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Agopuntura: meccanismi, effetti e controindicazioni

L’agopuntura è un’antica metodica terapeutica che consiste nell’infissione di aghi in particolari punti corporei detti agopunti. Questa pratica della medicina tradizionale cinese, largamente utilizzata anche in Occidente, è nota nei paesi europei da circa tre secoli grazie alle traduzioni dei libri cinesi fatte dai Padri Gesuiti francesi nel diciassettesimo secolo. Nel giugno del 1979, l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce l’efficacia dell’agopuntura nel trattamento di 43 patologie. Secondo la legislazione italiana, questa tecnica può essere praticata solo dal medico chirurgo che ha frequentato un corso quadriennale post-laurea di una scuola accreditata per agopuntori.

Come funziona?

L’infissione dell’ago interessa oltre al piano cutaneo e sottocutaneo anche i muscoli e si arresta in prossimità di tronchi vascolo-nervosi. A volte, alla stimolazione prodotta dall’ago si aggiunge una stimolazione termica (effettuata con sigari di artemisia e detta moxibustione) o elettrica. Esiste un’ampia letteratura scientifica inerente l’agopuntura, conforme ai parametri EBM (criteri basati sulle evidenze che permettono di valutare la bontà degli studi), che ne dimostra l’efficacia nel trattamento di numerose situazioni patologiche.

Grazie ad una ricerca svolta sia in Cina che in Occidente, oggi sono noti i principali meccanismi d’azione ed effetti di questa terapia. Non si è evidenziata una specificità per quanto concerne i recettori ma si è riscontrato che le fibre nervose maggiormente interessate dall’agopuntura manuale e dalla moxibustione siano le A-delta e le C, mentre l’agopuntura a stimolazione elettrica coinvolge unicamente le fibre A-delta.

Lo stimolo a livello midollare è condotto attraverso i fasci neo e paleospinotalamici, i nuclei encefalici e le aree corticali sono estesamente interessate, a partire da talamo e ipotalamo. Gli studi dimostrano che gli effetti dell’agopuntura possono coinvolgere riflessi nervosi semplici segmentari così come complessi circuiti mesencefalici e diencefalici. Inoltre, dopo una seduta di agopuntura risultano sensibilmente aumentate nel siero dei soggetti la batteriolisina, l’agglutinina e l’opsonina (molecole coinvolte nei processi immunitari).

Si pensa che la scoperta degli agopunti sia avvenuta per caso partendo dalla constatazione che la stimolazione casuale di particolari aree cutanee, che può avvenire per piccoli traumi accidentali o con l’automassaggio, è in grado di alleviare o risolvere il dolore.

La tecnica in agopuntura si basa sui postulati della Medicina Cinese e il principio fondamentale è quello secondo cui gli esseri viventi posseggono un’energia detta “De qi”, il cui corretto fluire mantiene lo stato di salute. Le malattie derivano da alterazioni del giusto scorrimento dell’energia e l’agopuntura agisce ristabilendo l’esatto fluire dell’energia vitale. Gli agopunti sono 365 zone piccolissime situate lungo il decorso dei meridiani (canali di scorrimento del qi) che percorrono l’organismo in senso longitudinale e trasversale.

I meridiani principali sono 12 e sono in relazione con 6 organi: intestino crasso, vescica, vescicola biliare, intestino tenue, triplice riscaldatore (secondo la medicina cinese si tratta di “viscere energetico” che fornisce protezione psicologica oltre che fisica) e stomaco. I meridiani Yang portano energia dalle estremità delle mani al capo e da qui ai piedi. I meridiani Yin portano l’energia dai piedi al tronco e da qui alle mani. I meridiani secondari sono ramificazioni di quelli principali e servono a distribuire l’energia e il nutrimento a tutti i tessuti. Esistono poi dei meridiani straordinari che accumulano energia per poi cederla quando è necessaria.

Su ogni meridiano si localizzano più agopunti: ognuno ha proprietà terapeutiche precise in base alla localizzazione, al meridiano a cui appartiene e alle sue caratteristiche anatomiche e cliniche. La stimolazione, in combinazione, di diversi agopunti permette di ottimizzare l’efficacia dell’intervento.

Rappresentazione di agopunti e meridiani
Rappresentazione di agopunti e meridiani (Quirico P.E.)

Nel 1988, Giovanardi et al. dimostrarono che iniettando un tracciante radioattivo in un agopunto questo si diffondeva velocemente seguendo il relativo meridiano cinese e si fermava per un tempo leggermente più lungo negli agopunti successivi. Al contrario, iniettando il tracciante al di fuori degli agopunti questo non si diffondeva ma ristagnava. Nel 2oo1, alcuni ricercatori milanesi coordinati dal Prof. Ferruccio Fazio hanno condotto una ricerca che attraverso l’impiego della tomografia ad emissione di positroni (PET) gli ha permesso di stabilire l’azione analgesica dell’agopuntura dovuta ad una complessa azione sui circuiti nervosi “ingannati” dall’agopuntura stessa e posti in uno stato funzionale incapace di sostenere la percezione del dolore. Secondo alcuni ricercatori coreani, il meccanismo con il quale l’agopuntura riduce i fenomeni infiammatori è legato all’azione che questa ha sulla down-regolazione del fattore di necrosi tumorale alfa.

