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cipolla rossa di tropea

La cipolla rossa di Tropea come medicina naturale

Almeno una lacrima si affaccia dall’occhio e lenta solca il viso quando la lama ne taglia quel suo corpo viola vellutato. Colpa di quel solfuro di alille, così tanto presente in ogni cipolla rossa. Nonostante non sia la più coltivata sul territorio italiano, di sicuro è quella di Tropea (cipolla rossa di Tropea) la più rinomata per tradizione culinaria, bontà e proprietà salutari. Certificata dal marchio IGP, dalla forma ovoidale allungata, grossa almeno il doppio delle normali cipolle rosse nel suo periodo di piena maturazione, come dice lo stesso nome è nella città di Tropea che si colloca la sua patria moderna. Venne importata prima dai Fenici, poi i Greci e nel tempo è diventata il soggetto principale della gastronomia calabra nonché dell’economia dell’intera regione.

Oggi la sua coltivazione di questo tipo di cipolla rossa estende in molte zone, soprattutto lungo il litorale tirrenico, che dalla punta di Reggio Calabria arriva fino alle zone del cosentino. Soggetto costante della cucina calabrese nei tempi passati, base per ogni piatto tipico, cucinata soprattutto nelle case contadine per insaporire zuppe di carni bianche, è soprattutto grazie alle sue proprietà salutari che si distingue nettamente dalle altre specie simili.
Molto più dolce, diuretica, lassativa e altamente digeribile, colma di vitamine, ferro, selenio, iodio, zinco e magnesio deve tutte le sue proprietà al clima che la accompagna nel corso della sua vita, caldo temperato, senza sbalzi di temperatura, così come il particolare suolo fresco e limoso. Sedativo naturale utile alla conciliazione del sonno, il bulbo possiede anche proprietà antisclerotiche che aiutano la circolazione del sangue abbassando notevolmente i rischi d’infarto. Non è un caso infatti, se questa era la fonte principale del buono stato di salute in cui vessavano gli abitanti calabri soprattutto tra la fine dell’Ottocento e il primo dopoguerra.

Oggi si utilizza in molti modi:

base per soffritto di sughi, abbinamento doc per la pizza col tonno e le olive, oppure lavorata nella caratteristica marmellata di cipolla. Ma è cruda con un filo d’olio d’oliva che ne aumenta la proprietà nutritive che la si deve consumare se degli effetti di questa sorta di medicina naturale si vuol beneficiare. Le cotture troppo lunghe ne annullano infatti alcune qualità importanti, mentre quelle troppo brevi ma a fiamma alta rischiano di determinare la formazione di reazioni chimiche che ne trasformano il pluribenefico solfuro di alille, acido naturale determinante nel favorire diuresi e sudorazione e dall’importante potere battericida, non a caso spesso impiegato nella lotta ad alcune comuni patologie quali raffreddore, influenza e faringite.

 

Riguardo a Guido Ranieri

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