La vita nei cimiteri: la biodiversità che non ti aspetti

Siamo abituati a concepire il contesto urbano come un luogo in cui la biodiversità animale e vegetale scarseggia. In parte, sicuramente, è vero. L’uomo è una specie invasiva, e per crearsi un habitat vivibile non mette in conto i disastri naturali che può causare. Ciò non toglie che anche nelle più grandi metropoli, esistano numerosi paradisi di biodiversità: parchi, giardini, fiumi, laghetti artificiali, cimiteri.

La vita nei cimiteri

Cimitero Germanico Militare di Pomezia

Nonostante possa sembrare un paradosso, i cimiteri sono ricchissimi di vita. Comprenderne le motivazioni è abbastanza semplice, l’importante è discernere dall’idea di cimitero che vige nell’immaginario collettivo ed inquadrare il tutto scientificamente. Si tratta infatti di un normalissimo habitat urbano, come un parco, o un giardino,     o un fiume. In esso quindi possono essere rilevati fattori importanti che determinano una vasta biodiversità. Il fatto che le piante siano spontanee o al massimo coltivate in maniera non intensiva, ad esempio, contribuisce alla diversità vegetale. Per quanto riguarda gli animali invece, un ruolo importante è giocato dal fattore disturbo.

Lo studio sugli uccelli

A conferma di questa tesi c’è uno degli ultimi studi di Federico Morelli, ornitologo dell’ Università di Praga. Il ricercatore si è recato con il suo team in 79 parchi e 90 cimiteri in giro per l’Europa. L’ipotesi di partenza è che il cimitero possa essere effettivamente un’oasi di biodiversità all’interno delle città. L’obiettivo quindi, è quello di verificare come i parametri di biodiversità siano di ugual valore nei cimiteri e nei parchi. Tra questi, il più importante è la misurazione del “FID” (flight initiation distance): un parametro che determina la distanza oltre la quale un uccello, sentendosi minacciato, si alza in volo per fuggire.

Flight initiation distance: i risultati

Il numero di misurazioni di FID effettuate è superiore alle due migliaia, per un totale di 44 specie di uccelli prese in considerazione. Le misurazioni hanno rivelato ciò che gli studiosi si aspettavano: gli uccelli nei cimiteri fuggono ad una distanza minore rispetto ai corrispettivi dei parchi urbani. Ma non solo: statisticamente si è notato che questa “distanza di fuga” sia correlato inversamente alla grandezza del parco/cimitero e direttamente alla densità abitativa. Tra le varie cause proposte da Morelli e il suo team c’è in primis l’inquinamento umano dovuto al disturbo. Infatti, il comportamento delle persone all’interno di un cimitero favorirebbe un miglior adattamento per un maggior numero di specie di uccelli. Insomma, i cimiteri sono paradisi della vita.

Fonte: Escape behaviour of birds in urban parks and cemeteries across Europe: Evidence of behavioural adaptation to human activity” (Federico Morelli et al.)

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