Indicazioni e controindicazioni dell’agopuntura

I principali effetti dell’agopuntura sono:

  • antalgico
  • antinfiammatorio
  • immunomodulatore
  • di regolazione neuro-ormonale (che si estrinseca attraverso l’asse ipotalamo-ipofisario-gonadico)
  • ansiolitico
  • antidepressivo

Quest’ultimo effetto è reso possibile dall’azione dell’agopuntura a livello del sistema limbico e della corteccia cerebrale. Secondo il documento pubblicato nel 2002 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’agopuntura si dimostra efficace in diversi ambiti clinici:

  • ortopedia e fisiatria: artrosi, discopatie ed ernie, spondilolistesi, crolli vertebrali, radicoliti, tenosinoviti e distrazioni muscolari
  • ginecologia: amenorrea, dismenorrea, sindrome premestruale, irregolarità del ciclo, sindrome climaterica, infertilità, infezioni genito-urinarie
  • ostetricia: iperemesi gravidica, presentazione podalica, induzione del parto, analgesia e potenziamento della dinamica uterina nel corso del parto
  • neurologia: cefalea vascolare e tensiva, nevralgia del trigemino, paralisi facciale “a rigore”, sequele di ictus e di eventi traumatici
  • gastroenterologia: gastrite, gastroduodenite, ernia iatale, nausea, vomito, dispepsia, stipsi, sindrome del colon irritabile, emorroidi
  • cardiologia: nevrosi cardiaca, aritmia, esiti di infarto del miocardio
  • pneumologia: asma, bronchite cronica
  • otorinolaringoiatria: sinusite, rinite vasomotoria, faringite cronica, disforia, ipoacusia, acufeni, catarro tubarico, vertigini
  • allergologia: oculorinite ed asma allergica, orticaria, rash cutanei
  • psichiatria: ansia, attacchi di panico, insonnia, depressione, ciclotimia

Gli aghi che vengono utilizzati per il trattamento sono sottilissimi, sterili e monouso. Essi vengono applicati in specifici punti in base al tipo di disturbo di cui la persona soffre e in base alla “diagnosi energetica”. Si lasciano in sede per 15-30 minuti e poi vengono rimossi; generalmente la terapia prevede più sedute. La pratica dell’agopuntura non presenta particolari controindicazioni, deve però rispettare scrupolosamente le regole igieniche ed essere effettuata da mani esperte per evitare che l’infissione profonda dell’ago possa danneggiare strutture vasali o nervose. Occorre evitare aree cutanee affette da lesioni o infezioni per non aggravare la patologia tessutale locale.

Durante la seduta si possono verificare episodi lipotimici (mancamento improvviso, svenimento) legati alla labilità emotiva del soggetto o ad ipotensione ortostatica, per questo è consigliabile eseguire sempre il trattamento in decubito (posizione che il malato assume a letto).

Conclusioni

La prospettiva di cura in agopuntura è quella della medicina tradizionale cinese che è diversa da quella della farmacologia o dell’erboristica. Ad oggi sono disponibili dati promettenti che dimostrano l’efficacia dell’agopuntura nel trattamento di alcuni stati patologici e che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato nel corso degli anni. Ad oggi, molti punti restano da chiarire e lavori futuri forniranno le risposte necessarie. Ciò che sappiamo è che con l’impiego dell’agopuntura non occorre introdurre alcuna sostanza nell’organismo poiché la capacità di guarigione è insita nell’organismo stesso. Occorre soltanto riequilibrare l’assetto energetico per ritrovare lo stato di salute. Questa tecnica ha come oggetto di cura l’essere umano nel suo complesso e, oltre che nel trattamento delle patologie, trova indicazione nella prevenzione, come ad esempio nella profilassi degli attacchi di emicrania, delle riacutizzazioni delle infezioni delle vie respiratorie, nella prevenzione dell’ansia acuta e degli sbalzi di umore.

“Attendere che il male si sia insediato per rimediarvi, che il disordine si sia insediato per occuparsene è come attendere di avere sete per scavare un pozzo, attendere la battaglia per forgiare le proprie armi.” (Huang Di Nei Jing Su Web Cap. 2)

Referenze

  • Ambrosio Em. et al. Cost and consequences of acupuncture as a treatment for chronic pain: a systematic review of economic evaluation conducted alongside randomised controlled trials. There Med. 20 (%): 364-74, 2012
  • Allias G. Giovanardi CM. et al. Agopuntura evidenze cliniche e sperimentali, aspetti legislativi e diffusione in Italia. FISA 2000
  • Cham Cuu Hoc Vol 2 pag 2013 Ist. Medicina Cinese Hanoi Vietnam, 1979
  • Fu Y. et l. Effect of acupuncture on expression of the transcription factor NF-E2, Yb-1, LRG47 in the SAMP10 mice. J. Tradit Chin Med. 29 (1): 54-9 , 2009
  • Giovanardi CM. et al. Study of the diffusion of TC99M injected into an acupuncture point on the body and in a point of acupuncture meridian, 1988
  • NIH Consensus Conference: Acupuncture. Jama 280:1518-1524
  • Sotte L. et al. Agopuntura, l’antica scienza cinese della salute. Fenice pag. 12-13 Milano 2000
  • Vickers A. et al. Can acupuncture have a specific effect on health: A systematic review of acupuncture antiemesis trials. J. R. Soc. Med. 80: 303-310.

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