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Homo sapiens – Due ondate migratorie per andare in Sud America

Con due ondate migratorie Homo sapiens sbarca in Sud America –  L’analisi morfologica di alcuni crani umani ritrovati nella zona Sud-Est del Brasile suggerisce un quadro più complesso nella già difficile ricostruzione della migrazione umana dall’Africa subsahariana all’Asia e da lì al resto del mondo fino al Sud America. In particolare, le molte differenze nella morfologia craniale dei resti rinvenuti nel sito archeologico di Lagoa Santa in Brasile mostrerebbero, secondo gli autori di una ricerca pubbicata su Science Advances, non una, ma due o più ondate migratorie dall’Asia al Nord America e giù fino al Sud America.

Homo sapiens, fino in Sud America

Nel dettaglio lo studio suggerisce che i paleoamericani – gli americani primitivi – condividano con i moderni sudmericani un ultimo antenato comune, cioè una popolazione di origine, fuori dalle Americhe. La ricerca sottovaluta anche l’approccio multidisciplinare del mettere a confronto i dati genetici (DNA) e morfologici (forma del cranio) per ricostruire la storia dell’umanità.

«Quando facciamo riferimento ai dati genetici, l’idea è che ci sia stata una sola ondata migratoria verso il Sud America e che, quindi, i moderni sudamericani discendano da quella sola popolazione di partenza», ha spiegato la scienziata Noreen von Cramon-Taubadel, professore associato di antropologia alla University at Buffalo e primo autore dello studio. «Eppure i nostri dati suggeriscono che migliaia di anni fa ci furono almeno due, se non più addirittura, flussi migratori di altrettante popolazioni che hanno varcato i confini del Sud America».

Il segreto della scoperta sarebbe nel metodo. «Abbiamo adottato e modificato un metodo già usato in ecologia e che mai prima d’ora, che io sappia, era stato utilizzato negli studi antropologici», ha concluso la ricercatrice.




Riguardo a Flavio Alunni

Flavio Alunni
Divulgatore scientifico. Blogger (clicca sulla casetta). Laureato in scienze biologiche, sono da sempre affascinato dal bizzarro, da ciò che sorprende e meraviglia. Nella scienza trovo tutto questo e molto altro, ecco perché mi piace raccontarla. Alcuni miei articoli sono usciti anche su Galileo Giornale di Scienza e Wired Italia.

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