta (nutrizionale, diabetologica e ginecologica) durante il periodo di gestazione, a partire dell’esordio della patologia.

Ciascuna donna con GDM dovrebbe ricevere, pertanto, una consulenza individualizzata da parte di medico e nutrizionista specializzati al fine di garantire una gravidanza, seppur in condizioni patologiche, il più normale possibile.

  • A cura della Dott.ssa Dora Falvo

Bibliografia

    1. Bloomgarden ZT. American Diabetes Association 60th Scientific Sessions, 2000: diabetes and pregnancy. Diabetes Care. 2000 Nov;23(11):1699-702.
    2. Silva-Zolezzi I, Samuel TM, Spieldenner J. Maternal nutrition: opportunities in the prevention of gestational diabetes. Nutr Rev. 2017;75 (Suppl1):32–50.
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