Un Lavoro da Biologo: lo Scientific Recruiter

Benvenuti alla nona puntata di “Un lavoro da Biologo”, la rubrica dedicata ad esplorare la pletora di carriere che si aprono per i laureati in Scienze della Vita. Se siete dunque studenti delle scuole superiori che devono decidere se iscriversi a Biologia, Biotecnologie o Scienze Naturali, laureandi o laureati in tali discipline che vogliono capire cosa li aspetta “là fuori” o anche professionisti in cerca di una direzione da seguire per un cambiamento di carriera, questa vuole essere la vostra bussola! Stavolta vi porto un po’ fuori dal seminato parlando di una professione che non è legata tanto con la conoscenza delle materie di formazione quanto con quella del mondo del lavoro ad esse correlato, ovvero delle aziende che operano in ambito tecnico-scientifico e soprattutto delle professionalità che queste aziende necessitano.
Sto parlando del Selezionatore di profili scientifici, altrimenti detto nell’onnipresente dicitura alternativa in inglese Scientific Recruiter.

Anna Romano, Scientific Recruiter per Kelly Services, ci racconta della sua professione.

In che ambito è inserita questa figura?

Il mercato del lavoro è in generale una realtà diversificata e in costante evoluzione.
In particolare le industrie più fortemente legate ai progressi scientifici, come quelle che operano nel settore dei prodotti o servizi medicali, farmaceutici, alimentari, cosmetici e biotecnologici, sono chiamate a reggere il passo delle costanti innovazioni tecnologiche e del miglioramento delle conoscenze disponibili sulle loro particolari aree di competenza, così come ad adeguarsi al progressivo perfezionamento delle regolamentazioni cui devono sottostare.

Assieme a queste sfide si devono sempre affrontare dei cambiamenti più “fisiologici” e trasversali ad ogni tipo di azienda, ad esempio esigenze di potenziamento causate dalla crescita della mole di lavoro o dall’apertura di nuovi stabilimenti, il normale avvicendamento del personale per pensionamenti e abbandoni oppure un ampliamento dell’offerta produttiva.

Per far fronte a questo tipo di sfide in modo competitivo verso la concorrenza le aziende ricercano quindi figure professionali il più possibile adatte alle richieste date dalle posizioni lavorative che si aprono o divengono vacanti e che siano in grado di dare un ritorno positivo agli investimenti formativi che l’azienda si trova inevitabilmente a fare ai neoassunti. In sintesi, i migliori talenti.

Molto spesso la ricerca della persona giusta al momento giusto è un’attività che richiede tempo, mentre in altri casi le ricerche sono rivolte a delle figure così specializzate, oppure così nuove, che può mancare  in azienda l’expertise su che tipo di curriculum debba avere esattamente la risorsa da selezionare e dove si possa cercarla.
Per risparmiare tempo prezioso e per sopperire alla mancanza di specializzazione dei responsabili HR aziendali le ditte si rivolgono allora ad agenzie di ricerca e selezione che dispongono di figure esperte nel settore, i Recruiter Scientifici.

Lo Scientific Recruiter

Lo specialista di ricerca e selezione di profili scientifici è la figura che ha il compito di soddisfare le richieste di personale specializzato delle aziende clienti ricercando sul mercato dei candidati adatti.

Lavora quindi a stretto contatto sia con le aziende clienti che con i candidati e la sua principale mansione è capire i bisogni di entrambi, per poter impostare criteri di ricerca efficaci e proporre ai candidati posizioni per loro realmente interessanti.
Di conseguenza la sua attività non prevede una giornata tipo che si riproduca routinariamente tale e quale ma le modalità del suo lavoro sono scandite dai ritmi e dalle fasi dei progetti di selezione in corso.

Ogni progetto inizia con una visita del recruiter al cliente, di modo da farsi spiegare che tipo di figura viene ricercata, per quale tipo di mansione, in che ambiente di lavoro si troverà e che capacità tecniche e personali dovrebbe possedere.

In questa sede il recruiter può capire se alcune delle caratteristiche richieste del cliente alla professionalità da ricercare sono esagerate per la mansione, difficili da soddisfare per la scarsità dell’offerta di manodopera specifica, oppure ancora se alcune di queste richieste non sono del tutto ponderate e quindi non delineano i tratti della miglior scelta per la specifica posizione.
Questo primo colloquio prevede quindi un certo margine di contrattazione con il quale il recruiter consiglia il cliente su come avanzare una richiesta maggiormente adatta alle sue esigenze e soprattutto possibile da soddisfare.

Una volta presa in carico la missione viene pianificata e poi attuata la fase di ricerca di possibili candidati.

