Oxychilus alliarius: Una chiocciola sorprendente

Lumaca appartenente al genere Limax fotografata nelle Alpi orientali su un tronco ricoperto da muschio. (Foto di Giada Padovani)

Conosciamo tutti questi simpatici animali mollicci che appaiono di solito dopo i temporali, quelli che vengono chiamati comunemente lumache. Spesso questo termine viene usato in modo errato. Quelle che normalmente chiamiamo lumache sono molluschi gasteropodi polmonati che nel linguaggio comune si differenziano in chiocciole se provviste di conchiglia, e lumache se sprovviste di conchiglia visibile (in alcune specie la conchiglia c’è ma si è rimpicciolita talmente tanto da non essere visibile ed essere nascosta al di sotto della cute dell’animale).

La chiocciola protagonista di questo articolo appartiene al genere Oxychilus, il quale comprende circa 70 specie igrofile, ovvero che prediligono ambienti costantemente ricchi di umidità, diffuse in un areale che si estende in tutta Europa. Il suo habitat prediletto include ambienti umidi pedemontani, foreste decidue, pareti rocciose e grotte. Questo significa che è possibile trovarla nella maggior parte dei boschi collinari, all’incirca dai 200 ai 700 metri di altitudine, anche se si spinge fino a 1500 metri in alcune zone Alpine.

Come riconoscerla?

Da adulta, ovvero raggiunto l’anno di età, ha una lunghezza che varia da 8 mm a 15 mm, con una conchiglia semitrasparente e un corpo grigio o nero – bluastro.

Qual è la sua particolarità?

Oxychilus sp. Si nutre di un grillo di grotta. (Foto di Emanuele Biggi)

Nell’immaginario collettivo chiocciole e lumache si nutrono solamente di vegetali. Ci si potrebbe quindi chiedere come fa questa chiocciola a vivere in grotta, dato che in questo ambiente non si trovano molte fonti di cibo vegetali, che abbondano invece nelle zone forestali. In realtà molte chiocciole e lumache sono onnivore, possono perciò nutrirsi di elementi sia vegetali che animali, trovati lungo il loro cammino. È proprio qui che si riscontra un carattere che lascia sorpresi: le specie appartenenti al genere Oxychilus non solo sono onnivore come molte altre chiocciole, sono anche predatrici, ciò significa che cacciano attivamente le loro prede. Si nutrono anche di resti vegetali ma preferiscono lombrichi, piccoli insetti, lumache e altre chiocciole. Ovviamente, nonostante la sua voracità, essa non si trova all’apice della catena alimentare. I suoi predatori principali sono uccelli appartenenti alla famiglia dei Passeroidei, i quali, oltre a semi e insetti, non disdegnano un pasto a base di molluschi.

Nonostante ciò, dato che a nessuno piace farsi mangiare, alcune chiocciole del genere Oxychilus hanno sviluppato un particolare adattamento repellente: quando si sente minacciata ad esempio, la specie Oxychilus alliarius, secerne un muco che, come indica il nome, ha un forte odore simile all’aglio. “Alliarius” si riferisce proprio al genere Allium, a cui appartengono diverse specie di piante, tra cui l’aglio che normalmente viene usato in cucina, ossia Allium sativa.

Una specie invasiva 

In Europa, essendo specie autoctone, sono inserite da tempo nell’ecosistema e le loro prede principali hanno avuto tempo per evolvere strategie che ne rendono la cattura più complicata, permettendo alle diverse specie predate di non essere completamente sopraffatte dall’azione del predatore e di non estinguersi. In altre aree del mondo non funziona allo stesso modo, ad esempio alle Hawaii, Oxychilus alliarius è una specie alloctona invasiva.

Significa che non si è evoluta in quel territorio, ma è stata importata dalle attività umane ed è diventata problematica per le specie locali, in particolare per i gastreopodi polmonati locali, i quali vengono facilmente predati da questa chiocciola, dato che non possiedono difese efficaci e sono generalmente di dimensioni inferiori (di solito minori di 3 millimetri). Da quando è stata introdotta su queste isole nel 1937, Oxychilus alliarius si è diffusa in poco tempo in tutto l’arcipelago.

Purtroppo, con il costante scambio di merci e la circolazione di persone, incidenti come questo sono all’ordine del giorno: è molto facile infatti, trasportare accidentalmente specie invasive come questa, sotto forma di uova che rimangono o attaccate alle merci oppure aggregate nel terriccio che può essere trasportato anche sotto le suole delle scarpe.

Bibliografia

  • Curry P. A., Yeung N. W., Hayes K. A., Meyer W. M., Taylor A. D. & Cowie R. H., 2016. Rapid range expansion of an invasive predatory snail, Oxychilus alliarius (Miller 1822), and its impact on endemic Hawaiian land snails. Biol Invasions, 18, 1769-1780.
  • Meyer W. M. & Cowie R. H., 2010. Feeding preferences of two predatory snails introduced to Hawaii and their conservation implications. Malacologia, 53(1), 135-144.
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