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App medicali: un’importante risorsa per la telemedicina

Le app medicali sono inserite nel molto più ampio settore della telemedicina e rappresentano una risorsa di facile utilizzo e immediata per facilitare l’interazione da remoto tra paziente e personale sanitario. La pandemia da Covid-19 e il distanziamento sociale che ne è seguito ne hanno evidenziato l’utilità e l’importanza, portando a un grande sviluppo del settore.

La mobile health e la definizione di app medicali

L’espressione mobile health (o mHealth), secondo il Comitato Nazionale per la Bioetica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, indica l’utilizzo in ambito medico-sanitario di smartphone, tablet e dispositivi digitali, con o senza sensori indossabili, e di tecnologie mobili e di comunicazione wireless. In particolare, all’interno della mHealth hanno un ruolo fondamentale le applicazioni mobili (o app). Un’app è un programma informatico specifico che può essere scaricato e utilizzato tramite il proprio dispositivo mobile, per eseguire determinati compiti. All’interno di queste app afferenti all’mHealth, è possibile distinguere due tipi di app:

  • Le applicazioni per il benessere sono tutte le applicazioni che si occupano di salute e fitness. Per esempio possono essere usate per conteggiare le calorie, contare i passi o monitorare lo stato emotivo di chi ne usufruisce.
  • Le applicazioni medicali sono le applicazioni che riguardano prevenzione, diagnosi, cura di patologie, assistenza e riabilitazione. Si tratta in alcuni casi di vere e proprie terapie digitali (digital therapeutics), ovvero strumenti di medicina digitale che hanno, come è emerso da studi clinici, comprovata efficacia e sicurezza nel prevenire, gestire e curare disturbi.

Di tutte le app inerenti al mondo dell’mHealth, le app di gestione delle malattie rappresentano il 47% delle più usate. Tra di esse, circa la metà del totale sono usate per la prevenzione, il monitoraggio o il trattamento di malattie cardiovascolari, salute mentale e diabete.

La recente pandemia da Covid-19 ha sicuramente evidenziato l’importanza dell’mHealth, portando a un evidente sviluppo di questa tipologia di app. Secondo uno studio del 2021 dell’IQVIA Institute for Human Data Science, nel 2020 sono state introdotte sul mercato 90mila app, quindi una media di 250 al giorno, e gli investimenti in questo settore sono aumentati: nella prima metà del 2021, negli USA hanno raggiunto il record di 14,7 miliardi di dollari. Cifre che hanno superato in soli 6 mesi l’intero ammontare riferito al 2020. Considerando inoltre che nel 2015, come riportato dall’IMS institute of healthcare informatics, le applicazioni mobili appartenenti alla macroarea sanitaria erano 165.000 in totale, ci si accorge facilmente del trend in crescita.

Diversi ambiti di applicazione delle app medicali

Numerosi sono i campi di applicazione in cui la telemedicina, sfruttando le app medicali, può inserirsi per facilitare l’assistenza al paziente. Di seguito vengono riportati tre esempi riguardo all’utilizzo di queste app in diversi ambiti, nella prevenzione, nella diagnosi e nel monitoraggio delle patologie.

Monitoraggio a distanza dei pazienti affetti da Covid-19: l’app Smart Axistance C-19

  • Scopo. L’app Smart Axistance C-19 è nata per l’esigenza, durante il picco pandemico, di liberare posti letto in ospedale in una situazione in cui questi scarseggiavano a causa dell’ingente numero di pazienti ricoverati. L’applicazione, sviluppata da Enel X in collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, ha consentito ai pazienti affetti da Covid-19 ma dimessi dall’ospedale di connettersi con i medici e gli operatori del Policlinico Gemelli direttamente da casa, in modo che potessero essere monitorati da remoto.
  • Funzionamento. I pazienti avevano la possibilità di effettuare autonomamente la misurazione di diversi parametri clinici (frequenza cardiaca, temperatura, saturazione di ossigeno) attraverso dispositivi diagnostici, come il saturimetro, collegati all’applicazione stessa. Acquisiti i vari parametri, l’app permetteva di trasmetterli online ai medici e al personale sanitario. Una volta esaminati i dati, se necessario il medico poteva scegliere di intervenire con tempestivi cambi di terapia, prenotazione di visite specialistiche o per un primo intervento in videochiamata. Veniva quindi effettuata un vero e proprio monitoraggio del paziente da remoto.
  • Vantaggi. Secondo le stime, grazie all’utilizzo di questa applicazione il 63% dei pazienti è stato dimesso precocemente. Questo ha significato un abbassamento dei costi dei ricoveri e una maggiore disponibilità di posti letto, necessari dato la carenza in atto in quel periodo. Per via del suo successo è stata adattata anche dalla ASL dell’Abruzzo e della Regione Calabria.

