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Anuri o Saltanti: La diversità degli Anfibi

L’ordine di degli Anuri, anfibi senza coda, è diffuso in tutto il mondo a eccezione delle regioni settentrionali più estreme e dell’Antartide. Il raggruppamento comprende organismi molto famigliari ai più, come rane e rospi, denotati dalla capacità d’essere ottimi saltatori, capacità, che denomina anche l’ordine.

Struttura:

Il corpo degli anuri è largo e tozzo: il capo è fuso con il torace e presenta una grande bocca, gli arti anteriori sono corti e piccoli. Gli arti posteriori sono invece molto sviluppati e, a differenza del resto del corpo, sono lunghi ed affusolati e denotati da una ben sviluppata massa muscolare.

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Gli arti posteriori, specializzati nel salto e muniti di cinque dita anziché di quattro come gli anteriori, superano in genere la lunghezza del corpo. Tale straordinaria estensione è dovuta allo sviluppo di astragalo e calcagno.
Sebbene il salto sia una condizione vantaggiosa nelle paludi, data la presenza dell’erba alta, e risulti utile anche alle specie arboricole, gli anuri sono capaci anche della locomozione classica dei tetrapodi: camminano lenti alternando le zampe. Questi Anfibi sono, inoltre, ottimi nuotatori e presentano membrane interdigitali.
Gli adulti, come detto, sono privi di coda; questa viene riassorbita alla metamorfosi con la fusione delle vertebre caudali in un unico osso sacrale: l’urostilo.

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A un esame esterno, anche sommario, di un rospo o di una rana, si rileva la presenza a breve distanza dagli occhi, muniti di palpebre mobili e di ghiandole atte a mantenerli costantemente umidi, della membrana timpanica, tondeggiante, che risulta esposta per mancanza dell’orecchio esterno.
Le narici sono l’unica via d’ingresso e d’uscita dell’aria che viene introdotta nei polmoni attraverso il pompaggio del pavimento boccale e della faringe. La bocca, munita di numerosi denti di piccole dimensioni, possiede una lingua incernierata anteriormente e assai viscosa, che viene rovesciata in fuori per catturare le prede.
Un’altra caratteristica nota di rane e rospi è la vocalizzazione, usata, durante il periodo riproduttivo, per il corteggiamento. Il gracidio è prodotto da una cassa di risonanza rappresentata dalle sacche vocali (due come nelle rane, o impari come nelle raganelle). Tali sacche appaiono più sviluppate nei maschi, così da costituire un evidente carattere sessuale secondario. La riproduzione è ovviamente legata alla deposizione delle uova in acqua. Tuttavia è in quest’ordine di anfibi che si possono annoverare casi di deposizione a terra, sul dorso degli adulti in particolari loggette cutanee (Alite Ostetrico, Pipe) o sospese su grandi foglie come accade nelle raganelle arboricole.

Un ulteriore indice di estrema biodiversità degli anuri è la colorazione.

Sebbene rane e bufoidi siano in genere verdastri o bruni, colorazione mimetica nelle acque stagnati, le raganelle e gli anuri tropicali in genere presentano colorazioni vivaci ed accese, spesso, aposematiche e rivelatrici di tossicità dell’animale. Non è raro che entro il tegumento anfibio vi siano, infatti, numerose ghiandole granulose velenifere e che le stesse riversino il loro secreti sull’epidermide di questi animali. In particolare la famiglia Dendrobatidae, note anche come rane da veleno per frecce, è l’esempio più eclatante della relazione aposematismo-tossicità dell’ordine. I Dendrobatidi sono tipici del sud America e la tipologia di alcaloidi veleniferi prodotti dal loro tegumento è talvolta usato come riferimento diagnostico per il riconoscimento delle relative sotto famiglie.

 

Approfondimento: I Lissanfibi

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