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I terremoti tra predicibilità e prevenzione

Un terremoto, o evento sismico, è il fenomeno terminale di un processo cominciato un certo tempo prima, in cui dell’energia accumulata lungo una linea di frattura tra due masse rocciose nel sottosuolo (linea di faglia) viene improvvisamente rilasciata. E’ come piegare una bacchetta, fino a quando non si spezza. L’energia accumulata durante il piegamento, lentamente e progressivamente, è all’improvviso rilasciata in un unico traumatico evento di rottura. I terremoti sono un evento traumatico per l’uomo anche più che per la roccia stessa, e dopo la paura, la sensazione d’impotenza di fronte a questi eventi è forse il sentimento prevalente. La scienza ha come scopo quello di studiare i fenomeni naturali e fornire delle teorie esplicative, avendo come pilastri fondamentali la riproducibilità e predicibilità del fenomeno. Con i terremoti il terreno, è il caso di dire, è quanto mai insidioso, con enorme frustrazione sia dello scienziato che del comune curioso quando l’uno deve rispondere a ciò che l’altro chiede: si possono prevedere i terremoti?

Una delle difficoltà dei terremoti, è che per studiarli è necessario che si verifichino..

Ed inoltre, non li si può mai studiare direttamente mentre accadono, se non attraverso le linee di un sismografo. Un evento spesso catastrofico per l’uomo è come una finestra sull’interno della terra per geologi e geofisici. Molto è quello che si sa oggi sui terremoti, e gli approcci statistici delle leggi di Gutenberg-Richter, di Omori, lo studio delle faglie, forniscono gli strumenti di conoscenza e di analisi dei fenomeni sismici.

Eppure, poco o nulla si può dire in termini temporali. Mentre in astronomia ci si muove in un contesto di leggi fisiche e teorie che offrono la possibilità di prevedere quando e come un evento astronomico si verificherà, in sismologia ciò è reso ben più complicato da diversi fattori. Uno su tutti è la diversa risposta elastica dei mezzi all’interno e all’esterno del punto di rilascio dell’energia.

Ne risulta che servono almeno tre diverse teorie combinate  per quantificare ed oggettivare l’evento.

  • teoria lineare dell’elasticità
  • teoria delle fratture
  • teoria delle catastrofi

Inoltre, le due scale di misura degli effetti di un terremoto, la Scala Mercalli che misura i danni a cose e persone e la Scala Richter che esprime la magnitudo (all’intensità dell’energia sprigionata) non forniscono necessariamente notizie su un eventuale prossimo evento sismico di pari portata: un terremoto di magnitudo 8 ha un corrispettivo sulla scala Mercalli diverso a seconda se ricada in zone abitate o meno, e in base alla profondità dell’ipocentro.

 Tuttavia non siamo totalmente al buio..

Per quanto riguarda il fenomeno sismico, esistono modelli statistici, parametri geofisici da cui sono state elaborate e mappe che descrivono il rischio sismico ed in particolare la pericolosità sismica. Su queste basi è stata redatta da parte dell’INGV la mappa della pericolosità sismica in Italia, che traccia “la probabilità che un certo valore di scuotimento del suolo si verifichi in un dato intervallo di tempo”. Il tempo in questione è un intervallo di 50 anni. Questa mappa è il riferimento nazionale per le Regioni e le Province Autonome ai fini della redazione del rischio sismico e la relativa assegnazione dei loro comuni. Per dare un’idea della complessità dell’ambiente nel quale si sono mossi gli autori di questa mappa per fornire uno strumento di analisi del rischio e prevenzione dei danni da terremoti, la griglia di calcolo ha una densità di 20 punti di analisi per grado di latitudine/longitudine, cioè è stato analizzato un punto ogni 5 km, ed in ogni punto i parametri presi in esame per definirne la pericolosità sismica sono oltre 2200.

Nessuno può dire con esattezza quando si verificheranno i terremoti..

Tuttavia è possibile sapere quali sono le aree dove un terremoto avrebbe effetti più o meno devastanti e quali siano le probabilità che in un arco di tempo molto lungo avvenga uno shock sismico. Non è tutto, ma limita di molto, moltissimo il danno. In questo campo, avere a disposizione delle conoscenze e delle tecniche di costruzione che rispettano le analisi del rischio sismico fa la differenza tra la vita e la morte.

 

Riferimenti: Stringhe, n. 6 –  www.ingv.it

Riguardo a Manuela Russo

Manuela Russo
Naturalista per formazione e per passione, credo nella necessità di comunicare la cultura scientifica, come strumento di esame della realtà e di progresso.

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