Il Ginkgo biloba, originario della Cina, è considerato un fossile vivente sopravvissuto dal Permiano fino ad oggi. Caratteristica di questo albero sono le sue foglie a forma di ventaglio di colore verde chiaro, che in autunno assumono una colorazione giallo vivo molto decorativa.

Appartiene alle Gimnosperme, infatti, non presenta fiori. I semi non sono protetti dall’ovario. Le strutture a forma di albicocca che sono prodotte dagli esemplari femminili non sono frutti, sono semi ricoperti da un involucro carnoso.
11245398_841898812556029_837319266_nNel 1750 arrivò in Italia il primo Ginkgo biloba che si trova tuttora nell’Orto Botanico di Padova. Le foglie di questo antichissimo albero contengono diversi principi attivi come i terpeni, polifenoli, flavonoidi che agiscono sulle funzioni cerebrovascolari e sui disturbi della memoria, tali da suggerirne l’uso nella malattia di Alzheimer.

Una curiosità

il nome Ginkgo, deriva probabilmente da un’erronea trascrizione del nome giapponese ginkyō derivante a sua volta da quello cinese “yin-kuo” («albicocca d’argento»). Questo nome è stato attribuito alla specie dal famoso botanico Carlo Linneo nel 1771 all’atto della sua prima pubblicazione botanica. Il nome della specie (biloba) deriva invece dal latino bis e lobus con riferimento alla divisione in due lobi delle foglie, a forma di ventaglio.

Articolo redatto da Ludovico Cataldi.

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