Etologia etica e benessere animale: intervista a Eticoscienza

L’etologia è una scienza molto complessa che viene studiata da diversi settori scientifici, come: l’anatomia, la fisiologia, la neurobiologia, la zoologia ecc.. Questa complessità, il più delle volte, crea difficoltà nel dimostrare le ipotesi, e talvolta gli esperimenti che vengono fatti possono essere considerati al limite della sfera etica.

In diversi articoli ho trattato studi, non recenti, che hanno portato alla luce “verità” molto importanti sul comportamento animale. Ma queste rivelazioni hanno avuto un costo piuttosto alto.

In passato la tutela del benessere animale non veniva considerata come nel presente.

In realtà, la visiona classica dell’animale (semplice insieme di input e output) è ancora viva all’interno del mondo scientifico, e questa crea una condizione molto pericolosa sia per gli animali che per la conoscenza. La paura di andare contro idee profondamente radicate nel mondo scientifico crea indubbiamente dei muri, che bloccano l’evoluzione del sapere e quelle persone che avrebbero le capacità di far progredire la scienza.

Dall’esigenza di ottenere il passaggio da una condizione insensibile ad una sensibile alla tutela della salute animale, è nata l’associazione Eticoscienza, una realtà che si preoccupa di istruire e sensibilizzare le nuove generazioni, oltre che tutelare la salute animale e la loro conservazione.

In seguito riporto l’intervista fatta a Chiara Grasso, presidente dell’associazione Eticoscienza.

F: Com’è nata l’idea di creare un’associazione che tratta di etologia etica?

C: Alla fine della laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell’Uomo (ECAU – Torino), siamo venuti a contatto con un presunto etologo di dubbia moralità, che molto abilmente ha tentato di manipolarci. Ci disse che riesce a guadagnare molto grazie alla collaborazione con falconieri, circensi e allevatori di selvatici, che un etologo lavora solo se gli animali stanno male, e quindi è meglio per noi che gli animali stiano male. Voleva fondare con noi un’Associazione di etologi classicisti, in cui si rinnegava ogni base morale della scienza e ci si basava sugli studi del ‘900 per trovare applicazioni alle problematiche attuali.

Presi dalla voglia e dal bisogno di trovare il nostro cammino nel difficile mondo dell’etologia, ci siamo fatti manipolare da queste idee. Lui alleva animali selvatici senza motivi conservazionistici, appoggia i circhi con animali, è favorevole alla detenzione di selvatici ed esotici come pet e rinnega ogni base di moralità nel rapporto Uomo-Animale. Poi un giorno, ci svegliammo da questo incubo e ci rendemmo conto che seguendo quella strada avremmo calpestato tutti i nostri valori, i nostri ideali e la nostra etica. Presi dallo sconforto, volevamo lasciare l’Università.
Ma siamo stati forti e ci siamo ripromessi che avremmo creato qualcosa di nostro, qualcosa di scientifico ma etico. Qualcosa che rispondesse al bisogno di studiare gli animali e preoccuparsi per loro, senza necessariamente invaderli e privarli della loro Natura, senza una visione antropocentrica e utilitaristica del rapporto Uomo-Animale.

Ed ecco che è nata ETICOSCIENZA. Un’Associazione scientifica che quindi si contrappone a tutte le battaglie animaliste estremiste prive di razionalità e scienza, e allo stesso tempo però, una realtà che tratta temi etici e attuali riguardo alle scienze animali e che sposa una visione bio-centrica e rispettosa del rapporto zooantropologico.

L’etologia etica, quindi, vuole avere un approccio etico, ma non utopistico, al mondo animale e permette di focalizzare l’attenzione sul rispetto di tutti i bisogni oltre a quelli biologici ed etologici di ogni singolo individuo o specie. In maniera più generale si mira alla salvaguardia dell’ambiente e della Natura, rispetto al contesto socio-culturale in cui viviamo.

Non si vuole però parlare di etologia etica solo nell’accezione di una disciplina più accettabile a livello morale rispetto ad un’altra (quindi riferendoci al distacco da una presunta etologia non etica). Il termine etico (che tra l’altro è un rafforzativo, data la stessa radice –ethos– di etologia e etica) sta ad indicare il fatto che ci si concentra principalmente sulle questioni morali che coinvolgono gli animali. Rispetto alle riflessioni che rientrano nell’ambito dell’etica animale (materia che già esiste da diverso tempo) si cerca di trovare applicazioni pratiche nelle varie tematiche trattate grazie al contributo che l’etologia, in quanto scienza sperimentale, può fornire.

