Un Lavoro da Biologo: il Medical Writer

Bentornati con questa nuova puntata della rubrica che scopre per voi tutte le possibilità lavorative, e sono tante, che si aprono per i laureati in Scienze della Vita (principalmente, come ben sapete, Biologi, Biotecnologi e Scienziati Naturali).
Il Lavoro da Biologo di cui parliamo stavolta ha a che fare con la comunicazione ed è uno di quelli che ci si deve creare da sé, tipicamente in libera professione anche se esistono delle posizioni in azienda per queste figure.
Claudia Pontillo ci parla del suo mestiere, quello del Medical Writer.

In che ambito è inserita questa figura

Il momento in cui le ricerche scientifiche di base lasciano il posto a quelle applicate, le quali talvolta riescono a venire tradotte in nuove tecniche e hanno delle ricadute pratiche, è di cruciale importanza.

Quando questo accade serve quindi un grande lavoro di comunicazione per rendere note nuove scoperte, nuove applicazioni, nuove tecnologie, ai diversi pubblici che si troveranno a doverle valutare e migliorare nei primi stadi di sviluppo, produrre, somministrare o anche solo fruirne una volta completamente sviluppate.

In particolare in campo sanitario sono diversi gli attori che hanno interesse a comunicarsi ai propri interlocutori. I medici per esempio necessitano in primo luogo di comunicare le proprie scoperte all’intera comunità scientifica tramite articoli pubblicati su riviste specialistiche internazionali tipicamente in lingua inglese.

In occasione di congressi devono saper comunicare efficacemente i propri risultati ai colleghi come anche ad altri attori interessati, come enti statali ed aziende.
Anche alla “fine della filiera” comunicare è essenziale, per esempio per rendere note ai propri pazienti le più recenti possibilità terapeutiche per certe patologie, quali siano i loro vantaggi rispetto alle precedenti soluzioni e in definitiva invogliarli a seguire le prescrizioni della comunità medica. Un discorso del tutto analogo si può fare per professionisti della ricerca pubblica e privata, come biologi e biotecnologi che operino in ospedali o aziende, così come per le aziende stesse.

Tutti gli attori in gioco hanno interesse a comunicare appropriatamente il proprio farmaco, la propria scoperta, la propria tecnica di intervento chirurgico, il proprio device medicale per farlo conoscere, valutare, accettare ed infine commercializzarlo.

Chi si occupa fisicamente di produrre i formati di comunicazione più appropriati, caso per caso, per il proprio cliente e per il destinatario prescelto, è appunto il Medical Writer, che può lavorare da freelancer, appoggiarsi ad agenzie di intermediazione oppure in certi casi essere assunto direttamente dalle aziende.

Il Medical Writer

Il flusso del lavoro di un Medical Writer parte dalle richieste dei clienti, che possono spaziare parecchio.

Per esempio si può trattare di produrre delle brochures per i pazienti di uno studio medico, stilare il report degli interventi tenuti ad un congresso, editare dei poster che presentano risultati parziali di studi in corso e addirittura delle presentazioni per slide oppure creare per un singolo ricercatore un abstract del suo lavoro (si tratta, ci spiega Claudia, del sommario dell’ultima ricerca effettuata e non ancora pubblicata che i ricercatori possono presentare in via confidenziale ai comitati di valutazione di congressi o università per ottenere la possibilità di partecipare come speaker oppure nel secondo caso di accreditarsi in occasione di selezioni di personale docente o di ricerca).

In ultimo non è raro che venga richiesto ad un Medical Writer di stilare da zero oppure di revisionare format e bibliografia di veri e propri articoli scientifici per conto dei capigruppo di ricerche cliniche, con lo scopo di far loro risparmiare tempo e di ottimizzare gli articoli per farli accettare dalle migliori riviste di riferimento per la pubblicazione.

Una volta recepite le commesse da parte del cliente il Medical Writer deve innanzitutto effettuare una approfondita ricerca bibliografica sull’argomento assegnato per guadagnare la conoscenza necessaria dello stato dell’arte in quel particolare campo.
Gli argomenti che Claudia si è trovata maggiormente ad affrontare riguardavano scoperte di nuovi farmaci o di nuovi target molecolari per combattere le malattie oggetto dei più importanti sforzi di ricerca, come malattie cardiache ed endocrine e il cancro.

Dopo aver effettuato questo approfondimento al massimo grado il Medical Writer può cominciare la stesura vera e propria dello strumento comunicativo richiesto.
Per fare ciò si avvale normalmente dei più classici programmi di scrittura, di database di articoli e anche di alcuni software online (qua un esempio) appositamente pensati per l’editoria scientifica di livello che sono in grado, associandosi al programma di scrittura utilizzato, di gestire le innumerevoli citazioni di articoli o altre fonti bibliografiche che ci si trova ogni volta a maneggiare e di modificare anche lo stile dell’articolo nascente per adattarlo a quello di ogni determinata rivista specialistica.

