Allattamento al seno: fabbisogno energetico e indicazioni nutrizionali

L’allattamento al seno è una comunicazione madre-neonato di estrema importanza, non solo affettiva, ma anche per la salute del bambino. Le scelte alimentari materne dovranno rispecchiare quelle di una sana e corretta alimentazione, senza inutili privazioni e prestando eventualmente attenzione ad alcuni alimenti che possono comportare flatulenza e alterare il gusto del latte rendendolo sgradevole (qualora il bambino lo manifesti). Il latte materno è il primo alimento con cui il neonato viene a contatto e cambia la propria composizione mano a mano che l’organismo del bambino si adatta. Inizialmente viene secreto come colostro, un liquido denso, giallastro e ricco di IgA, linfociti, proteine e sali minerali. Dopo una breve fase di transizione (latte di transizione), raggiunge la sua composizione definitiva, che rispetto al colostro di partenza contiene più zuccheri (per lo più lattosio) e grassi.

Perché allattare al seno?

Il latte materno è il miglior alimento che il neonato possa ricevere in quanto naturalmente equilibrato e completo per far fronte alle sue necessità. Contiene anche gli anticorpi della madre e per questo è fondamentale per ridurre l’incidenza di gastroenteriti, infezioni e allergie. Promuove, inoltre, il miglioramento della vista, lo sviluppo psicomotorio e quello del microbiota intestinale. Allattare al seno favorisce anche una naturale perdita di peso materno, riduce il rischio di osteoporosi con l’avanzare dell’età e quello di incidenza di cancro al seno e all’ovaio. Non meno importante, l’allattamento costituisce un’esperienza affettiva tra madre e bambino.

Fabbisogno energetico e di macronutrienti

Energia. Una madre malnutrita tenderà a prelevare i nutrienti dalle proprie riserve energetiche, con il rischio di andare incontro a deficit importanti che possono poi anche portare a malattie come l’osteoporosi. Esclusivamente per i primi 6 mesi di allattamento è consigliato pertanto che la mamma riceva un fabbisogno energetico aggiuntivo di circa 500 kcal/giorno. Questo chiaramente rapportato al quantitativo di latte prodotto, al suo contenuto energetico e alla capacità di deposizione dell’energia nel latte. Successivamente il quantitativo di latte prodotto si riduce progressivamente, anche a seguito della fase di svezzamento del bambino.

Proteine. Ad aumentare, in maniera proporzionale alla quantità di latte prodotto, è anche il fabbisogno proteico, come conseguenza della sintesi delle proteine del latte materno. Per i primi 6 mesi di vita, il latte rappresenta l’unico alimento per il neonato, ed è per questo che viene raccomandato un supplemento di:

  • 21 g di proteine al giorno nel primo semestre
  • 14 g di proteine al giorno nel secondo semestre

Lipidi. Il quantitativo di lipidi che la nutrice deve assumere rimane invariato rispetto a quello consigliato in una fase di non allattamento, ovvero corrisponde al 20-35% delle calorie totali. L’attenzione va focalizzata, come in gravidanza, al fabbisogno di acidi grassi essenziali, consigliando una supplementazione di 100-200 mg di DHA (acido docosaesaenoico), fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso del bambino e per ricostituirne le riserve materne.

Carboidrati e fibre. Nulla varia anche nel caso dei carboidrati, il cui fabbisogno rimane compreso tra il 45-60% delle calorie totali. Per evitare uno scarso apporto di fibre, la nutrice deve avere nella propria dieta un vario e regolare consumo di frutta, verdura e legumi.

Acqua. Si sa, il principale componente del latte è l’acqua, per questo una donna in fase di allattamento deve integrare il proprio fabbisogno idrico di 700 ml, per un totale di 2700 ml giornalieri.

Fabbisogno di micronutrienti

Per la nutrice aumenta il fabbisogno anche di vitamine e sali minerali, ma una dieta sana, varia ed equilibrata riesce da sola a soddisfare tranquillamente queste richieste, senza dover assumere eventuali integrazioni farmacologiche. Un’eventuale carenza di nutrienti può avere due conseguenze a seconda dei casi:

  • il nutriente nel latte diviene meno concentrato

oppure

  • il suo quantitativo rimane invariato perché sottratto dalle riserve della madre (esempio più comune nel caso di alimentazione povera di calcio)

Indicazioni nutrizionali

Durante la fase di allattamento non vi sono particolari restrizioni alimentari, ma si consiglia per lo più di limitare l’assunzione di alcuni cibi che possono portare, nel neonato, il rifiuto del latte materno o la formazione di coliche. Tra questi:

  • spezie, aromi e alimenti dall’aroma intenso che potrebbero alterare il gusto del latte materno
  • insaccati, uova o carni crude, crostacei, molluschi, selvaggina, in quanto potrebbero causare disturbi intestinali al bambino
  • agrumi, arachidi, molluschi, crostacei, dadi per brodo, frutti di bosco, pomodori e latticini, che soprattutto in caso di predisposizione familiare potrebbero dar luogo ad effetti allergizzanti
  • fagioli, frullati, lieviti e latticini, i quali favoriscono la produzione di gas e di conseguenza aumentare la frequenza di coliche nel neonato
  • alcol, in quanto passa nel latte materno

Per quanto riguarda il consumo di caffè, questo è consentito in modiche quantità (non più di 3 tazzine al giorno), sebbene possa capitare che alcuni lattanti siano più sensibili alla caffeina e di conseguenza manifestare irritabilità o difficoltà a dormire.

Conclusioni

La produzione del latte avviene fisiologicamente tenendo conto delle effettive necessità del neonato che attraverso la suzione stimola il rilascio di prolattina e ossitocina (gli ormoni responsabili della produzione e secrezione del latte). Il cibo assunto dalla madre sarà scomposto in macro e micronutrienti che attraverso il latte saranno quindi assunti anche dal lattante. Per questo un’alimentazione sana ed equilibrata è indispensabile per la salute sia della madre che del bambino. Durante l’allattamento non esistono alimenti vietati o proibiti, ma piuttosto, osservando le reazioni e le risposte del neonato, la madre andrà ad adeguare le proprie scelte alimentari.

Bibliografia

  • Nutrizione e dietologia. 2015. Ed. Zanichelli. Gianfranco Liguri, Pag 267-269
  • Manuale di Nutrizione Applicata IV Edizione. 2017. Ed. Idelson-Gnocchi. Riccardi, Pacioni, Giacco, Rivellese. Pag 159-161
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