Ed è proprio grazie agli strumenti che la scienza ci offre (l’etologia in particolare) che possiamo tentare di dare delle risposte e delineare quali siano le scelte migliori che gli esseri umani possano fare nei confronti degli animali, dell’ambiente e della Natura. In questo senso il termine “Etica” assume un duplice significato.

E quindi potremmo definirla una visione Etica, Cosciente, Sostenibile, Biocentrica – una forte opposizione al modo di vedere il mondo con gli occhi dell’antropocentrismo, dove l’Uomo si posiziona al centro dell’Universo e gli animali sono al suo servizio.

F: Le iniziative sono rivolte agli “addetti ai lavori” o anche al pubblico? Realizzate campagne di sensibilizzazione con i bambini?

C: Assolutamente sì! Crediamo fortemente nell’educazione ambientale: senza educazione non ci sarebbe conservazione. I bambini sono il futuro del nostro Pianeta ed è fondamentale che ne siano parte integrante già da ora. Lavoriamo spesso nei festival di scienza e di sostenibilità in giro per l’Italia, abbiamo progetti di educazione ambientale e di sensibilizzazione sia con bambini che con giovani.

Si attiveranno presto nuove collaborazioni con scuole elementari, medie e superiori, per un orientamento alla scienza sia dal punto di vista scolastico che come passione personale.
L’Associazione è nata da 4 mesi e per 3 di questi abbiamo lavorato in Costa Rica come Wildlife Managers in un centro di recupero, per cui non siamo stati presenti in Italia. Ora però siamo tornati e nei prossimi mesi avremo numerose attività di educazione ambientale tra cui trekking in montagna, raccolta della plastica, seminari, laboratori a festival scientifici e molto altro.

Proprio perché crediamo che l’educazione alla Scienza e alla Natura siano fondamentali per una conservazione dell’ambiente funzionale e a lungo termine, le nostre attività sono rivolte a tutti, ma abbiamo però un’impronta sempre scientifica anche per chi ha invece già una formazione naturalistica o biologica e vuole approfondire temi di attualità ed etologia.

F: Quali sono gli obbiettivi dell’associazione e quali strumenti di divulgazione (Facebook, blog, convegni, seminari, lezioni, …) utilizzate?

C: Il nostro obbiettivo principale è l’educazione ad un rapporto zoo-antropologico biocentrico e rispettoso nei confronti degli animali. Ci occupiamo di conservazione attraverso la promozione di viaggi ecoturistici e realizzando ricerche scientifiche in collaborazione con Università Italiane ed internazionali e abbiamo da poco creato dei corsi di formazione online, che presto diventeranno anche presenziali.

Crediamo nella divulgazione attiva e partecipe, che non si limita a dare nozioni, ma che stimola riflessione e discussione e per questo abbiamo una pagina Facebook (EticoScienza – Associazione di Etologia Etica) in cui ogni giorno pubblichiamo almeno un approfondimento, abbiamo da poco creato anche un gruppo (ETOLOGIA ETICA) di discussione e confronto sui temi morali dell’etologia e abbiamo un sito web sempre aggiornato (www.eticoscienza.it), oltre ad una pagina di Instagram e Youtube.

Con il patrocinio dell’Università di Torino, siamo spesso presenti nelle aule universitarie per organizzare seminari e convegni sugli argomenti morali ed etici dell’etologia, del ruolo dell’etologo e dei problemi che questa magnifica scienza si trova a dover affrontare nel 2018, oltre ad altri convegni e conferenze con diverse realtà e in altre situazioni di divulgazione ed educazione.

F: Come vede l’etologia etica gli esperimenti realizzati in cattività, piuttosto che in natura?

C: Lo studio biologico e comportamentale di specie animali in cattività è ancora molto attuale. Tante sono le applicazioni, soprattutto in campo biomedico, e tante sono le implicazioni dal punto di vista etico. Al giorno d’oggi non si può condannare, a prescindere, l’attività sperimentale in ambiente di laboratorio. Quello che va fatta è innanzitutto un’analisi attenta e mirata a quelli che sono gli scopi e le utilità di una ricerca in ambiente controllato. A chi servono le informazioni che otteniamo dai nostri studi? Sono ricerche eticamente e scientificamente accettabili? Hanno un valore ed un’importanza ecologica?

Negli ultimi anni molti centri di ricerca stanno tentando di trovare valide alternative sperimentali ai modelli animali. Questo, probabilmente, è dovuto ad un cambiamento di coscienza e di visione della Natura che sta caratterizzando il mondo umano in questo periodo storico. L’attenzione verso gli animali e verso gli aspetti etici a loro legati è in costante aumento. La situazione attuale, però, appare ancora lontana da una totale sostituzione degli animali da laboratorio con efficaci metodi alternativi (per lo meno nella ricerca applicata all’Uomo).

