Evoluzione ad occhio nudo: il caso della lucertola campestre

La lucertola campestre (Podarcis siculus) è un sauro diffuso principalmente in Italia, rintracciabile però anche in zone confinanti come Francia, Germania ed ex-Iugoslavia. È un rettile molto adattabile e può essere rintracciabile in un molte tipologie di habitat, purché sia sempre presente una zona assolata per permettergli di termoregolarsi. Grazie alla sua versatilità, questa lucertola è stata introdotta (accidentalmente o non) in altre zone europee e americane, comprese le isole mediterranee.

Areale europeo di Podarcis siculus (da Wikipedia)

Le introduzioni sull’isola di Pod Mrčaru

Nel 1971, il professor Eviatar Nevo e collaboratori catturarono 5 coppie di Podarcis siculus dall’isola croata Pod Kopište, introducendole a fini di studio nella vicina Pod Mrčaru.

Nonostante la vicinanza geografica, le due isole risultano differenti sotto alcuni aspetti: Pod Kopište è un isola-scoglio relativamente grande (0,09 km²) con un ecosistema prevalentemente roccioso, mentre Pod Mrčaru risulta molto più piccola (0,03 km²) e con una grossa copertura vegetale. Su Pod Mrčaru inoltre era già presente una specie nativa, la lucertola adriatica (Podarcis melisellensis), anche lei probabilmente introdotta in tempi relativamente recenti. La ricerca di Nevo venne però sospesa, a causa dei conflitti iugoslavi, che non permisero di esaminare gradualmente gli effetti di questa introduzione.

Una lucertola erbivora

Negli anni 2004-2007, una squadra scientifica ritornò a Pod Mrčaru per effettuare degli studi sulle 2 specie di lucertole, con risultati inaspettati.

Le lucertole adriatiche (Podarcis melisellensis) erano completamente scomparse dall’isola, eradicate dalle più competitive e aggressive lucertole campestri (Podarcis siculus). Queste ultime, mostravano enormi cambiamenti morfologici ed etologici dalle 5 coppie iniziali, dopo soli 36 anni.
Innanzitutto la testa dell’animale risultava più grande, capace di imprimere al morso pressioni maggiori rispetto ad una tipica Podarcis.

Il motivo di questo adattamento deve essere ricercato nel drastico cambiamento della loro dieta: essendo l’isola molto piccola rispetto a quella iniziale, il minor numero di insetti da predare forzò le lucertole campestri, quasi esclusivamente insettivore, a nutrirsi maggiormente di materiale vegetale. Un morso più potente infatti, permette di spezzare con facilità pezzi di steli e foglie, il cibo più frequente ritrovato negli stomaci della popolazione insulare.

Il consumo di vegetali nelle lucertole di Pod Mrčaru varia in base alle stagioni (dal 34% al 61%), ma risulta nettamente maggiore rispetto alle lucertole di Pod Kopište e alle popolazioni continentali (da 4% a 7%).

Un ulteriore adattamento all’erbivoria di queste lucertole è lo sviluppo all’interno dell’intestino di una valvola ileo-cecale, che rallenta il passaggio del cibo, facilitandone la fermentazione; questa valvola intestinale è molto rara nei rettili ed è presente in meno dell’ 1% delle specie odierne. La flora intestinale presenta invece nematodi commensali, non presenti nelle Podarcis siculus d’origine, capaci nel convertire la cellulosa in acidi grassi (digeribili dalla lucertola).

Intestino di P. siculus da Pod Mrčaru, con indicata la valvola ileo-cecale.

Docili e pigre

Gli adattamenti all’erbivoria hanno indotto anche dei cambiamenti nella struttura sociale della lucertola, che grazie alla maggior fruibilità del cibo ha perso completamente l’indole marcatamente territoriale tipica della specie; la densità di popolazione è difatti aumentata del 500% rispetto alle popolazioni continentali.

La minore necessità di cacciare prede mobili e la minor pressione predatoria sull’isola hanno invece portato a una riduzione degli arti delle lucertole, rendendole meno veloci e incapaci in lunghi scatti. Inoltre, se le lucertole avvertono un pericolo, tendono a restare immobili piuttosto che scappare, mimetizzandosi tra le piante.

Tutti questi adattamenti sono stati evoluti con una rapidità impressionante, in meno di 30 generazioni; ciò evidenzia come alcune specie animali possano adattarsi in maniera molto rapida a nuovi ecosistemi.

Bibliografia

  • Herrel, A., Huyghe, K., Vanhooydonck, B., Backeljau, T., Breugelmans, K., Grbac, I., … Irschick, D. J. (2008). Rapid large-scale evolutionary divergence in morphology and performance associated with exploitation of a different dietary resource. Proceedings of the National Academy of Sciences, 105(12), 4792-4795 https://doi.org/10.1073/pnas.0711998105
  • Vervust B. , Grbac I. , Van Damme R., (2007) Differences in morphology, performance and behaviour between recently diverged populations of Podarcis sicula mirror differences in predation pressure. Oikos 116:1343–1352  https://doi.org/10.1111/j.0030-1299.2007.15989.x
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