Platelminti: Un mondo di ”vermi piatti”

@Raho Alessandro

I Platelminti o vermi piatti sono generalmente vermi acquatici di piccole dimensioni con corpo molle. Il Phylum dei Plathelminthes comprende vermi piatti a vita libera (Turbellaria), parassiti (Trematoda) e le tenie (Cestoda).

Il nome deriva dal greco: πλατύς platýs, “piatto”; ἕλμινς hélmins, genit. ἕλμινθος hélminthos, “verme”; cioè “vermi piatti”

Classificazione scientifica

Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Protostomia
(clade) Platyzoa
Phylum Platyhelminthes
Classi
– Turbellaria
– Monogenea
– Trematoda
– Cestoda

Anatomia e Fisiologia

I Platelminti sono acelomati, non posseggono dunque una cavità che separa canale alimentare e parete del corpo. Inoltre questo phylum è privo di:

  • Sistema emale
  • cuticola
  • Epidermide (nei parassiti)

Essendo privi di un sistema circolatorio i vermi piatti si affidano alla diffusione. Alla luce di quanto detto la conformazione del corpo non poteva non presentare uno schiacciamento dorso-ventrale da cui per l’appunto il nome vermi piatti.

struttura platelminti

Osservando l’epidermide possiamo renderci conto di quanto organismi così poco sviluppati, appartenenti allo stesso phylum, abbiano sviluppato differenze significative tra le varie Classi. I Platelminti infatti sono dotati di un tessuto epidermico monostratificato che nella Classe dei Turbellari è formato da cellule pluriciliate ( impegnate nella locomozione) e dalle rabditogene che sono implicato nella formazione di una guaina mucosa atta alla difesa dai predatori.

Nei Trematodi e nei Cestodi l’epidermide si è sviluppata diversamente infatti, essendo parassiti, lo scopo primario non è quello di ”strisciare”. In questo caso l’epitelio è di tipo sinciziale dunque le cellule sono fuse a formare una continua massa citoplasmatica connessa ai corpi cellulari. Sempre nelle forme parassitarie possiamo trovare una struttura assenti nei vermi piatti a vita libera, il glicocalice. Esso, costituito da polisaccaridi e glicoproteine, ha lo scopo di evitare le difese immunitarie dell’individuo parassitato.

Sotto lo strato epidermico, tutti i Platelminti, sono dotati di una muscolatura liscia ben sviluppata che permette movimenti ondulati, utili per il nuoto.

Alimentazione

I Platelminti sono aprocti dunque posseggono un canale alimentare chiuso con un’unica apertura, quella orale, che ha le stesse funzioni di bocca e ano. I Platelminti non sono gli unici aprocti, infatti è un carattere comune a: Cnidari e Ctenofori. La cavità digerente è a fondo cieco e la parete dell’intestino è monostratificata.

La ”bocca” è in posizione ventrale ed armata da di un faringe ghiandolare specializzato ( ad eccezione per i Acoela). I vermi piatti dotati di faringe sono per lo più carnivori e predano invertebrati, i vermi piatti privi di faringe si nutrono con alghe e protozoi.

Riproduzione

I Platelminti, nella maggior parte delle specie, sono ermafroditi. Le eccezioni riguardano i Cestodi che praticano l’autofecondazione o la riproduzione asessuale (per scissione trasversale o per amplificazione), comune anche ai Trematodi.

  • Riproduzione clonale: tipica dei turbellari d’acqua dolce. Un esempio sono le planarie d’acqua dolce che si dividono in due parti e successivamente rigenerano le parti mancanti.
  • Riproduzione sessuale: Ad eccezione di qualche specie (come sopra citato), i platelminti sono ermafroditi e si riproducono per accoppiamento e fecondazione interna.

Diversità dei Platelminti

  • Turbellari:

platelminti

Tra i Platelminti sono probabilmente quelli che hanno scelto un percorso evolutivo differente. A discapito delle altre specie del Phylum, i Turbellari, non praticano parassitismo o commensalismo (salvo qualche rara eccezione). La maggior parte delle specie sono predatrici o spazzine. Curiosità: recenti studi filogenetici su base molecolare hanno dimostrato che gli Acoeli non sono da considerarsi come veri e propri platelminti, bensì una linea basale precocemente differenziatasi, direttamente discesa dall’antenato comune a tutti i bilateri.

  • Monogènei:

platelminti Per lo più ectoparassiti ma anche endoparassiti.

Dato il loro stile di vita questi animali sono appiattiti dorsoventralmente e posseggono un grosso organo adesivo, chiamato opisthaptor, armato di uncini e ventose. I Monogenei sono ermafroditi ed utilizzano una fecondazione incrociata. Le dimensioni variano da 1-5 mm (la maggior parte delle specie) a circa 20 mm (le eccezioni).

  • Cestodi:

platelmintiSono il taxon più specializzato dei Platelminti, tutte le specie sono endoparassite dei vertebrati (intestino). I Cestodi sono le tenie.

Il corpo adulto presenta uno scolice, atto all’adesione, un collo e un tronco segmentato, detto anche strobila, che è la parte più estesa del corpo. Ogni singolo segmento del tronco prende il nome di proglottide.

Sbalorditive sono le dimensioni di questi animali, infatti possono raggiungere le dimensioni di 25 metri!

  • Trematodi:

platelmintiI Trematodi comprendono due sottotaxa:

Digenea: Sono vermi piatti parassiti. Noti come fasciole, sono comuni parassiti di pesci, uccelli, rettili, anfibi e mammiferi. Contano circa 11.000 ovvero più di tutti gli altri platelminti messi insieme.

Il ciclo vitale comprende due ospiti e almeno due stad infestanti, Digenea= due generazioni.

Aspidogastrea: Sono un piccolo taxon che si distingue per un grande organo adesivo che altro non è che una singola ventosa.

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