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Pet Therapy artificiale – Il futuro del benessere?

La Pet Therapy è quella coo-terapia che vede con soggetti un animale, solitamente addestrato o abituato al contatto con persone estranee, e un utente umano. Il classico animale da Pet Therapy è il cane, ma possono essere utilizzati diversi animali, come: gatti, conigli, cavalli e asini. I soggetti che partecipano alle sessioni sono solitamente anziani, bambini o persone con handicap, individui con ansia, depressione ecc..

Quello della Terapia Assistita con gli animali è un tema piuttosto scottante, perché non viene considerata come una vera e propria terapia (da qui il termina coo-terapia), ma i benefici, molte volte, dicono il contrario e sono stati accertati.

Verso la Pet Therapy Artificiale

Anche il mondo scientifico ha rilevato risultati che conferiscono alla Pet Therapy un ruolo molto importante, si vedano, per esempio gli studi di Corson, Katcher e Beck, Pavlides, Barba, Allen, Arkow, Chandler… Purtroppo, però, non possiamo semplificare così la faccenda, poiché non si tengono conto dei benefici e dei “costi” a cui il cane è soggetto durante le sessioni di lavoro. Com’è possibile ottenere questi benefici, in termini di salute canina, e allo stesso tempo avere una Pet Therapy funzionale ma economica e alla portata di tutti? Forse la soluzione è la Pet Therapy Artificiale!

Virtual Pet Vs Robot Pet

Un curioso esperimento svolto da Rina Hayashi e Shohei Kato è stato pubblicato nel 2016, con il titolo “Psychological effects of physical embodiment in artificial pet therapy“. Questo esperimento voleva mettere a confronto i benefici che avrebbero ricevuto i partecipanti alla seduta, se fossero entrati in contatto con un pet virtuale o con un pet artificiale. Il numero di partecipanti coinvolti era di 18 soggetti (10 uomini e 8 donne), con un età variabile tra i 25 e i 45 anni.

  • Nella sessione Virtual Pet i partecipanti potevano interagire con CHOGINYAN attraverso un sensore che guidava una mano virtuale. Il contatto con il Pet innescava il movimento della coda, che variava in base al tipo di contatto ricevuto.
  • Nella sessione Robot Pet i partecipanti potevano interagire con una sorta di peluche, CHOBONYAN. Questo aveva il corpo soffice e un sensore posto sulla testa, che poteva valutare la forza di contatto del soggetto. Anche in questo caso il contatto innescava i movimenti della coda.
Movimenti della coda del pet artificiale

I soggetti dello studio, dopo aver risolto una enorme quantità di problemi matematici (ben 240 problemi aritmetici in 2 minuti), compilavano un breve questionario sulla loro emotività (POMS). Successivamente, i soggetti interagivano con i due Pet, e alla fine di ogni interazione veniva compilata un’altra scheda di valutazione sull’emotività.

Il virtual pet CHOGINYAN

Risultati

L’analisi statistica dei questionari ha rilevato che sia il pet virtuale che quello roborico, erano in grado di abbassare i livelli di tensione e di aumentare il vigore del soggetto. Tuttavia, è risultato più efficace il trattamento con il pet robot. Probabilmente perché è esistito un contatto diretto tra il fruitore e, in questo caso, l’oggetto.

Questo cosa comporta? 

Sembrerebbe che i risultati ottenuti siano simili a quelli di una normale Pet Therapy, ma è evidente che il contatto diretto ha un importanza fondamentale nel diminuire i livelli di tensione. La Pet Therapy artificiale può essere un ottimo strumento per ovviare alle limitazioni che ha la pratica tradizionale, in termini di spazio in e situazioni stressanti.

Un ulteriore utilizza di questa pratica potrebbe essere quello dell’integrazione, cioè integrare la Pet Therapy tradizionale con quella artificiale, per preparare il soggetto all’interazione reale, o per effettuare la sessione con soggetti particolarmente disturbati o turbolenti.

Riguardo a Filippo Bigozzi

Filippo Bigozzi

Studente di Scienze Naturali a Pisa. Appassionato di etologia; in particolare di cure parentali e del gioco negli animali. Curatore dei blog: Passioni Condivise e L’Angolo del mammifero.
“Gli animali sono una fonte preziosa. Questi custodiscono il segreto della vita proprio nei loro istinti, a differenza nostra che possediamo solo un finta esistenza”.

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