Allergie ed intolleranze alimentari: facciamo chiarezza

Il numero di persone che credono di soffrire di intolleranze alimentari sta aumentando negli ultimi anni, ma è piuttosto difficile monitorarne l’aumento effettivo trascurando i casi incerti o quelli affetti da sintomatologia causata da altri motivi. I sintomi correlati all’intestino, per esempio, possono essere causati da una condizione di stress o da uno stile di vita movimentato. Questo organo, infatti, è tra i più sensibili perché altamente interconnesso al sistema nervoso ed al sistema immunitario. È piuttosto comune soffrire di qualche patologia a livello intestinale se si è malati, stressati o semplicemente giù di morale. Le allergie e le intolleranze possono non essere facili da distinguere soprattutto se non seguiti da uno specialista.

Le intolleranze

L’intolleranza alimentare si può definire come la difficoltà di digerire alcuni cibi correlata ad una reazione fisica fastidiosa. Dopo aver consumato un determinato alimento si possono manifestare reazioni cutanee, debolezza, gonfiore o dolore allo stomaco.

Questo tipo di risposta anomala non coinvolge il sistema immunitario. Non è una reazione allergica e non mette in pericolo la vita un soggetto. Di solito, l’intolleranza alimentare si manifesta più lentamente rispetto all’allergia e necessita dell’ingestione di una quantità ragionevole dell’alimento. In una reazione allergica, invece, è diverso: sono sufficienti anche solo poche tracce di cibo per far partire una reazione spropositata del sistema immunitario. A volte si accusa di soffrire di intolleranze quando si è sovrappeso: se vuoi, puoi leggere l’articolo “Ingrasso mangiando: poco cosa ho che non va? per saperne di più.

Le cause delle intolleranze alimentari

Le cause delle intolleranze alimentari sono ancora non del tutto chiare. Ad oggi, non esistono test diagnostici con un alto livello di accuratezza. Il metodo migliore è il monitoraggio dei sintomi correlati a ciò che si mangia quotidianamente ed osservare cosa succede se si elimina il cibo sospetto per un determinato periodo di tempo, di solito per sei settimane, per poi reintrodurlo nella dieta. Questa manovra nutrizionale risulta più facile ed efficace se seguiti da uno specialista dell’alimentazione, come il medico dietologo, il biologo nutrizionista oppure il dietista.

Possibili soluzioni

Spesso capita di riuscire a trovare un proprio equilibrio, in cui si avvertono i sintomi solo se si supera la propria soglia di tolleranza per quel determinato cibo. Questo è un ottimo compromesso, soprattutto se consideriamo il cibo come punto fondamentale per la vita sociale dell’individuo. Eliminare drasticamente interi gruppi alimentari da soli può portare ad una dieta non equilibrata e, in seguito, a carenze nutrizionali, più o meno gravi.

Intolleranza al lattosio

Se i sintomi compaiono dopo aver mangiato prodotti caseari potresti avere un’intolleranza al lattosio. Questo tipo di intolleranza è causata dall’assenza o dalla poca efficienza dell’enzima lattasi, che ha la funzione di scindere il lattosio, zucchero presente nel latte e derivati, in galattosio e lattosio. Spesso capita che gli intolleranti al lattosio soffrano di crampi e gonfiori alla pancia se bevono una tazza di latte, ma non percepiscono o quasi nessun fastidio se mangiano un vasetto di yogurt o consumano formaggi stagionati. Questo perché la lattasi è presente, ma non funziona come dovrebbe. Inoltre, yogurt e formaggi stagionati contengono una quantità di lattosio nettamente inferiore al latte, già parzialmente scisso dai batteri presenti in questa tipologia di cibi, fermentati e stagionati rispettivamente.

Intolleranza al glutine

Altre persone hanno difficoltà a digerire il glutine, una proteina presente in alcuni cereali come il grano. Esistono diversi livelli di gravità di intolleranza al glutine. Per questo le regole alimentari che devono rispettare i celiaci, coloro che soffrono di sensibilità al glutine, spesso non sono così rigide.

Si consiglia di sottoporsi alle visite mediche necessarie per verificare l’effettiva intolleranza al glutine. Non si dovrebbe eliminare il glutine dalla propria alimentazione senza un consulto medico perché potrebbe comportare delle carenze nutrizionali e/o compromettere i risultati dei test per la verifica delle intolleranze. Se vuoi saperne di più sui cibi senza glutine, puoi leggere l’articolo a questo link.

L’allergia è una riposta del sistema immunitario che confonde le proteine introdotte con il cibo e le attacca come se fossero qualcosa contro cui difenderci. I sintomi si manifestano rapidamente e sono tipicamente rash cutanei, arrossamenti e prurito. Negli adulti sono particolarmente comuni le allergie ai crostacei ed alla frutta secca e nei bambini quelle al latte, alle uova, alla frutta secca e al pesce.

Allergia al latte

Per esempio, se soffri di allergia al latte vaccino, il tuo sistema immunitario identifica le proteine in esso contenute come invasori o allergeni. Il sistema immunitario reagisce in maniera non controllata producendo e liberando anticorpi specifici detti immunoglobuline (IgE) che rilasciano segnali chimici causando reazioni allergiche. Ciascuna IgE ha uno specifico “radar” per ogni tipo di allergene. A differenza delle intolleranze, si possono manifestare reazioni gravi anche solo con una piccola ingestione, contatto o inalazione del cibo incriminato. Nel caso dell’allergia alimentare può scatenarsi l’anafilassi, reazione allergica rapida e pericolosa che può causare problemi respiratori, brusco calo della pressione e perdita di coscienza. Senza l’intervento medico l’anafilassi può essere fatale.

Cross-reattività

Interessante è ciò che accade ad un soggetto che subisce le stesse reazioni allergiche ingerendo  un alimento differente da quello a cui risulta allergico. Ciò avviene perché la molecola contro cui il sistema immunitario reagisce, l’antigene, può ritrovarsi in altri alimenti e scatenare reazioni simili. Pertanto, capita che soggetti allergici ai pollini siano sensibilizzati anche a frutta o verdura di specie filogeneticamente vicine. Questo fenomeno è detto cross-reattività e la sua diagnosi e la successiva gestione può risultare complessa.

Conclusioni

Il messaggio che vorrei lasciare ai lettori è quello di informarsi dal proprio medico curante o da uno specialista prima di modificare la propria dieta. Cambiamenti drastici dell’alimentazione o l’eliminazione di interi gruppi alimentari possono portare a carenze nutrizionali anche gravi. Spesso si è convinti di soffrire di un’intolleranza o di un’allergia senza una diagnosi accurata. Agire da soli in questo campo può farvi sottovalutare il vostro stato di salute oppure, semplicemente, può privarvi di un cibo che amate senza motivo: un vero peccato.

Bibliografia

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