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Umani, Androidi e Robot – tecnica e cambiamenti economico-sociali

Già Henry Ford aveva intuito che se i suoi dipendenti non avessero percepito un salario tale da poter acquistare i prodotti che gli stessi producevano non sarebbe potuto rimanere nel mercato.
Questo ragionamento lo si può applicare a tutti i beni di prima necessità e di uso comune.

Anche se una cosa del genere può sembrare un tantino futuristica, ora, la realtà è che sempre più androidi si prenderanno i nostri posti di lavoro negli anni a venire.
Tutti questi cambiamenti porteranno a cambiamenti anche sociali ai quali dovremo far fronte: dalla disoccupazione tecnologica, intrinseca di certi sistemi economici, alla vita privata, con robot e intelligenze artificiali che interagiranno sempre più con noi (quando non direttamente in noi). Anche la sfera sessuale sarà rivoluzionata con androidi amanti molto realistici, come le fanciulle meccaniche di Efesto.

 

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 Robot alla conquista del mondo

Su 1.896 tra scienziati, analisti e ingegneri di spicco interpellati nell’ambito di un rapporto del Pew Research Center sul futuro dei posti di lavoro, il 48% già “immagina un futuro nel quale robot e agenti digitali rimpiazzeranno un numero considerevole di operai e di impiegati”.

Gli economisti hanno già avvisato più volte di come l’automazione influenzerà il mercato del lavoro, con un rapporto, redatto da consulenti Deloitte in collaborazione con l’ Università di Oxford, che suggerisce che il 35% dei posti di lavoro è a rischio nei prossimi 20 anni; diluiti su quasi il 50% delle tipologie di lavoro che vanno da quelle puramente meccaniche a quelle della computeristica (avvocati, commercialisti, centralinisti, ecc ecc) fino ad arrivare alle intelligenze artificiali intuitive.

s3-news-tmp-90538-amelia_accenture_ai_bot-2x1-940Amelia: intelligenza artificiale cognitiva.

Chi comprerà i prodotti realizzati dai robot? Con quale reddito?

E’ sicuramente vero che alcuni lavori non saranno rimpiazzati dalle macchine in tempi brevi e che altri nuovi posti di lavoro si verranno a creare ma non sarà mai un sistema con una compensazione accettabile.

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Kiva Systems

Vi sono due soluzioni accreditate

  • La tassazione dei robot (che però rallenterebbe la ricerca).
  • Un reddito minimo universale (ad oggi, dall’abbandono del 1971 del sistema di Bretton Woods, realizzabile senza problemi in termini economici), da non confondersi col reddito di cittadinanza,  insieme a una drastica riduzione dell’orario di lavoro da spalmare su più persone attive.

Non sarà però una cosa semplice da realizzare a livello politico anche se il reddito a vita non è del tutto senza precedenti. Durante gli anni Settanta, un programma quinquennale portato avanti dalla provincia canadese di Manitoba, chiamato Mincome, portò a risultanti piuttosto incoraggianti. Le madri passavano più tempo a crescere i figli. Gli studenti registravano punteggi più alti e i tassi di abbandono erano più bassi.

Era calato il numero dei casi di malattie mentali, di incidenti stradali e di abusi domestici. E alla fine, le ore lavorative totali erano calate complessivamente di appena qualche punto percentuale. In altre parole, percepire un reddito a vita non portò a pigrizia e indolenza. Ma permise alle persone di spendere il proprio tempo sulle cose che contavano: famiglia, educazione, salute, realizzazione personale.

Se i robot un giorno ci rubassero il lavoro – dandoci però alcune di queste cose in cambio – potrebbe non essere un così brutto affare, dopotutto.
Ci sono molti lavori e molte opere che non danno guadagno e che vengono lasciate indietro, dall’ambito sociale, sanitario a quello ambientale, perché in un mondo capitalista e/o neoliberista non portano guadagno: lavori e opere che alla fin fine sono le più importanti per qualsiasi comunità che non sia solo uno sterile insieme di individui.

“Ai miei tempi chi aveva l’acqua dentro casa era un signore!” 
Oggi abbiamo tutti acqua corrente calda e fredda e più di un televisore per famiglia…eppure non ci sentiamo proprio signori. Questo significa che un reddito universale, inteso come rimborso per un tetto, per un po’ di caldo e per tre pasti al giorno, non svoglierebbe nessuno dal voler lavorare per avere di più poiché la spinta produttiva è da intendersi come una differenza di potenziale più che come il raggiungimento di una quantità definita di averi. Ecco perché solo una minima parte resterà inattiva, perché chi vorrà qualsiasi cosa che non sia sussistenza, istruzione o informazione dovrà comunque lavorare.
Un reddito di base sotto forma di rimborso dato a tutti darebbe luogo solo ad un aumento della qualità della vita lasciando invariata la forbice del reddito tra chi lavora e chi no poiché anche chi lavora lo ‘percepirebbe’ e per avere qualcosa di proprietà(un’auto, un profumo, un gioco, ecc ecc) chi non lavora dovrà rendersi attivo.
Semplicemente non morirebbe nessuno di fame o di stenti e non saremmo ricattibili né per le condizioni di lavoro, né per un voto.
Solo a quel punto si potrebbero inasprire le pene per i furti e i danni al pubblico patrimonio e alla proprietà privata.
Gli inattivi dovranno tendenzialmente andare a coprire tutti quei lavori intrinsecamente in perdita come il sociale e l’ecologico ma anche quei mestieri e arti che possono creare ricchezza inaspettata come l’organo del mare a Zara. Un organo, strutturalmente simile ad una scala digradante verso il mare, formato da 35 canne d’organo di diversa inclinazione, forma e lunghezza. Grazie al moto ondoso dell’acqua marina queste canne producono suoni continuamente diversi modulati secondo sette accordi e cinque tonalità. Inizialmente si pensò ad uno spreco di soldi, nonostante fosse molto bello, ma in poco tempo divenne una delle principali tappe nelle mete turistiche della Croazia generando una ricchezza non prevista.

Fonti

Fonti

  • https://it.wikipedia.org/wiki/Efesto
  • http://www.borsaitaliana.it/notizie/speciali/fondo-monetario-internazionale/storie-funzioni/fmi-fine-sistema-di-bretton-woods/fmi-fine-sistema-di-bretton-woods.htm
  • https://www.therobotreport.com/news/filling-the-void-left-by-kiva-systems-acquisition-by-amazon
  • https://www.youtube.com/watch?v=JVZzHtBCvtc
  • https://www.youtube.com/watch?v=n86pF-wQKrw

Riguardo a Luca Urbinati

Luca Urbinati
Diplomato all'istituto tecnico industriale come perito in elettronica e telecomunicazioni ovviamente adesso lavoro come cuoco e pizzaiolo. Come per molti la natura e le scienze mi hanno affascinato fin da bambino, in particolar modo gli animali e l'astronomia, ed ora coltivo questa passione in modo ludico: divertendomi, imparando e condividendo.

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