Patologie cardiovascolari: l’app Fibricheck per la fibrillazione atriale

  • Scopo. Sviluppata anch’essa durante il periodo pandemico, l’app Fibricheck sfrutta lo smartphone o tablet della persona per misurare il battito cardiaco e diagnosticare precocemente eventuali fibrillazioni atriali. A partire dall’inizio della pandemia, ha rapidamente raggiunto i 500mila utenti in 43 stati diversi.
  • Funzionamento. L’app è stata classificata come dispositivo medico, vale a dire che permette essa stessa la misurazione del parametro di interesse senza dover ricorrere a ulteriori strumenti medicali. Infatti, consente di misurare la frequenza cardiaca semplicemente poggiando il dito sullo schermo. Il segnale viene poi trasmesso al proprio medico curante, che così in ogni momento può avere a disposizione i dati ed effettuare le sue valutazioni. Dall’inizio della pandemia, dopo solo 2 mesi già 40 centri diffusi per l’Europa avevano adottato questo sistema. In questo modo i pazienti potevano comunque ricevere un consulto riguardo la loro frequenza cardiaca senza doversi recare in presenza. Si stima che grazie a quest’app centri come Liverpool avessero sostituito il 95% delle consulenze fatte di persona.
  • Vantaggi. Le automisurazioni effettuate da casa aumenterebbero le possibilità di diagnosticare la fibrillazione atriale, specialmente negli stadi iniziali di insorgenza quando è più difficile osservarla durante le visite programmate, a causa della natura intermittente della patologia. L’importanza di una diagnosi precoce si evidenzia considerando che il 25% delle fibrillazioni atriali porta all’infarto, ma il 75% di questi casi potrebbero essere evitati con pronta diagnosi e pronto intervento, effettuati grazie anche all’aiuto dell’app. Dal punto di vista economico, si stima che la fibrillazione atriale costi al sistema sanitario inglese una cifra tra gli 1,43 e i 2,55 milioni di sterline. Dati peraltro destinati ad aumentare nei prossimi vent’anni. Ridurre o eliminare le ospedalizzazioni attraverso una diagnosi precoce e un monitoraggio continuativo diminuirebbe fortemente queste cifre.

Patologie croniche: il diabete mellito e l’app FreeStyle LibreLink

  • Scopo. I pazienti affetti da diabete mellito sono costretti a monitorare quotidianamente i loro livelli di glucosio nel sangue e a modificare il loro stile di vita per mantenerlo nei livelli corretti. L’app medicale Freestyle LibreLink risponde proprio a questa necessità, in quanto permette ai pazienti di misurare agevolmente i loro livelli di glucosio.
  • Funzionamento. L’app è collegata a un sensore che si applica sul braccio della persona e che consente di misurare i livelli di glucosio nel liquido interstiziale (cioè nel fluido acquoso che è presente tra le cellule dell’organismo). Una volta applicato il sensore, effettuando una scansione dello stesso tramite l’app è possibile ottenere il valore del glucosio nel sangue. L’operatore sanitario può a sua volta accedere alla piattaforma e visualizzare da remoto il profilo glicemico e un report con diverse statistiche del controllo glicemico. In questo modo il team diabetologico sarà in grado di monitorare costantemente il paziente e, se necessario, intervenire, per esempio con un cambio di terapia. Inoltre, la rappresentazione grafica dell’andamento della glicemia offerta dall’app permette anche al paziente un’automisurazione e un autocontrollo maggiore della sua malattia.
  • Vantaggi. Le persone con patologie croniche sono quelle che più di tutte necessitano di un’assistenza costante e prolungata nel tempo. Inoltre, con l’aumentare dell’età media e l’invecchiamento della popolazione, le persone che hanno malattie croniche sono in rapido aumento. In questo scenario, le app medicali permettono da un lato di migliorare l’autogestione della malattia da parte del paziente stesso, e dall’altro di facilitare la comunicazione e i controlli da parte del personale sanitario. Durante l’emergenza da Covid-19, l’IRCCS Multimedica di Milano ha utilizzato quest’app medicale per la gestione dei pazienti affetti da diabete mellito, particolarmente fragili e per cui poter effettuare i controlli senza uscire di casa era di primaria importanza.