Sono diverse le strategie attuabili a seconda della professionalità da ricercare, a partire dalla ricerca passiva. Chi cerca lavoro sa del ruolo delle agenzie di ricerca e selezione e quindi invia spontaneamente il proprio CV nella speranza di essere contattato, per cui ogni agenzia può avere già a disposizione quelli dei possibili candidati. In assenza di profili già raccolti in database si procede alla pubblicazione di annunci di lavoro sui canali volta per volta più appropriati, che possono essere piattaforme online come anche giornali a diffusione locale.

Un altro modo per raccogliere una grande quantità di CV, valida soprattutto per profili neolaureati, è la partecipazione dell’agenzia di ricerca e selezione ai career days promossi dagli atenei (qui uno dei più noti nel settore bio-farma-medicale) che inoltre permettono all’agenzia di farsi pubblicità presso aziende e candidati e di offrire a questi ultimi servizi di orientamento al lavoro.

In altre situazioni, come per le ricerche di profili senjor dotati di esperienza, occorre attuare strategie di ricerca attiva, cioè cercare in prima persona di ottenere il cv di potenziali candidati interessati alla posizione anche se magari stanno al momento già lavorando.
Questo tipo di ricerca meno “automatizzato”, detto anche Head Hunting, prevede di consultare i principali social network (uno su tutti LinkedIn, specificatamente pensato per i profili lavorativi, ma all’occorrenza anche Facebook può tornare utile) per trovare professionisti con i requisiti richiesti e contattarli attivamente.

In certe situazioni anche il passaparola può essere fondamentale per entrare in contatto con i professionisti e come estrema ratio le professionalità richieste possono essere cercate direttamente nelle ditte concorrenti al cliente, se quest’ultimo è pronto a far loro un’offerta economicamente migliorativa o ad offrire comunque qualcosa che li convinca a cambiare datore di lavoro.

Una volta contattati i potenziali candidati si procede a fissare dei colloqui conoscitivi e motivazionali di preselezione per spiegare loro per quale tipo di posizione sono stati contattati e capire le loro aspettative e bisogni relativi alla carriera. Se il potenziale candidato si mostra interessato alla posizione e al tempo stesso il recruiter lo reputa adatto per l’azienda cliente può proseguire con la fase successiva della selezione.

Viene infatti inserito in una rosa di candidati da presentare al cliente per permettergli di valutarli in prima persona con dei colloqui conoscitivi e di scegliere una tra le alternative proposte.
Se i riscontri che dopo questa fase il recruiter raccoglie sia del cliente che dai candidati sono entrambi positivi si passa a negoziare le condizioni finali dell’offerta che il cliente proporrà al candidato. Il lavoro del recruiter termina alla firma del contratto da parte del candidato.

Chi lo può fare

Quella del Scientific Recruiter può essere considerata una figura relativamente nuova, quantomeno nel panorama italiano. Sono poche infatti le società di ricerca e selezione personale che hanno deciso di dedicare ad ogni determinato settore industriale dei selezionatori che per formazione e magari anche per curriculum provengono da quel settore e ne hanno quindi esperienza di prima mano e riescono a “parlare la lingua del cliente”.

Se quindi la maggior parte dei responsabili risorse umane e dei selezionatori “classici” ha un background di tipo umanistico, psicologico o economico, quelli specializzati nel reclutamento di figure scientifiche hanno tipicamente lauree tecnico-scientifiche come Biologia, Biotecnologia, Chimica, Farmacia e CTF. Anna consiglia a chi voglia intraprendere la carriera di Scentific Recruiter di approcciarvisi con uno stage.

Cosa aspettarsi

Un selezionatore specializzato in profili scientifici non è schiavo di una routine poiché può lavorare in differenti sedi oltre che nel proprio ufficio, come negli stand alle fiere del lavoro e direttamente dai clienti.

I suoi compiti sono principalmente di relazione, sia con i clienti e con i candidati, e di conseguenza sono esercitate con elevata frequenza abilità sociali e relazionali. Dal momento che la missione del recruiter può essere sintetizzata nel far incontrare due bisogni, quello del cliente e quello del candidato, deve essere capace di interpretarli correttamente anche al netto delle modalità comunicative delle persone con cui ha a che fare. Deve insomma saper leggere tra le righe e mostrare la dovuta empatia, avere capacità di negoziazione e saper guadagnare la fiducia dei clienti, che spesso sono fidelizzati.

Il lavoro del recruiter è inoltre abbastanza imprevedibile perché lavorando con le persone deve  sempre mettere in conto che loro possano cambiare idee, aspettative o che cambino situazioni che li coinvolgono situazioni. La professione richiede, inoltre, uno studio costante per aggiornarsi sulle modifiche delle normative di settore.

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