Caldo e Freddo nella gestione del dolore muscolare

Hot & Cold : the way the pain runs

La Crioterapia e la Termoterapia rappresentano, secondo diversi studi clinici confermati, un valido aiuto nella gestione del dolore muscolare, come alternativa o come complemento all’utilizzo di farmaci antinfiammatori o analgesici.

L’applicazione topica del caldo o del freddo viene comunemente impiegata nel trattamento del dolore muscolare a livello di legamenti, muscoli e tendini. Attualmente, queste modalità terapeutiche sono definite con i termini tecnici di Crioterapia e Termoterapia e rappresentano un utile complemento a trattamenti più completi, effettuati da operatori specializzati, di molte condizioni dolorose a carico del sistema muscolo-scheletrico. Sebbene l’utilizzo di queste tecniche sia noto sin dall’antichità e rappresenti oggi la base dei rimedi tradizionali casalinghi (borsa dell’acqua calda e sacchetto di ghiaccio), è solo di recente che si è cominciato a comprendere la loro azione fisiologica parallelamente alla maggiore comprensione dei processi biologici dell’infiammazione e del dolore.

La Fisiologia del Dolore muscolare

Il dolore, o meglio la sensazione del dolore, nasce dall’attivazione di particolari strutture recettoriali definite nocicettori. Esistono nocicettori diversi a seconda della sollecitazione che ne attiva la funzione, e che può essere una sollecitazione chimica, termica o meccanica.

In risposta ad un trauma tissutale (come un comune strappo muscolare durante l’attività fisica), i nocicettori meccanici trasmettono segnali nervosi che viaggiano fino al midollo spinale (corno superiore) e poi da qui nel cervello dove viene riconosciuta la sensazione di dolore. Sembra che il riconoscimento della lesione meccanica possa avvenire tramite recettori TLR (Toll-like receptor), coinvolti soprattutto nella risposta immune innata, e in grado di riconoscere componenti endocellulari caratteristici dei diversi tessuti, e che fuoriescono nell’ambiente extracellulare quando si verifica una lesione tissutale con rottura delle cellule  (necrosi).

Il cervello invia attraverso un riflesso un’altra serie di segnali al sito della lesione. In particolare il rilascio dell’acetilcolina a livello della giunzione neuromuscolare causa l’aumento del tono delle fibre. La contrazione muscolare, interferendo con la normale attività del muscolo, può portare ad un ampliamento della lesione e ad all’avvio di un ciclo dolore-spasmo-dolore che può durare per molte ore o persino giorni. Questo è il motivo per cui anche i piccoli traumi sportivi risultano spesso così persistenti e dolorosi.

Perché il Caldo ed il Freddo danno sollievo al dolore

Caldo e Freddo intervengono nel meccanismo di trasmissione del dolore tramite l’attivazione di strutture sensoriali sottocutanee definite termocettori. I termocettori sono caratterizzati dalla presenza di particolari recettori transmembrana definiti TRP (Transient Receptor Potential). I TRP sono proteine costituite da un canale ionico transmembrana in grado di generare un impulso nervoso. L’attivazione dei TRP avvia un segnale a cascata che da un lato blocca la nocicezione (percezione del dolore) e contemporaneamente attiva i propriocettori, strutture sensoriali da cui dipende la coordinazione motoria, poiché sono in grado di percepire la posizione del corpo e delle sue parti durante il movimento. I propriocettori intervengono anche nel rilassamento muscolare. I propriocettori forniscono così sollievo dal dolore determinando una riduzione del tono muscolare (il rilassamento dei muscoli) e l’interruzione degli spasmi muscolari.

Quando usare il caldo ed il freddo

Gli effetti primari dell’applicazione topica (cutanea) di calore sono indotti localmente a patto naturalmente che le temperature applicate non siano tali da generare un danno tissutale (ustione da caldo o da freddo).

L’applicazione efficace del calore aumenta la temperatura dei tessuti, promuovendo il metabolismo, e garantendo un recupero ed guarigione più rapidi ed è più appropriata in caso di dolore muscolare acuto come la lombalgia acuta, il torcicollo, il dolore osteo-articolare (alcuni studi clinici includono anche i dolori addominali legati alle alterazioni del ciclo mestruale dismenorrea).

Il freddo è invece più indicato nei piccoli traumi sportivi come storte, strappi muscolari, stiramenti e contusioni. Il freddo rallenta infatti il metabolismo dei tessuti ed induce vasocostrizione dei vasi, riducendo la formazione di ematomi e rallentando la diffusione della lesione.

Conclusioni

L’applicazione topica del calore o del freddo viene comunemente impiegata nel trattamento del dolore a carico dell’apparato muscolo-scheletrico (legamenti, muscoli e tendini). La Crioterapia e la Termoterapia rappresentano un valido aiuto nella gestione del dolore muscolare, come alternativa o come complemento all’utilizzo di farmaci antinfiammatori o analgesici.

I principali rimedi di questo tipo sono prodotti classificati prevalentemente come dispositivi medici di classe IIa, cioè dispositivi che scambiano energia con il corpo umano. Esempi  comuni sono i cerotti o sacchetti a caldo, a freddo, o caldo-freddo, e gli spray freddi.

Bibliografia

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