La grande mischia dell’evoluzione umana

Recenti scoperte mostrano che l’idea di un’evoluzione lineare dell’uomo è sbagliata, e che fino a tempi recenti numerose specie hanno convissuto negli stessi luoghi

L’evoluzione, si sa, può procedere attraverso diverse strade, a volte semplici e lineari ed altre volte più complesse. Noi tutti siamo stati abituati a vedere l’evoluzione umana come una storia relativamente semplice, in cui una specie scompare e dà il via alla successiva, arrivando dal primitivo australopiteco al moderno Homo sapiens (curiosamente rappresentato sempre come un uomo maschio bianco). Per questo motivo ci apparirà familiare un’immagine come la seguente, tratta da un celebre cartone animato.

evoluzione umana

La realtà, come spesso accade, è ben diversa, e una serie di scoperte degli ultimi anni sta iniziando a mostrare una storia ben più complicata per l’evoluzione umana; in tutto il mondo stanno venendo alla luce i resti di nuove specie appartenenti alla linea evolutiva umana, che mostrano come in diversi luoghi e in diversi momenti della storia abbiano convissuto diverse specie, diversi modelli per così dire, di “uomo”.

L’evoluzione umana non è quindi come una staffetta, in cui la specie precedente dà il via a quella successiva fino ad arrivare a noi, ma assomiglia di più a una mischia, in cui diverse specie si son trovate a convivere contemporaneamente e in diversi luoghi. L’immagine più corretta non è quindi quella di una linea, ma bensì di un cespuglio, con rami e rametti rappresentati le varie specie di uomo.

Il cespuglio dell' evoluzione umana (da Smithsonian's Human Origins Program)
Il cespuglio dell’evoluzione umana (da Smithsonian’s Human Origins Program)

Intorno ai due milioni di anni fa, ad esempio, potrebbero aver convissuto fino a sette diverse specie più o meno appartenenti al nostro cespuglio evolutivo.

Il fatto sorprendente è che questa diversità si è mantenuta intatta fino a tempi estremamente recenti. Quarantamila anni fa, ad esempio, convivevano sulla terra almeno quattro specie di “uomo”; la nostra naturalmente, cioè Homo sapiens, l’uomo di Neanderthal (Homo neandertalensis), i misteriosi uomini di Denisova, di cui sono stati appena scoperti resti frammentari, e i piccolissimi uomini di flores (Homo floresiensis), la cui scoperta nel 2004 generò un piccolo terremoto tra i paleontologi.

E’ straordinario che così tante specie convivessero ancora in un passato tanto recente; 40.000 anni sono appena l’altro ieri, pensando in termini geologici, e sono ancora più vicini a noi se pensiamo che la nostra specie è comparsa sulla terra circa 200.000 anni fa: per più di tre quarti della nostra storia, dunque, abbiamo convissuto con modelli diversi, alternativi potremmo dire, di “uomo”.

Il discorso appare ancor più meraviglioso se pensiamo che l’uomo di Flores potrebbe essere sopravvissuto fino a 13.000 anni fa (anche se le datazioni dei resti sono molto dubbie); nel momento in cui l’uomo stava scoprendo l’agricoltura, quindi, esisteva ancora in un’altra parte del mondo una diversa specie umana: di lì a poco sarebbero nate le prime città e le prime civiltà.

Come abbiamo visto, dunque, abbiamo conosciuto i nostri cugini, e abbiamo a lungo convissuto con loro. Quali erano i rapporti tra le diverse specie? Erano amichevoli, o conflittuali? Immaginatevi un gruppo di Homo Sapiens a caccia in una steppa europea di 40.000 anni fa; sono uomini come noi, ci separa da loro solo la cultura. Improvvisamente compare un gruppo di Neanderthal: come hanno reagito i nostri antenati? Vedevano in questi uomini una minaccia, dei competitori per le risorse, o una fonte alimentare?

Alcune risposte a queste domande iniziano a comparire: analisi genetiche hanno ad esempio dimostrato che tracce del DNA degli uomini di Neanderthal e di quelli di Denisova è presente negli uomini moderni, indicando quindi almeno una parziale incontro riproduttivo tra le specie. Per altre risposte bisognerà attendere nuovi reperti, che facciano luce sui rapporti tra le diverse specie umane che hanno convissuto per millenni negli stessi luoghi. Nell’attesa, dimentichiamoci la familiare immagine della linea evolutiva umana che ci è stata insegnata, e iniziamo a familiarizzare con l’idea di un cespuglio di specie umane.

Per approfondire: http://humanorigins.si.edu/

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