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Sonno e alimentazione: la salute al tempo dell’uomo notturno

Esiste una relazione tra sonno e alimentazione? L’uomo è un animale diurno. Ma abbiamo tutti un amico che possiamo definire animale notturno, di quelle persone che faticano a prendere sonno e addirittura si sentono più produttivi di notte. Bene, un interessante articolo scritto sul New York times spiega come e perché le persone mattiniere scelgano cibi nettamente più salutari. Una ricerca Finlandese ha monitorato la dieta di quasi 2000 individui, dai 25 ai 74 anni di età e sulla base dei risultati del questionario è stato possibile dividere il campione in due gruppi: le persone mattiniere e le notturne. Gli studiosi hanno valutato diversi indici come l’età, il sesso, l’educazione, il BMI (rapporto tra peso e altezza, quest’ultima al quadrato) e il tempo medio di sonno per valutare l’intake energetico. Per intake energetico intendiamo l’introito energetico giornaliero derivante dall’assunzione di cibo.

Il risultato della ricerca?

Gli individui che consumano pasti notturni e che quindi non hanno un orologio biologico in accordo con il ciclo buio-luce, non solo adottano comportamenti meno salutari come per esempio una dieta squilibrata, sono più facilmente dipendenti dal fumo di sigaretta e dormono male, ma hanno anche un più alto rischio di patologie tra cui il diabete di tipo 2.

L’adeguata numerosità del campione della popolazione presa in considerazione dallo studio ha permesso di definire che non ci sono sostanziali differenze di energia totale giornaliera tra chi si alza alle cinque del mattino e chi invece non prende sonno prima di quell’ora. Ma ciò non significa che non ci siano differenze nei singoli pasti e nemmeno a livello qualitativo. Vediamo nel dettaglio: nei giorni infrasettimanali gli individui notturni mangiano di meno al mattino, per colazione invece sono inclini a scegliere cibi ad un più alto quantitativo di zuccheri a discapito delle fibre e degli altri macronutrienti. La sera gli stessi soggetti optano per cibi più zuccherini e ricchi in grassi.

Nel weekend le differenze erano ancora maggiori: i soggetti notturni sono più propensi a vivere contro il loro orologio biologico e per questo oltre a mangiare più zuccheri, si nutrono in tempi meno regolari e consumano spuntini doppi rispetto ai soggetti che si svegliano la mattina presto.

L’autore dell’articolo, Mirkka Maukonen, commenta lo studio spiegando che la nostra società supporta maggiormente i soggetti mattinieri. È un dato di fatto che i nostri geni influenzino al 50% l’orologio biologico, e che quindi la società e l’ambiente che ci circonda può giocarsi l’altra metà della torta. L’orologio circadiano non è altro che la lancetta dell’orologio che scandisce il comportamento individuale e la psicologia, insieme ai cambiamenti ambientali. Non è fisso, ma si adatta a vari segnali come il ciclo buio-luce o al ciclo scandito dal consumo dei pasti.

Ricordate, la conoscenza è alla base della vita, perché è il primo step per prendere una decisione. Conoscere il proprio cronotipo, può essere il primo step per decidere cosa mangiare, migliorando la qualità della nostra vita.

Riguardo a Beatrice Mariano

Beatrice Mariano
Laureanda in Biologia della Nutrizione alla Statale di Milano, ma ligure di nascita. Amo la scienza e il cibo, ma nel mio cuore c'è spazio anche per la musica, la subacquea e l'arte. Le mie passioni e l'approccio multidisciplinare mi hanno portato alla divulgazione.

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