C’è anche da dire che non tutti gli esperimenti sugli animali in cattività sono invasivi (pensiamo ad esempio ai test sulle preferenze alimentari o ai test cognitivi). Lo studio su animali che vivono in cattività o in laboratorio ci ha permesso, e ancora ci permette, di capire meglio il mondo degli animali. È fondamentale però che si continui ad investire per cercare metodi alternativi e sostitutivi, che si cerchi (per quanto possibile) di utilizzare animali che già vivono in cattività come quelli dei bioparchi o acquari, e che gli scopi di ricerca siano ben chiari e definiti.
È passato abbondantemente il tempo in cui veniva concesso di “giocare” sulla vita altrui senza avere un obiettivo concreto.

F: L’associazione pende più verso il benessere animale, o ad una via di mezzo, dove si accettano compromessi sia per quanto riguarda il successo della ricerca che il benessere animale?

C: Come abbiamo detto, l’etologia biocentrica che portiamo avanti si colloca a metà tra gli assolutismi e le esaltazioni animaliste e la totale mancanza di empatia e di rispetto verso gli animali. Per questo crediamo che la ricerca scientifica sia ancora, purtroppo, necessaria e imprescindibile per la nostra salute e il nostro benessere. Non siamo sostenitori assoluti di una dieta estremista vegana (si uccidono più animali mangiando una banana importata da posti tropicali piuttosto che mangiando l’uovo del contadino) e crediamo che la conservazione ex situ sia necessaria alla salvaguardia delle specie in situ. Inoltre, siamo consapevoli dei danni che le specie invasive aliene arrecano agli ecosistemi e quindi siamo favorevoli all’eradicazione, quando purtroppo, è l’unica scelta.

Detto questo però, per noi, il benessere animale è uno dei punti fondamentali e quindi siamo drasticamente contrari ad ogni forma di detenzione di selvatici che esuli dalla conservazione e dalla ricerca. Siamo grandissimi oppositori dei circhi e dei delfinari, dove gli animali vengono spettacolizzati e privati di ogni dignità e di possibilità di soddisfare i loro bisogni specie-specifici.
Crediamo che, per quanto sia necessaria, la ricerca scientifica deve però sottostare a regolamentazioni etiche e scientifiche che garantiscano il benessere animale. Per quanto riguarda le scelte alimentari, siamo sostenitori di una dieta eco-sostenibile, che rispetti sia l’ambiente, che le popolazioni e gli animali (riducendo l’impatto negativo il più possibile).

Uno dei nostri punti cardine è la consapevolezza che gli animali non sono slegati da tutto il resto. Se una popolazione locale vive in povertà e in guerra, difficilmente si prenderà cura delle sue foreste e dei suoi animali, sarà più propensa alla caccia illegale, alla distruzione degli habitat e al bracconaggio. Il primo passo per la salvaguardia e per la conservazione delle specie animali crediamo sia, quindi, l’aiuto e il sostentamento alle popolazioni locali. Per questo per noi è fondamentale l’educazione in situ e sia basilare un turismo sostenibile ed etico, che promuoviamo direttamente.

Per concludere quindi, sì, siamo per il compromesso, per le vie di mezzo e per la razionalità, fermo restando che ci sono valori e ideali che non possono essere calpestati (come la giustificazione a spettacoli e detenzione immotivata di animali selvatici).

F: In fine, l’associazione è aperta a tutti? Come si può diventare soci?

C: Certo! Siamo sempre di più in questa grande piccola Arca di Noè. L’Associazione è aperta a tutti: ad appassionati dell’etologia, a curiosi di Natura, a filosofi, biologi, psicologi, veterinari, a tutti. A tutte le persone che amano gli animali e li rispettano, a chi vuole saperne di più, a chi vuole viaggiare in maniera sostenibile e a chi, semplicemente, vuole sostenere la nostra realtà.
Associarsi costa davvero poco: solo 5€ (lo si può fare direttamente dal nostro sito), ed è un modo simbolico per appoggiare le nostre idee e le nostre battaglie.

Una tra le più importanti campagne educative al momento è quella del rispetto del selvatico. Stiamo educando, facendo ricerche scientifiche e divulgando alla “non interazione” tra Uomo e animali selvatici. Cerchiamo di sensibilizzare sul fatto che amare un selvatico non vuol dire farlo proprio, non vuol dire avvicinarlo con il cibo e scattarsi selfie con lui, né tantomeno privarlo della sua “selvaticità” tenendolo a casa.

Il peggior nemico degli animali non è chi non li ama, ma chi li ama in modo sbagliato – ed è un messaggio, questo, molto difficile da far arrivare soprattutto a chi crede di amare gli animali, ma probabilmente ne è solo ammirato.

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