Teoria del cancello: perché tocchiamo dove ci fa male?

La risposta può essere trovata in una teoria, postulata più di 50 anni fa dallo psicologo canadese Ronald Melzack e dal neuroscienziato britannico Patrick David Wall, definita “teoria della gate di controllo del dolore”, o più semplicemente “teoria del cancello”.

Cos’è il dolore?

Per “dolore” si intende, secondo la definizione ufficiale dell’Associazione Internazionale per lo studio del Dolore, “un’esperienza sgradevole, sensoriale ed emotiva, associata a un danno dell’organismo: attuale o potenziale”.

È un vero e proprio sistema di allarme, un segnale inviato dal nostro corpo che ci informa su lesioni subite o su stimoli la cui intensità è tale da renderli potenzialmente dannosi, in modo da poter prendere le dovute precauzioni, al fine di garantire la normale sopravvivenza dell’organismo. Individui affetti da “insensibilità congenita al dolore”, una patologia molto rara del sistema nervoso, vivono in una situazione di pericolo costante in quanto non sono in grado di percepire l’esistenza di dolori sia interni sia esterni.

La nocicezione e come si trasmette uno stimolo dolorifico

La nocicezione, ovvero la percezione del dolore, nasce dall’attivazione dei cosiddetti nocicettori, recettori sensibili al dolore. Essi sono in grado, essendo delle terminazioni nervose, di condurre per mezzo di fibre (chiamate anche assoni) i messaggi dolorifici ai neuroni midollari, localizzati nelle corna dorsali del midollo spinale. I neuroni midollari proiettano a loro volta gli stimoli in zone del cervello come il talamo, da cui partono ulteriori fibre che trasmettono i messaggi alla corteccia cerebrale, regione importantissima per la presa di coscienza del dolore.

Teoria del cancello

La gate (cancello) di controllo del dolore si trova nelle corna dorsali del midollo spinale, dove sono presenti connessioni tra le fibre nervose di tipo C che partono dai nocicettori e fibre nervose di tipo A-β che trasportano informazioni meccaniche, relative ad esempio alla compressione, al solletico, allo stiramento ecc.

Questa zona di connessione, se opportunamente stimolata, è in grado di ridurre l’intensità del dolore che viene percepito. Per fare in modo che ciò avvenga, fibre nocicettive e fibre meccaniche devono comunicare con particolari neuroni che risiedono sempre nel midollo spinale, cioè gli interneuroni, che trasmettono l’informazione al neurone midollare. Gli interneuroni presi in esame rilasciano oppioidi endogeni, sostanze che agiscono da neurotrasmettitori inibitori poiché diminuiscono l’intensità del segnale, e di conseguenza il dolore percepito.

È stato dimostrato che le fibre nocicettive che fanno sinapsi con l’interneurone inibitorio inibiscono l’azione di quest’ultimo, mentre le fibre meccaniche ne stimolano l’attività.

Sono quindi possibili due situazioni differenti:

GATE CHIUSO: Nel caso in cui la fibra meccanica di tipo A-β sia attiva risulterà attivo anche l’interneurone inibitorio che esplicherà la propria funzione, annullando o riducendo la trasmissione dello stimolo dolorifico fino al cervello.

• GATE APERTO: Se invece la fibra meccanica di tipo A-β non viene attivata, la fibra nocicettiva di tipo C inibirà l’interneurone inibitorio e quindi l’informazione dolorifica sarà percepita chiaramente.
Da ciò si evince che la trasmissione simultanea di uno stimolo dolorifico e di uno non dolorifico attenua la trasmissione dell’informazione dolorifica, pertanto il dolore percepito sarà ridotto.

In parole povere, sì, massaggiarsi la zona del corpo accidentalmente urtata, diminuisce la sensazione di dolore.

Applicazioni della teoria

Il principio precedentemente descritto è valido per i messaggi terapeutici e per la TENS terapia, che consiste in una stimolazione elettrica della cute per mezzo di elettrodi esterni di stimolazione.
La TENS terapia risulta efficace nel trattamento di patologie osteo-articolari, dei legamenti e dei tendini.

Bibliografia

  • Kandel, E.R., Schwartz, J.H., Jessel, T.M. (2000). Principi di Neuroscienze
    Carbone E., Cicirata F., Aicardi G. (2009). Fisiologia: dalle molecole ai sistemi integrati
  • La TENS – CentroGinnasticaMedica
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