Esami del sangue: le informazioni per iniziare una dieta adeguata

Il problema della valutazione corretta dello stato nutrizionale di un soggetto umano comprende sia una valutazione corretta per il soggetto che desideri mantenere un buono stato di salute sia una valutazione in un soggetto che già presenti segni clinici di malnutrizione, sia in eccesso (obesità) che in difetto (magrezza). La determinazione di specifici parametri di laboratorio fornisce a questo proposito informazioni diagnostiche ed eventuali interventi terapeutici mirati. Ad ogni variazione dell’apporto nutrizionale, di carattere quantitativo o qualitativo, può seguire l’accumulo o la deplezione di metaboliti noti nei tessuti e nelle cellule. Il professionista da cui vi rivolgete per iniziare una dieta deve avere a disposizione delle informazioni sul vostro stato di salute. Alcune informazioni utili sono estrapolate da parametri ottenuti dagli esami del sangue. Vediamone alcuni.

Esami del sangue: un valido e indispensabile aiuto per il professionista

Gli esami del sangue sono uno strumento indispensabile per poter effettuare delle valutazioni sul proprio stato di salute. Questo esame andrebbe svolto almeno ogni anno per poter controllare il normale funzionamento del corpo ma sopratutto per fornire a medici e biologi dati essenziali al fine di formulare una diagnosi, nel primo caso, e un intervento nutrizionale nel secondo. In questo articolo ci focalizzeremo sulla figura del nutrizionista e sull’utilità delle analisi del sangue per formulare una corretta dieta.

Glicemia

La glicemia a digiuno è un esame prescritto di routine che fornisce informazioni sullo stato nutrizionale del paziente e permette di valutare eventuali stati di ipoglicemia o di iperglicemia. Il livello di glucosio è regolato da due ormoni: l’insulina e il glucagone. Questi permettono di mantenere i livelli ematici di glucosio in un range di 70-126 mg/dl. Se il valore della glicemia è al di sotto o al di sopra di questo intervallo, lo specialista potrà fare degli esami di approfondimento, come l’Oral Glucose Tolerance Test (OGTT), per comprenderne la causa ed eventualmente intraprendere una terapia nutrizionale o farmacologica.

Esami specifici

In soggetti in cui si sospetti un’inefficienza della regolazione del glucosio si effettueranno esami di laboratorio più mirati quali la determinazione dell’insulinemia, dell’emoglobina glicata (HbA1c), della fruttosamina e, ove sarà possibile, si determineranno gli anticorpi anti-insulina, gli anticorpi anti-insula ed il livello plasmatico del peptide C. L’emoglobina glicata riflette la glicemia negli ultimi tre mesi dato che la glicosilazione dell’emoglobina avviene lentamente e all’interno dei globuli rossi. Anche l’emoglobina glicata, come la glicemia, è elevata nella condizione di diabete (>6,5%) mentre diminuisce in condizioni di anemia emolitica, perdita di sangue cronica e trasfusione.

La formula leucocitaria

La formula leucocitaria e la distinzione delle popolazioni linfocitiche mature forniscono indicazioni sulle capacità di difesa dell’organismo, anch’esse correlate con una corretta alimentazione. La valutazione delle differenti specie di linfociti B e linfociti T permette una più attenta considerazione della risposta immunitaria di un organismo.

Approfondimenti

Lipidi

L’assetto lipidemico comprende i seguenti parametri:

  • colesterolemia totale > 150 mg/dl e < 200 mg/dl
  • HDL > 40 mg/dl negli uomini e > 50 mg/dl nelle donne
  • trigliceridemia < 150 mg/dl
  • LDL < 130 mg/dl

La colesterolemia totale e frazionata (HDL, LDL, lipoproteinaA), la misura degli acidi grassi liberi (NEFA) e dei trigliceridi plasmatici danno un’immagine del metabolismo lipidico. La lipoproteinaA (lpA) è un terzo tipo di colesterolo che si affianca ai più conosciuti LDL e HDL e risulta essere un fattore di rischio per la malattia coronarica e per l’infarto miocardico. A differenza degli altri lipidi, la concentrazione di lpA non è modulabile attraverso la dieta o l’esercizio fisico dato che è in gran parte determinata geneticamente. Anche se viene raramente tenuta sotto osservazione è un valido indicatore della salute del soggetto e varrebbe la pena monitorarlo.

