Clonazione: le prime scimmie clonate

Hua Hua e Zhong Zhong i primi macachi clonati

Dalla pecora DOLLY a Hua Hua e Zhong Zhong, macachi clonati a Shangai, il primo tentativo riuscito di clonazione complessa su primati a 12 anni di distanza.

Sono di Shangai i padri dell’esperimento che ha dato i natali ai due adorabili macachi geneticamente identici i cui nomi sono Hua Hua e Zhong Zhong. La ricerca pubblicata su Cell ha annunciato la riuscita del primo esperimento di clonazione complessa su primati. Per dovere di cronaca è però giusto precisare che non si tratta del primo vero e proprio caso di clonazione di primati.

TETRA: il primo macaco clonato

In effetti già al 1999 risale il primo tentativo riuscito di clonazione su primati con una metodica più semplice.                  L’esemplare di macaco rhesus, Macaca mulatta, ottenuto è stato chiamato Tetra ed è nato da un esperimento che mima la condizione che si verifica in natura quando un singolo embrione si divide in due dando luogo a due gemelli identici.

SOMATIC CELL TRANSFER: così è nata Dolly.

La stessa tecnica che ha dato alla luce Dolly nel 1996 è stata perfezionata dopo tre anni di studi e tentativi sul modello di primati.

Definita SNCT (Somatic Nuclear Cell Transfer) è ben più complessa e consiste nella manipolazione genetica di diversi tipi cellulari.

In primis una cellula somatica, da cui viene presa l’informazione genetica da “copiare” e una cellula uovo non fertilizzata che funge da “contenitore” per la copia, il clone. Diversi e delicati i passaggi sperimentali: innanzitutto una cellula uovo viene privata del nucleo, sede cellulare del DNA e quindi del patrimonio genetico, a cui viene “sostituito” il nucleo di un’altra cellula, somatica, oggetto della clonazione.

Successivamente viene indotto lo sviluppo dell’embrione in vitro ed infine impiantato in una madre surrogato che porterà a termine la gravidanza. È bene sottolineare che Hua Hua e Zhong Zhong non sono quindi gemelle ma derivano da due embrioni clonati ed impiantati ciascuno in due differenti madri surrogato!

Verso il clonaggio terapeutico

Tali scoperte spianano la strada verso il clonaggio terapeutico, in cui il dna difettoso (Es. patologia genetica) viene “sostituito” creando colture cellulari clonate in vitro. E’ ipotizzabile che in un futuro non troppo lontano le cellule clonate possano essere preventivamente corrette con tecniche di genome editing, come CRISPR/Cas9. La cellula donatrice di DNA potrebbe essere quindi “editata” prima che il suo nucleo sia trasferito alla cellula uovo.

Molteplici fattori influenzano la buona riuscita della metodica.                                                        Questo giustifica l’elevato tasso di insuccesso (finora nessun esemplare vivo era stato ottenuto) invitando alla cautela e sottolineando la necessità di proseguire gli studi.                                          Non è ancora il caso insomma di allarmarsi che si possa arrivare a clonare dall’oggi al domani un essere umano!                                                                                                                          Nonostante ciò, come prevedibile, tali risultati hanno dato luogo ad un acceso dibattito etico!

Animali clonati: quale utilità?

Gli animali clonati offrono vantaggi significativi se utilizzati come modello di studio per patologie umane. Diversi tipi di scimmie sono attualmente utilizzate per studiare malattie neurodegenerative umane come il morbo di Parkinson per l’elevata similitudine tra cervello umano e di scimmia.  Negli esperimenti con animali non clonati è difficile stabilire se la differenze osservate tra i test e i gruppi di controllo siano dovute al trattamento terapeutico o semplicemente alla variabilità genetica interindividuale.

Ciò implica l’utilizzo di numerose cavie animali per standardizzare i risultati. Lavorando invece con cloni la variabile background genetico verrebbe eliminata e sarebbe inoltre possibile impiegare un numero decisamente inferiore di animali per ciascuno studio.

Fonte: https://www.nature.com/articles/d41586-018-01027-z

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