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Vitamina A: struttura, funzioni e fonti

credit: My Special Drug

La vitamina A è una vitamina liposolubile che può essere trovata in natura sotto varie forme: la più diffusa e comune è il retinolo, ma vengono indicati sotto il nome di Vitamina A anche i suoi derivati, detti retinoidi, e la classe dei carotenoidi che ne posseggono la medesima attività biologica e sono quindi provitamine.

Struttura e funzione della Vitamina A

Il primo a scoprire la vitamina A e il beta carotene fu l’americano George Wald fra il 1934 e il 1935 durante i suoi studi sulla retina e sulle cellule fotorecettive, ma è solo nel 1946 che il retinolo venne sintetizzato per la prima volta.

Struttura del retinolo

Quella che comunemente è chiamata vitamina A può presentarsi in realtà in tre diverse forme:

  • Alcolica (retinolo)
  • Aldeidica (retinaldeide)
  • Acida (acido retinoico)

E’ un derivato ispoprenoico ed è formata da quattro catene di isoprene.

Svolge diverse funzioni (trasporto, immagazzinamento, differenziazione cellulare), ma principalmente il retinolo è importante nel processo visivo, in particolare nel meccanismo di funzionamento dei fotorecettori contenuti nei bastoncelli sulla retina.

Struttura del Beta-Carotene

Assorbimento

Il retinolo (che si trova nella sua forma esterea) viene primariamente idrolizzato da enzimi specifici come la lipasi pancreatica e le idrolasi presenti nelle membrane degli enterociti intestinali. Il suo assorbimento avviene principalmente (circa il 75%) tramite diffusione facilitata (che non richiede consumo di ATP) ed è agevolata dalla contemporanea presenza di lipidi nella dieta e acidi biliari.

All’interno degli enterociti il retinolo viene esterificato e quindi si lega a una proteina CRBP (cellular retinol binding protein), i chilomitroni, che, attraverso il ciclo linfatico, entrano nella circolazione sanguigna e raggiungono il fegato. Qui si ha un’ulteriore idrolisi e attraverso un’altra proteina legante del retinolo la vitamina A è trasportata nel Apparato del Golgi e quindi nel citoplasma cellulare.

Fonti alimentari

La vitamina A propriamente detta si trova abbondantemente in alimenti di origine animale, come latte o burro, o nel fegato. poiché il consumo di tali alimenti comporta un elevato apporto di colesterolo e grassi, è consigliabile assumerla principalmente attraverso il pesce e fonti vegetali.

In queste ultime, soprattutto, si ha un’elevata concentrazione ci carotenoidi, fra cui protovitamine che svolgono la funzione propria della vitamina A, in particolare essi sono presenti in quelle verdure a foglia e dal colore giallo o rosso, come i pomodori o le carote.

Carenza e tossicità

La carenza di retinolo provoca:

  • Inibizione della crescita
  • Fragilità ossea
  • Secchezza della pelle e delle mucose respiratorie, urinarie e digerenti
  • Alterazioni della vista
Attualmente, il Ministero della Salute raccomanda di assumere 0.8 mg al giorno di vitamina A, a cui se ne devono aggiungere 0.100 mg per le donne in gravidanza e 0.350 mg durante l’allattamento.

Dosi elevate di vitamina A (oltre i 300 mg) provocano un’intossicazione acuta i cui sintomi sono nausea, vomito, emicrania, disturbi visivi e del coordinamento motorio, sintomi che scompaiono quando si riporta alla normalità l’assunzione del retinolo. Dosi elevate e continuate nel tempo invece provocano una sindrome cronica i cui sintomi sono perdita di capelli, inappetenza, anemia, dolori muscolari e sintomi neurologici.
L’elevata assunzione di carotenoidi, infine, provocano un’alterazione della pigmentazione cutanea, che diventa gialla-arancione.

Bibliografia

  • Aldo Mariani Costantini, Carlo Cannella, Giovanni Tomassi, Fondamenti di nutrizione umana, Il Pensiero Scientifico Editore
  • http://www.sinu.it
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