La possibilità di misurare i livelli sierici delle differenti specie di acidi grassi non è ancora un servizio comune nei laboratori di analisi, ma per ora rimane ad esclusiva di laboratori specializzati o di ricerca.

Proteine

La valutazione dello stato proteico consiste nella misurazione del catabolismo e dell’anabolismo proteico e del bilancio azotato. Per la misurazione del catabolismo proteico vengono dosati principalmente la creatina urinaria, l’urea urinaria e la 3-metil-istidina urinaria mentre per la misurazione dell’anabolismo proteico l’albumina, la prealbumina, la transferrina e la proteina legante il retinolo (RBP). La prima, può essere utilizzata come indicatore della massa muscolare a patto che vengano effettuate più misurazioni nel tempo; l’urea urinaria è un indicatore dell’introito proteico nel breve termine, la 3-metil-istidina urinaria si comporta come la creatina ma è scarsamente utilizzata, l’albumina è un indicatore dello stato proteico sul lungo termine (ma non è un indicatore affidabile per la massa muscolare), la prealbumina è un indicatore dello stato nutrizionale e dello stato proteico sul breve termine ma anch’esso è poco affidabile, la RBP viene utilizzata principalmente in ricerca e in ultimo la transferrina, indicatore a medio termine dello stato proteico.

Minerali e vitamine

Elementi come il sodio, potassio, cloro, calcio, fosforo, zinco e magnesio servono a valutare le riserve minerali. Possono essere quantificati dal siero ma per conoscere le riserve reali disponibili andrebbe eseguita anche un’analisi delle urine.

Valutare i livelli sierici delle vitamine è importante non solo in molti stati patologici, ma anche in tutti i diversi stati fisiologici dall’età evolutiva, fino all’invecchiamento. Nei soggetti anziani in particolare è utile monitorare i livelli di vitamine nel siero e nelle urine, che potrebbero subire una deplezione ad esempio a causa del fisiologico ridotto assorbimento intestinale.

Approfondimenti

Altri indicatori

La lettura degli esami del sangue richiede un’attenzione particolare per i parametri relativi alla funzionalità di organi deputati alla trasformazione e alla eliminazione degli elementi nutrizionali.

Le sigle AST, ALT, LDH, GT insieme al dato relativo alla bilirubinemia e alla pseudo-colinesterasi riguardano la funzionalità epatica e la funzione enzimatica più mirata sul bilancio proteico. Amilasi e lipasi sieriche coinvolgono la funzionalità pancreatica e le attività enzimatiche digestive di zuccheri e grassi rispettivamente. Per controllare il metabolismo basale e le funzioni metaboliche relative al sistema endocrino si determinano gli ormoni tiroidei T3, T4 e TSH.

I parametri da valutare non sono finiti. Per esempio, un buon indicatore di infiammazione e di possibile aumento del catabolismo proteico è la Proteina C Reattiva (PCR), indicatore anche di aumento del rischio cardio vascolare.

Un compito importante

Iniziare una dieta o una terapia alimentare non è così immediato: spesso vogliamo ottenere risultati istantanei e senza fatica ma dobbiamo ricordarci che ogni “molecola di cibo” che introduciamo con l’alimentazione ha un percorso nel nostro organismo e non viene mai usato o degradato al 100%. Gli esami del sangue sono un valido e indispensabile aiuto per il professionista sia per conoscere il vostro profilo biologico di partenza sia per monitorare l’andamento e l’efficacia della manovra nutrizionale.

Bibliografia

  • Manuale ANDID di valutazione dello stato nutrizionale, Società Editrice Universo, G. Bedogni e G. Cecchetto, 2009.
  • LaNutrizione.it | Parametri di laboratorio
Articoli correlati