15×4: Share your knowledge

Per chiunque si interessi di divulgazione scientifica è ormai evidente che il settore sia in pieno fermento. Diverse realtà nascono ad ogni livello: se dal firmamento dei grandi nomi provengono i più istituzionali Patti per la Scienza invece dalla base, cioè dagli studenti e dai giovani professionisti, fioriscono movimenti e associazioni che si sono date l’ambizioso obiettivo di portare l’oggettività dell’approccio scientifico nel dibattito pubblico e insegnare qualcosa di nuovo e curioso ai propri spettatori… divertendosi nel farlo! Vi vengo oggi a raccontare la mia esperienza come speaker in una realtà relativamente nuova che si occupa di organizzare brevi talk scientifiche con un formato molto alla mano ma al contempo professionale e curato nel dettaglio, “15×4”.

Il nome di questa associazione deriva dal format che propongono: serate in cui quattro relatori tengono ciascuno una talk, rigorosamente in lingua inglese, non più lunga di quindici minuti.
Solitamente si tratta di persone che fanno ricerca come dottorandi o “post doc”, invitati a parlare del loro campo di studi per farne comprendere al largo pubblico concetti e possibili benefici.

La particolarità di questo format è però che è aperto anche a non ricercatori. Chiunque abbia una buona conoscenza di un argomento interessante e non necessariamente scientifico (anche esperti in materie umanistiche sono i benvenuti) ha una chance di mettersi in gioco e condividerla con il pubblico.

Da qui il motto dell’associazione, “Share your knowledge”!

Attraverso un metodo più volte collaudato, il gruppo di volontari che si occupa di preparare i candidati speaker fornisce loro il supporto necessario per sviluppare una presentazione chiara e avvincente e per acquisire padronanza della propria gestualità e della capacità espositiva. Quindi la partecipazione come speaker si configura come una sorta di percorso formativo che ha l’effetto di creare nuovi divulgatori!

Questo gruppo è nato in Ucraina e da lì si è poi diffuso in altre città europee. Io mi sono avvicinato alla sezione di Monaco di Baviera, al momento la più prolifica perché tiene eventi con cadenza mensile, proponendo loro una talk sugli OGM vegetali.

Come funziona 15×4

Qualche mese dopo aver compilato il format con il quale mi sono proposto come speaker, come prima cosa mi hanno fatto partecipare ad una selezione generale detta “Speaker kickoff”. Con questo evento hanno scremato tra tutti i candidati, chiedendo loro di salire sul palco e parlare per cinque minuti dei punti salienti del proprio discorso, una selezione di temi di interesse per la stagione di eventi successiva. L’audience, formata dagli altri candidati, dagli organizzatori e da alcuni simpatizzanti, al termine di ogni gruppo di quattro presentazioni poteva votare ciascuna di esse per alzata di mano e rilasciare commenti scritti su di un format apposito.

Alla fine dell’evento stesso ci hanno fatto sapere sia chi aveva superato le selezioni, sia il calendario dei tre mesi di eventi successivi. Infine ci è stata inviata una mail con dei consigli su come migliorare le nostre presentazioni e con l’indicazione che saremmo stati ricontattati prima del nostro turno per essere avviati alle fasi successive della preparazione.

Quando ciò è accaduto abbiamo ricevuto uno scheletro di presentazione con gli elementi chiave da includere per renderla incisiva, interessante e comprensibile per il pubblico e ci è stato dato il calendario dei tre provini generali, ciascuno diverso dal precedente, che ci avrebbero portato a svilupparla al meglio.

L’iter comprende un primo provino in cui ai futuri relatori è richiesto di portare la bozza della propria presentazione e presentarla sia agli organizzatori che agli altri candidati, rigorosamente in 15 minuti. Dopo i primi consigli su come migliorarla dal punto di vista della struttura generale a ciascun relatore viene assegnato un “Buddy”, un membro dell’organizzazione che abbia a sua volta già fatto lo speaker e che ha il compito di guidare il candidato nello sviluppo pratico della presentazione e del discorso nelle due settimane successive.

Il risultato dei loro sforzi congiunti viene valutato nel secondo provino, nel quale si aggiustano gli ultimi aspetti tecnici e ci si focalizza anche sulla gestualità e la mimica del relatore.
Il terzo e ultimo incontro è la prova generale che avviene nella settimana stessa dell’evento vero e proprio. In questa occasione i relatori vengono già posti sul palco con il microfono in mano e si susseguono nell’ordine stabilito per verificare l’assenza di problemi tecnici e aggiustare dettagli di presenza scenica.

L’evento

L’associazione è divisa in diversi team, ciascuno con un suo particolare compito. Così mentre c’è chi si occupa di preparare i relatori altri pensano a pubblicizzare l’evento sui social, organizzarlo dal punto di vista pratico, trovare degli sponsor, fissare una serie di date e vendere i biglietti, in realtà gratuiti a meno di donazione spontanea ma commisurati in numero con quello dei posti a sedere disponibili.

Grazie a questa poderosa organizzazione, al pubblico non resta altro che entrare, sedersi e godersi lo spettacolo! Al termine di ogni presentazione i moderatori concedono al pubblico qualche domanda rivolta al relatore, che è poi nuovamente accessibile durante la pausa. Un particolare, grazie ai finanziamenti derivanti dalle aziende che patrocinano gli eventi (uno particolarmente focalizzato sulla tecnologia informatica si è tenuto nientemeno che nella sede monachese di Google) durante la pausa sono a disposizione del pubblico pizza e bevande!
Altri volontari si occupano di mandare in onda l’evento in diretta sui social e di filmarlo per poi montare i filmati e pubblicarli sul loro canale Youtube dedicato.

Ogni evento finisce con una simpatica lotteria di gadget a tema e con l’invito ai presenti a proporsi come nuovi speaker o come volontari per l’organizzazione.

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