Una menzione a parte merita il “Regulatory Writing” che prevede di stilare i cosiddetti “Dossier” utili a far accettare un nuovo prodotto (per esempio un farmaco o un fitofarmaco, una tecnica, un medical device o una sostanza cosmetica) alla sua agenzia regolatoria di riferimento come abbastanza sicuro per la salute umana, animale e ambientale da poter ricevere il permesso alla commercializzazione.

In tal caso oltre al dettaglio della materia affrontata occorre conoscere approfonditamente anche le normative di settore per mettere tutte e sole le informazioni necessarie allo svolgimento della pratica in modo non ambiguo e seguendo le linee guida fornite volta per volta dall’agenzia di riferimento.

Chi lo può fare

Per svolgere questo mestiere servono una grande preparazione teorica e la capacità di rinnovarla volta per volta, poiché al cambiare dell’argomento di cui si deve trattare ci si ritrova a dover imparare quasi da zero un nuovo insieme di conoscenze.
Le soft skills richieste dalla professione sono quindi in primo luogo la passione per la lettura, condita da una sempre fresca curiosità, e in secondo luogo la passione e l’attitudine per la scrittura.

Dal momento che i format comunicativi, i livelli di approfondimento richiesti e gli scopi della comunicazione sono differenti almeno quanto i destinatari occorre saper adattare il proprio stile comunicativo ad ogni specifica richiesta.
Un grande prerequisito per cominciare la professione è avere una buona esperienza di scrittura scientifica (ovviamente in lingua inglese, anche se lingue aggiuntive sono sempre considerate positivamente).

Di solito ne è dotato soprattutto chi abbia effettuato studi di Dottorato di Ricerca e magari qualche “Post Doc” e quindi è molto più comune che i Medical Writers siano dei PhD piuttosto che dei laureati Magistrali. Le lauree che avviano meglio a questa carriera sono più o meno tutte quelle che afferiscono alle Scienze della Vita ovvero Medicina, Biologia, Biotecnologie, Veterinaria, Scienze Naturali e Chimica.

Ai chimici si apre anche la possibilità di svolgere mansioni analoghe non afferenti al campo farmaceutico/medicale bensì ad applicazioni del tutto differenti.
In tal caso si parla di Technical Writing, professione svolta, oltre che dai chimici, da professionisti che hanno una formazione in Fisica, Matematica o Ingegneria.

Cosa aspettarsi

Come intuibile quello del Medical Writer è un lavoro sedentario, che si può svolgere anche da casa propria. Basta essere dotati di telefono, pc e una connessione ad internet per effettuare ricerche bibliografiche. La libera professione, svolta in solitario appoggiandosi magari a piattaforme online oppure collaborando con agenzie di comunicazione scientifica, è l’opzione più praticata e comporta in Italia l’apertura di una Partita Iva.

In questa condizione si ha una percezione diretta dei costi palesi e nascosti dell’attività che nel caso del Medical Writing possono essere i costi del telefono per contattare i clienti, qualora non si possa risolvere con una normale corrispondenza per mail, ma soprattutto gli abbonamenti alle riviste scientifiche da cui trarre gli articoli da leggere e anche gli accessi ai database di citazioni e ai software di gestione della bibliografia. Appoggiarsi ad una agenzia di intermediazione per un freelancer ha il vantaggio che solitamente è l’agenzia stessa a fornire ai suoi collaboratori l’accesso alle risorse online necessarie per svolgere l’attività.

Come la maggior parte dei lavori autonomi anche quello del Medical Writer lo espone direttamente, per il fatto di non avere l’intermediazione di una ditta, alle fluttuazioni della richiesta delle sue prestazioni. Possono così esistere dei periodi in cui il lavoro scarseggia e altri in cui si trova costretto a lavorare ben oltre il classico orario di ufficio per far fronte ad un gran numero di commesse.

Claudia ci racconta che il momento più difficile della professione del Medical Writer freelance è l’avviamento della carriera, che comincia necessariamente da una ricerca attiva di commesse e di clienti e che può stentare a passare alla fase successiva, cioè quella in cui si è raggiunta una rete di contatti e di conoscenze tali da ricevere passivamente la maggior parte delle commesse.
Un aiuto concreto all’avvio della carriera di un Medical Writer è dato dalla European Medical Writers Association, un ente no profit gestito da Medical Writer esperti che fornisce corsi di formazione all’uopo.

Per quanto riguarda l’ambiente di lavoro, stante il fatto che perlopiù un Medical Writer lavora da solo, con gli altri freelancer si instaura un rapporto collaborativo basato su una condivisione di interessi e valori.

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