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Sangue artificiale
Credits: zhouxuan12345678 - flickr

Sangue artificiale: verso la produzione su scala industriale

Sangue Artificiale: Le trasfusioni di sangue sono una pratica medica ampiamente utilizzata in molteplici situazioni, da patologie ad emergenze. Il fabbisogno di sangue a livello mondiale è in costante aumento, complice l’invecchiamento della popolazione, e le donazioni non sempre riescono a supplire alla richiesta crescente. Inoltre, un report dell’ OMS, ha evidenziato l’esistenza di una disparità nella distribuzione delle unità di sangue a livello mondiale. Nel 2008 i paesi a più alto reddito ne possedevano una quantità equivalente alla metà del totale, nonostante rappresentassero il 15% della popolazione mondiale.

Se i paesi poveri ne sono complessivamente carenti, anche nei paesi sviluppati, sono presenti casi, come emoglobinopatie e gruppi sanguigni rari, dove è difficile assicurare un adeguato supporto di sangue. Viste queste problematiche, in particolare negli ultimi 10 anni, sono state effettuate numerose ricerche al fine di trovare delle alternative.

Una di queste alternative è il sangue artificiale

Questo consiste nella produzione di eritrociti (globuli rossi) derivanti dalla proliferazione e differenziazione in vitro di eritroblasti (cellule staminali). Questi studi hanno portato nel 2011 alla prima iniezione di sangue artificiale in un paziente umano, dimostrando la capacità di questi globuli rossi, di avere la stessa sopravvivenza e funzionalità di quelli derivanti dalle donazioni.

Nonostante il sangue artificiale sia considerata una valida alternativa e si abbia tutt’ora la possibilità di ottenere globuli rossi in vitro da usare per le trasfusioni, la sfida principale resta quella di essere in grado di effettuare lo “scale-up”. Quindi, arrivare ad una produzione su scala industriale, ottenendo grandi quantità ad un costo che sia sostenibile per le varie istituzioni sanitarie pubbliche e private dei vari stati.

Scale-up, Credits: www.infors-ht.com

In un lavoro uscito recentemente su Nature Communication sembra essersi fatto un importante passo in avanti in questo senso. I ricercatori hanno generato linee cellulari immortalizzate di eritroblasti che, al contrario delle cellule staminali utilizzate fino ad ora, sono in grado di dare origine ad un numero illimitato di globuli rossi, non morendo durante il processo. Inoltre queste cellule hanno dato prova di proliferare e differenziare anche in condizioni non statiche, caratteristica necessaria per il passaggio da un sistema bidimensionale delle piastre di colture cellulari ad un sistema tridimensionale di un bioreattore. Questa ricerca rafforza le basi per un possibile “biotechnological breakthrough”, ossia un considerevole miglioramento a livello tecnico che permetta , in futuro, di produrre sangue artificiale su larga scala che vada a sopperire alle forniture inadeguate.

 

Fonti:

  • Rousseau GF, et. al, 2014, Large-scale production of red blood cells from stem cells: What are the technical challenges ahead?, Biotechnol J., 9, 28-38.
  • Trakarnsanga K., et. al, 2017, An immortalized adult human erythroid line facilitates sustainable and scalable generation of functional red cells, Nature Communication, 8, 14750.

Riguardo a Stefano Passiante

Stefano Passiante
Nacqui in una giornata uggiosa di fine mese, indicativamente nel XX secolo, sul pianeta Terra. Le nubi erano ancora a contatto con il suolo causando il fenomeno meteorologico della nebbia. La nebbia è costituita da..."No Ste, non qua!". Ok, allora... sono laureato in Scienze Biologiche e sto frequentando la magistrale in Biotecnologie Industriali. Nel tempo libero cerco di dedicarmi il più possibile ad occupare il mio tempo libero.

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