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meduse e coralli, analisi del ciclo biologico

Meduse e coralli: Il ciclo biologico

Cosa ci potrà mai essere in comune tra un organismo apparentemente molto più simile ad una pianta che a un animale e un altro che si lascia quasi imperterrito trasportare dalle correnti marine? E se vi venisse detto che meduse e coralli sono molto più imparentati di quanto ci si aspetti? “Plausibile” potreste rispondere. Ma c’è di più: meduse e coralli non solo sono animali strettamente correlati l’uno all’altro; non solo fanno parte dello stesso gruppo tassonomico (phylum Cnidaria); ma meduse e coralli rappresentano due momenti distinti del medesimo ciclo biologico.

Vediamo di scoprire il perché..

Meduse del genere Aurelia. Si nota l’ombrella che, rispetto ai tentacoli alla base, è molto sviluppata.

Va innanzitutto precisato che con il termine “corallo” si indicano generalmente le strutture di sostegno per lo più calcaree prodotte da aggregazioni coloniali di più individui e caratterizzate da forme e colori piuttosto vivaci.

Tali individui sono i famosi polipi (esatto, proprio quelli che loro malgrado vengono spesso confusi con i polpi, altrimenti noti come piovre. Approfondisci qui), piccoli animali dal corpo di forma cilindrica con una corona di tentacoli all’apice; i polipi sono organismi sessili bentonici (ossia strettamente ancorati ai fondali marini), al contrario invece della loro controparte liberamente natante rappresentata dalle meduse. Queste ultime sono animali dalla forma a campana o a ombrello anch’esse generalmente dotate di tentacoli, posizionati però in questo caso alla base del corpo.

Ma tornando ora alla domanda iniziale, cos’è che davvero lega meduse e coralli?

Colonia di polipi del genere Cavernularia. I singoli individui sono ancorati tutti alla struttura corallina centrale.

Per rispondere, iniziamo a seguire il nuoto di una medusa femmina: ne abbiamo scelta una adulta, con le gonadi già pienamente sviluppate e in attività; tra una contrazione del corpo e un’altra, la nostra medusa rilascia cellule uovo (ovviamente aploidi) che, nel momento in cui verranno fecondate dagli spermatozoi (anch’essi aploidi) prodotti da un individuo maschio, formeranno lo zigote, la prima vera cellula diploide di un nuovo organismo.

Lo zigote va ora incontro a segmentazione, ossia ad una serie di successive mitosi, trasformandosi così in una planula: questa rappresenta il primo stadio larvale del nuovo individuo (le larve si distinguono dagli adulti, in generale, per l’assenza di gonadi funzionanti) ed è caratterizzata dall’avere numerose ciglia sulla superficie che ne permettono il libero movimento nel mare.

La planula, dopo un breve periodo di accrescimento, scende sul fondale marino, si attacca al substrato e si sviluppa a dare un giovane polipo; questo inizia così a produrre per gemmazione altri individui che restano ad esso legati e che iniziano pertanto a formare la colonia vera e propria. Tra i polipi si possono a questo punto individuare alcuni esemplari leggermente diversificati dai restanti: sono questi i cosiddetti gonozoidi, polipi deputati esclusivamente alla produzione per gemmazione di esemplari dall’aspetto medusoide destinati ad abbandonare la colonia e ad entrare in nuovo ciclo biologico.

Rappresentazione del ciclo biologico generico di uno cnidario.

Ecco pertanto svelato l’arcano:

Polipo del genere Metridium (classe Anthozoa: attinie o anemoni di mare). L’esemplare rappresenta un singolo individuo polipoide dalle dimensioni notevoli ed è una tipica attinia solitaria diffusa in mari poco profondi che si nutre di piccoli pesci e invertebrati.

le meduse generano sessualmente i polipi che a loro volta generano asessualmente colonie e meduse in un ciclo che ormai va avanti immutato da milioni di anni e che ha portato alla formazione delle moderne barriere coralline.

Queste sono infatti prodotte al livello delle colonie polipoidi in quanto sono sostanzialmente gli esoscheletri (o gli endoscheletri, a seconda delle specie) su cui le colonie stesse si reggono.

A questo ciclo tipico del gruppo Hydrozoa, esistono poi numerose varianti che vedono meduse ridotte o completamente assenti contro polipi invece molto sviluppati (come nel gruppo Anthozoa), oppure al contrario polipi di modeste dimensioni e meduse molto sviluppate e a volte anche imponenti (come in Scyphozoa spp. e Cubozoa spp.).

 

Bibliografia

LAWRENCE G. MITCHELL et all., Zoologia, Zanichelli, 2012 Compra qui

Riguardo a Filippo Nicolini

Filippo Nicolini
Studente uniBo al primo anno di Scienze Biologiche, sono da sempre stato incuriosito da animali e piante e, nonostante la maggior parte delle persone storca il naso al solo pensiero, trovo che rettili e insetti siano i viventi più affascinanti che esistano. Sto ora pian piano scoprendo che ogni altro singolo tassello dell'ecosistema Terra è unico e irripetibile e che va conosciuto e compreso per come è, e non per come vorremmo che fosse. Dedico un po' del mio tempo libero anche al disegno e alla fotografia (fotografia a dire il vero ancora dilettantistica) e spero un giorno di riuscire ad unire questi due hobby al mio interesse quasi morboso per la natura. #enjoyBioPills

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