Paleontologia

Alle origini dell’evoluzione umana: i primi ominidi

Scoperti tra la fine degli anni Novanta e gli inizi del Duemila in Africa centrale e orientale e datati a più di 5 milioni di anni fa: sono i più antichi parenti di Homo sapiens. Tre in particolare le specie finora conosciute.

Sahelantropus tchadensis

Sahelantropus tchadensis (foto in copertina), vissuto in Ciad fra i 6 e i 7 milioni di anni fa, è il più antico ominide finora conosciuto. Aveva già caratteri misti “ape-like”, tipici delle scimmie antropomorfe, e “human-like”, tipici dell’uomo. Tra i caratteri ape-like spiccano: capacità cranica ridotta (minore degli attuali scimpanzé), faccia sporgente e arcata sopraccigliare molto spessa. I caratteri human-like comprendono invece canini molto piccoli e disposizione del foramen magnum (l’apertura del cranio in cui si inserisce la colonna vertebrale). Molto probabilmente, Sahelantropus era in grado di camminare sulle due zampe posteriori: questo perché il foramen si trova alla base del cranio, in una posizione molto simile a quella dell’uomo.

Orrorin tugenensis

Soprannominato “Millennium Man” (Uomo del Millennio), Orrorin tugenensis è vissuto in Africa orientale circa 6 milioni di anni fa. La taglia era simile a quella degli scimpanzé. Probabilmente era in grado sia di camminare su due zampe, sia di arrampicarsi agilmente sugli alberi, come Sahelantropus.

Ardipithecus kadabba

Vissuto tra i 5.8 e i 5.2 milioni di anni fa in Africa orientale, Ardipithecus kadabba è il terzo e ultimo ominide conosciuto del Miocene superiore. Simile agli attuali scimpanzé per forma e dimensioni del corpo, era anch’egli bipede. Grazie all’associazione con fossili animali, è stato anche ricostruito l’ambiente in cui viveva: boschi e praterie.

ominidi albero

Importanza e collocamento nell’albero evolutivo

Le tre specie sono fondamentali per comprendere alcuni aspetti dell’evoluzione umana. Per prima cosa, questi ominidi dimostrano che già agli albori della sua evoluzione, il gruppo aveva un’ampia distribuzione geografica (dall’Africa centrale a quella orientale). In secondo luogo, indicano che la comparsa di molti caratteri umani tipici (come il bipedismo) è molto antica. Purtroppo però non sappiamo in che modo siano correlate le tre specie, né abbiamo idea di quanto fosse effettivamente marcato il loro bipedismo.

Gli ominidi del Miocene superiore si collocano quindi alla base dell’albero evolutivo umano. Sono gli antenati dell’uomo più vicini agli altri primati, in particolare al gruppo di cui fanno parte gli attuali scimpanzé comune (Pan troglodytes) e bonobo (Pan paniscus), da cui la linea umana si è separata oltre 7 milioni di anni fa.

Bibliografia

  • Smithsonian Human Origins Program
  • Brunet M. et al. (2005): New material of the earliest hominid from the Upper Miocene of Chad. Nature 434 (7034), 752-755.
  • Haile-Selassie Y. et al. (2004): Late Miocene teeth from Middle Awash, Ethiopia, and early hominid dental evolution. Science 303, 1503-1505.
  • Richmond B.G., Jungers W.L. (2008): Orrorin tugenensis femoral morphology and the evolution of hominin bipedalism. Science 319, 1662-1665.

Laureata in Scienze Naturali, attualmente sono specializzanda in Evoluzione Biologica Umana. Credo fortemente nella divulgazione come mezzo per portare fuori dell'accademia le conoscenze scientifiche, che penso debbano essere alla portata di tutti. Gestisco un blog divulgativo personale nell'ambito dell'antropologia evolutiva (Il Cammino di Lucy).

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