Le criticità e i limiti dell’uso delle app medicali

Nonostante le potenzialità di queste applicazioni, esse presentano chiaramente anche delle criticità, prima tra tutte quella riguardante la privacy. Infatti, i dati in questione sono dati sensibili, quindi è fondamentale tutelarli. La diffusione incontrollata di questi dati porterebbe a situazioni in cui possiamo essere discriminati in base alla nostra presenza o assenza di determinate patologie, per esempio in sede di colloquio di lavoro.

Sul British Medical Journal nel 2021 è stato pubblicato uno studio sull’argomento. Gli autori hanno analizzato le politiche sulla privacy di numerose app (medicali e non) disponibili in quel momento. Questo studio ha evidenziato che il 45% delle app medicali prese in esame o non specificava proprio la propria politica sulla privacy o, pur specificandola, la violava. Nello studio viene però anche precisato che le app medicali risultavano essere comunque più sicure, rispetto alle app di altre categorie analizzate, dal punto di vista della tutela dei dati personali.

Altre criticità riguardano:

  • la necessità di possedere uno smartphone o tablet per poterle utilizzare, rendendo l’accesso difficoltoso a chi non dispone o ha difficoltà a usare questi apparecchi.
  • Difficoltà per il medico a riuscire a gestire sia il monitoraggio telematico dei pazienti sia le visite e gli appuntamenti frontali. Questo sottolinea come la maggiore diffusione di queste app e di altri strumenti di telemedicina dovrebbe accompagnarsi a una riogranizzazione del lavoro del medico.
  •  Difficoltà nel fornire adeguata remunerazione per il personale sanitario a seguito delle prestazioni svolte in maniera telematica.

Appare tuttavia chiaro come, nonostante le limitazioni appena descritte, le app medicali rappresentino un importantissimo strumento di telemedicina per favorire la prevenzione, diagnosi e gestione delle patologie e migliorare l’assistenza al paziente.

«Nella sanità del Covid, e a maggior ragione in quella del post-Covid, l’innovazione tecnologia sarà una leva decisiva nell’assistenza ai pazienti.»

– Marco Elefanti, Direttore della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS

Referenze

  1. Spissu M., et al., 2017. Le applicazioni mobili in Sanità: aspetti regolatori e review sul loro utilizzo nelle patologie croniche più frequenti. G Tec Nefrol Dial;29(1):3-10.
  2. Fleming G. A., et al., 2020. Diabetes Digital App Technology: Benefits, Challenges, and Recommendations. A Consensus Report by the European Association for the Study of Diabetes (EASD) and the American Diabetes Association (ADA) Diabetes Technology Working Group. Diabetes Care;43(1):250–260.
  3. IQVIA Institute, 2021. Consumer Health Apps and Digital Health Tools Proliferate, Improving Quality and Health Outcomes for Patients, Says New Report from IQVIA Institute.
  4. Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, 2022. Smart Axistance C-19 di Enel X e Gemelli “Best Product” all’Innovation Sustainability Summit.
  5. Gawałko M., et al. 2021. The European TeleCheck-AF project on remote app-based management of atrial fibrillation during the COVID-19 pandemic: centre and patient experiences. Europace. Jul 18;23(7):1003-1015. Doi: 10.1093/europace/euab05.
  6. Health Innovation Network, National Institutes of Health, 2020. Fibricheck.
  7. Drincic, et al., 2016. Evidence-based Mobile Medical Applications in Diabetes. Endocrinol Metab Clin North Am. Dec;45(4):943-965. doi: 10.1016/j.ecl.2016.06.001.
  8. FreeStyle Libre.
  9. Tangari G., et al. 2021. Mobile health and privacy: cross sectional study. BMJ 2021;373:n1248. Doi: 10.1136/bmj.n1248.
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