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La birra che non inquina

La birra che non inquina

Nonostante viviamo in un mondo in cui l’informazione viene spesso accusata di diffondere falsi allarmismi e previsioni catastrofiche, ecco che finalmente si può divulgare una buona notizia: una azienda produttrice di birra, con sede in Florida ha appena brevettato un nuovo materiale per le proprie confezioni di lattine.  Le classiche sixpack rings in plastica sono ritenute, se gettate via tra i rifiuti in maniera irresponsabile, di causare una volta finite in mare, un numero considerevole di morti per soffocamento o danni permanenti agli animali marini che li dovessero incontrare. E’ noto, infatti, che delfini, balene e tartarughe marine tra gli altri, possono scambiare oggetti in plastica trasparente, come queste confezioni, appunto, per meduse, loro prede, e ingerirle. Peggio, possono semplicemente rimanerne impigliati e a volte mutilati. Grazie a questo nuovo brevetto, adesso invece le confezioni famigerate, salveranno le loro vite: sono infatti prodotte in un materiale non solo completamente biodegradabile e compostabile, quanto anche edibile al 100%.

 

La birra che non inquina, la svolta:

birra che non inquina

Per il momento l’utilizzo di questo materiale si limita alla sola marca di birra che ne ha il brevetto, ma i produttori affermano che anche se l’utilizzo di questo materiale aumenta i costi di produzione, sono certi che tale iniziativa verrà premiata dai consumatori, ormai sempre più orientati verso acquisti eco-friendly. Noi contiamo anche su un effetto feedback positivo su altre aziende produttrici che decidano di seguire l’esempio e beneficiare del consenso dei consumatori, con ricadute positive sia sul costo finale che prima o poi si abbasserebbe e sia sulla diffusione massiccia di materiale biodegradabile a discapito della plastica. Questa notizia arriva come una ventata di freschezza dopo l’annuncio dato recentemente dal World Economic Forum secondo cui nel 2050 ci sarà nei mari più plastica che pesce. Possiamo ancora invertire la tendenza e far sì che quella che suona come una funesta profezia, possa solo essere un monito a cambiare direzione.

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Riguardo a Manuela Russo

Manuela Russo
Naturalista per formazione e per passione, credo nella necessità di comunicare la cultura scientifica, come strumento di esame della realtà e di progresso.

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